PATERNOLLI NINO (GIOVANNI)

PATERNOLLI NINO (GIOVANNI) (1888 - 1923)

libraio, alpinista, mecenate, politico

Immagine del soggetto

Il libraio Nino Paternolli (Milano, collezione Valerio Pocar).

Figlio di Giuseppe (1856-1915), subentrato al padre Giovanni nella direzione della libreria nel 1891, mentre il fratello Guido si occupava della tipografia, P. compì gli studi universitari a Innsbruck, Graz e Vienna. Nel 1912 la fama dei Paternolli aveva valicato i confini della città di Gorizia, mentre in città la tipografia deteneva il primato fra le diverse case concorrenti superando l’altrettanto storica tipografia Seitz, fondata nel 1849, e la più recente Goriška Tiskarna di Andrej Gabršček, nata nel 1893, ma molto attiva. Già amico di Enrico Mreule e Carlo Michelstaedter, che ne aveva fatto l’interlocutore ne Il dialogo della salute, Giovanni (detto Nino, classe 1888) unì la profonda conoscenza della letteratura greca antica, da Omero ai tragici, all’amore per la filosofia presocratica e platonica, spingendo il suo orizzonte culturale a comprendere i classici indiani Veda e Upanishad. La guerra del 1915 causò la distruzione dello stabilimento tipografico Paternolli: Giovanni si assunse il compito del ritorno alla normalità nei critici anni 1918-1920, ricostruendo la tipografia e trasferendola dalla piazza Grande al Corso nel palazzo del Trgovski Dom, ma concentrandosi prevalentemente sull’attività di libraio. Fu l’ispiratore e il mecenate di un cenacolo di intellettuali ed insegnanti nella Gorizia del primo dopoguerra, visitato da illustri personaggi della cultura nazionale: Piero Gobetti, Piero Jahier, Alfredo Panzini, Dino Provenzal, Bernardino Varisco e Giovanni Gentile. Da mecenate della cultura, valorizzò l’opera del giovane poeta gradese Biagio Marin. Nel 1921, sesto centenario della morte di Dante Alighieri, promosse l’edizione di un volume di studi dall’incontro fra Gaetano Salvemini, Benedetto Croce, Guido Mazzoni, Ernesto Giacomo Parodi, Vittorio Rossi con i maggiori italianisti sloveni dell’epoca, tra cui Aleš Useničnik e Milko Kos. Entrato in politica nelle file del cosiddetto Gruppo di azione, fu eletto consigliere comunale nel 1922, rimanendo in carica meno di un anno. ... leggi Morì prematuramente nel 1923, a trentacinque anni, per un incidente in montagna, durante un’escursione alpinistica sul Poldanovez, nella valle Tribussa (Selva di Ternova), in compagnia dell’amico germanista Ervino Pocar. La sua fine coincise con l’affermazione del fascismo nell’Isontino: la moglie Pina Venuti, che aveva cominciato ad occuparsi della libreria per supplire al disinteresse del consorte per gli aspetti più prosaici dell’attività commerciale, riuscì a mantenerla attiva fino al 1945, sebbene il fecondo clima culturale dei primi anni Venti fosse soltanto un ricordo.

Chiudi

Bibliografia

A. MONTI, Gorizia 1923: incontro con Biagio Marin, «Studi Goriziani», 33 (1962), 87-94; B. MARIN, Nino Paternolli, fiore dell’umanità goriziana, ibid., 34 (1963), 131-140; ID., Ricordo di Nino, «Il Piccolo», 19 agosto 1973; A. GALLA-ROTTI, Personaggi Goriziani del Millennio, Monfalcone, EdL, 2002, 63-64; E. GUAGNINI, Gorizia crocevia di cultura. Linee per un profilo (1848-1950), in Friuli-Venezia Giulia, II, 1089-1108: 1097-1098.

Nessun commento

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *