PRAYTENREWTER ENRICO DA DYEBERSTREWT

PRAYTENREWTER ENRICO DA DYEBERSTREWT (? - 1430)

ecclesiastico, notaio

Immagine del soggetto

Segno di tabellionato e sottoscrizione del notaio Enrico Praytenrewter.

Chierico della diocesi di Ratisbona e notaio “apostolica et imperiali auctoritate”, il 7 maggio 1398 a Udine nella curia redigeva il suo primo atto come cancelliere del vicario patriarcale iniziando il suo Quaternus cedularum primus. Cominciata quindi la sua attività sotto il patriarca Antonio Caetani, continuò a rogare anche sotto Ludovico di Teck. La cancelleria della curia era ormai bene organizzata ed efficiente, come dimostra il Registrum, dove nell’iniziale E davanti ad alcuni “recognovit” si potrebbe ipotizzare il segno della sua approvazione. Come cancelliere dei vicari “in spiritualibus” Giacomo Giscardi  e Filippo Capellini, ma anche di quello “in temporalibus” Andrea Monticoli, si spostava da Udine a Cividale, dove si celebravano importanti processi a costoro affidati. E. P. si trovò pertanto a registrare atti particolarmente interessanti per la storia della Chiesa aquileiese e per i rapporti fra ecclesiastici e laici, fossero essi del territorio propriamente friulano o di quello d’oltralpe. Delle sue competenze si serviva evidentemente anche il capitolo di Cividale, che lo inviò in sua rappresentanza alla seduta del parlamento della Patria a Udine il 17 gennaio 1412 quando il vicario imperiale conte di Ortenburg confermò il bando emanato dal comune udinese contro Tristano di Savorgnano. E allo stesso parlamento il 16 marzo 1416 il P. era presente quando, ancora a nome del suo capitolo, chiese che il concilio di Costanza confermasse la nomina del patriarca Ludovico di Teck. ... leggi Come scriba della curia patriarcale trascrisse il solenne proclama di scomunica di Alemanno de Medici il 21 marzo nella basilica di Aquileia. Fu lui a rogare l’atto di nomina della serie dei nuovi ufficiali patriarcali sotto Ludovico di Teck, dal canipario, al dapifero, al tesoriere e così via (13 maggio 1413). E fu ancora lui a trasmettere la notizia del decesso a Cividale di Giovanni Castiglioni fratello del cardinale Branda, il quale nell’officio funebre fece promettere dal suo segretario Giliotto da Bologna ben cento ducati per l’anniversario perpetuo del defunto. L’ultimo atto del cancelliere finora noto risale al 6 novembre 1420, quindi in regime veneto. Del resto il Teck ormai poteva esercitare la sua giurisdizione soltanto nel territorio patriarcale d’Oltralpe e disponeva di altri notai. E. P. morì dieci anni dopo, il 7 ottobre 1430, come registra il libro degli anniversari del capitolo cividalese.

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Bibliografia

A. SACCHETTI, In morte di Giovanni Castiglioni, «MSF», 2 (1906), 103-104; LEICHT, Parlamento, 423-429; BIASUTTI, Cancellieri, 47; PASCHINI, Il patriarca Antonio Caetani, 77, 101; ZENAROLA PASTORE, Atti, 241-245; SCALON, Libri degli anniversari, 362, 374, 902, 1013.

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