RITTER VON ZÁHONY JULIUS HEKTOR

RITTER VON ZÁHONY JULIUS HEKTOR (1816 - 1878)

industriale, possidente

Nato a Trieste il 28 luglio 1816, cavaliere della Corona di ferro di terza classe, industriale, proprietario della tenuta di Monastero, presso Aquileia, diretta con le più moderne tecniche agricole, membro a vita della Camera dei signori austriaca, primo presidente della Camera di commercio di Gorizia (1850-1878), consigliere comunale e membro della dieta goriziana, presidente della comunità evangelica di Gorizia, da lui promossa e fondata nel 1861, divenne membro della nobiltà austriaca con il titolo di barone, conferitogli dall’imperatore Francesco Giuseppe nel 1869, ed assieme al fratello maggiore Heinrich continuò e ampliò l’opera già iniziata dal padre, J. Christoph. La famiglia era in possesso di un mulino di cereali (nel corso di tre giorni riusciva a produrre due carichi ferroviari di farina), una cartiera, acquistata nel 1861 da Elena Ascoli, madre del glottologo Graziadio Isaia, una fabbrica di rame, un cotonificio con 1.300 dipendenti, un filatoio di cotone ed una delle maggiori raffinerie di zuccheri dell’Impero, chiusa nel 1859 in seguito al successo della lavorazione della barbabietola da zucchero. Per tutti gli operai (la gran parte di essi, infatti, proveniva dal circondario sloveno o friulano), seguendo il modello paternalistico spesso adottato dall’imprenditoria tedesca, R. fece costruire un lotto di case operaie e una scuola accanto alle fabbriche; in progetto vi erano anche un refettorio, una casa di ricovero, un ospedale per invalidi e un magazzino cooperativo, opere mai realizzate a causa dell’ostilità della borghesia goriziana. Il filatoio di cascami di seta, fondato nel 1853, impegnava dagli ottocento ai novecento dipendenti. ... leggi Il bacino di vendita comprendeva l’Austria, la Francia e la Germania. I cascami di seta venivano importati per la maggior parte dall’Italia, dal Levante e dal Giappone. Nell’aprile del 1839 sposò Amalie Rittmayer, unica figlia dell’agiato uomo d’affari triestino Eliseo Rittmayer, di origine svizzera, residente in un magnifico palazzo dell’allora riva Corno, che era espressione di una borghesia nazionale e germanizzante che contrapponeva l’ideale cosmopolita della monarchia austriaca alle spinte nazionalistiche italiane e slovene. Pur autore di una lucida relazione riguardante lo stato e le prospettive dell’economia nel Goriziano, che proponeva soluzioni e obiettivi razionali e all’avanguardia (R. insistette sempre, ad esempio, sull’importanza della ferrovia e si adoperò fino all’ultimo per ottenere comunicazioni più veloci e brevi possibile con il centro dell’Impero per favorire ovviamente al massimo gli scambi di qualsiasi tipo), l’attivissimo e lungimirante industriale non fu mai accettato dalla borghesia goriziana, costituita in maggioranza da italianofoni, irredentisti o meno, perché quest’ultima vedeva nel suo progetto di “Grenzpunkt” di tre diverse nazionalità (di lingua italiana, tedesca e slovena) una minaccia per la componente italiana della città, che si sarebbe progressivamente indebolita. R. morì a Kaltenleutgeben il 15 luglio 1878.

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Bibliografia

A. LUCHITTA, Lo sviluppo della Principesca Contea nelle relazioni della Camera di commercio di Gorizia, in Economia e società nel goriziano tra 800 e 900, a cura di F. BIANCO - M. MASAU DAN, Monfalcone, EdL, 1991, 67-122; A. KATTER-FELD, Elvine de la Tour, Stuttgart, Hänssler, 1998; H. PATZELT, Evangelisches Leben am Golf von Triest, München, Evangelischer Presseverband für Bayern, 1999.

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