SACCOMANI MOSÈ

SACCOMANI MOSÈ (1849 - 1922)

pubblicista, romanziere

Immagine del soggetto

Lavori di restauro della Loggia del Lionello a Udine dopo l’incendio del 1876, fotografia di Giuseppe Malignani (Udine, Civici musei, Fototeca).

Nacque a Udine nel 1849. Fu singolare figura di libero pensatore o, come preferiva definirsi, «bohémien». Fra le categorie di bohémien individuate da Henry Murger – che aveva reso popolare il termine nel 1845 – S. rientra sicuramente in quella dei «sognatori sconosciuti», ovvero artisti amatoriali senza risorse economiche che non cercano la pubblicità, ma credono che essa arriverà per loro. Scrisse negli anni Novanta due romanzi, i cui protagonisti ricalcano evidentemente molti aspetti dell’autore: letterati squattrinati che vivono in una ignota città italiana di provincia – mentre all’estero le loro doti verrebbero sicuramente riconosciute – assistono al successo dei carrieristi e degli opportunisti, loro avversari anche politicamente. Oltre che per i romanzi, di scarso valore, ma che all’epoca raccolsero giudizi lusinghieri, S. ha lasciato interessanti testimonianze della vita intellettuale a Udine e in Friuli nella seconda metà dell’Ottocento, sia teatrali che artistiche. Dopo l’incendio della loggia del Lionello del febbraio 1876 e l’avvio del progetto di ricostruzione di Andrea Scala, nel 1878 S. pubblicò Il ristauro della loggia comunale di Udine e gli artisti friulani. Note storico-critiche, una «requisitoria» – come disse Occioni Bonaffons – in cui l’autore dette voce alle forti polemiche sia su certe scelte di Scala, sia sul fatto che si volessero assegnare le opere decorative del monumento ad artisti forestieri. Di contro, egli elencava, offrendo notizie minute, una lunga serie di artisti friulani contemporanei (pittori, scultori, intagliatori, mosaicisti, cesellatori ecc.) che, a suo giudizio, avrebbero potuto degnamente operare nella loggia, per nulla inferiori a quelli «nazionali», fornendo nello stesso tempo un ancora unico e importante strumento per recuperare nomi e opere di pittura e scultura dell’Ottocento friulano. Morì a Udine nel 1922.

Bibliografia

M. SACCOMANI, Il ristauro della loggia comunale di Udine e gli artisti friulani (note critico-biografiche), Udine, Jacob e Colmegna, 1878; ID., La data memoranda, «Il Fascio friulano», numero unico, 1883 (si tratta di un panegirico di Giuseppe Garibaldi a un anno dalla morte); ID., Gli utopisti. Romanzo sociale, Udine, Tip. M. Bardusco, 1890; ID., “Brutta” di Elena Fabris-Bellavitis, in Bibliografie riguardanti la scrittrice Elena Fabris-Bellavitis, Udine, Tip. G.B. Doretti, 1894, 6-7; ID., Un episodio della farsa umana (Romanzo), Udine, Del Bianco, 1894; BOHÉMIEN (i.e. M. SACCOMANI ), Il Teatro Sociale di Udine in cinquant’anni di vita, Udine, Bosetti, 1911.
D. DEL BIANCO, Fra libri e giornali. Gli Utopisti, «Pagine friulane», 3/3 (18 maggio 1890), 3a-4adi copertina; OCCIONI BONAFFONS, Bibliografia, III, 7, n. 1187; F. B., Bibliografia. Un episodio della farsa umana, «La Patria del Friuli», 29 dicembre 1894; A. A. T., Un episodio della farsa umana. Romanzo di Mosè Saccomani, «Giornale di Udine», 10 gennaio 1895; Un episodio della farsa umana, «Pagine friulane», 7/12 (14 febbraio 1895), 1.

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