STEFANINI GIUSEPPE

STEFANINI GIUSEPPE (1882 - 1938)

geologo, docente universitario

Immagine del soggetto

Il geologo Giuseppe Stefanini.

Nacque a Firenze il 26 gennaio del 1882 da Tommaso e Antonietta Morelli. Il padre, un uomo colto, gli trasmise la passione per la storia e per le lettere, ma S., fin da giovane, manifestò un particolare interesse per le discipline naturalistiche. Si laureò il 30 gennaio del 1906 in scienze naturali presso l’Istituto di studi superiori di Firenze, dove rimase come assistente volontario al Gabinetto di geologia, ottenendo nel 1907 un assegno di perfezionamento in quella disciplina. Nel 1908 conseguì il diploma di magistero in scienze naturali e rimase all’Istituto fiorentino fino al 1909 come assistente effettivo. Ebbe quindi delle borse di perfezionamento prima a Padova e, nel 1911, a Parigi alla Sorbona. Ottenuta la libera docenza a Padova, dopo alcuni anni d’insegnamento nelle scuole superiori di Firenze, nel 1925 vinse per concorso la cattedra di geologia all’Università di Cagliari, trasferendosi l’anno successivo a Modena; quindi, nel 1929, assunse la cattedra di geologia all’Università di Pisa, dove rimase fino alla prematura morte avvenuta il 14 settembre del 1938 a Orciatico, presso Pisa. Fu autore di oltre centocinquanta pubblicazioni scientifiche, molte delle quali di carattere paleontologico. I suoi primi lavori riguardarono gli echinoidi fossili terziari, che continuò a studiare lungo l’intero arco della sua attività diventando, ben presto, la massima autorità italiana in materia. Come egli stesso scrive nell’introduzione dell’articolo Sulla stratigrafia e sulla tettonica dei terreni miocenici del Friuli (1911), fin dal 1907 aveva iniziato a compiere escursioni geologiche nelle Prealpi Carniche e Giulie per studiarne la stratigrafia e la struttura e per raccogliere fossili. ... leggi Fu spesso accompagnato in queste uscite dagli amici Olinto Marinelli e Giotto Dainelli, che a loro volta stavano compiendo ricerche sul Cenozoico del Friuli. Data l’esperienza maturata nelle Prealpi friulane, nel 1910 S. fu incaricato dal R. Magistrato alle acque di Venezia di effettuare rilevamenti per la compilazione della carta della permeabilità del suolo del bacino del Meduna, che venne pubblicata nel 1912. Successivamente continuò le ricerche sulle Prealpi friulane estendendo le ricerche anche al Veneto e concentrandosi sulle formazioni neogeniche che fino ad allora non erano state studiate in dettaglio. Nel 1915 pubblicò nelle «Memorie dell’Istituto di geologia dell’Università di Padova» il suo lavoro più importante, per quanto riguarda la sua attività in Friuli: Il Neogene Veneto, un contributo fondamentale nella conoscenza delle formazioni più recenti della regione. Nello stesso anno furono pubblicate altre due opere importanti per il Friuli, Il Paleogene del Veneto di Ramiro Fagiani e L’Eocene friulano di Giotto Dainelli; queste tre opere mantengono tuttora la loro validità e rappresentano le basi di partenza per chiunque si accinga a studiare il Cenozoico della regione. L’anno successivo S. pubblicò assieme a Ramiro Fabiani un lavoro stratigrafico sul Miocene del Friuli e due memorie sulle faune fossili del Neogene (1917, 1919), con le quali concluse l’importante ciclo di lavori geologici e paleontologici sul Friuli. Nel 1913 ricevette dal governo italiano l’incarico di effettuare una spedizione scientifica in Somalia; nel 1924 fece una seconda missione in Somalia, nel 1929 visitò il Sudafrica e l’Africa orientale, quindi la Cirenaica e l’Africa settentrionale. Durante questi viaggi raccolse una gran mole di dati scientifici, appunti, osservazioni (non solo geologiche) e materiali che pubblicò in numerosi lavori, anche divulgativi, sull’Africa e sulle colonie italiane. Di particolare importanza la Carta Geologica dell’Eritrea, della Somalia e dell’Etiopia alla scala 1:2.000.000, che nella seconda edizione corredò di note illustrative (1933, 1936). Oltre all’intensa attività scientifica, S. si distinse anche per l’impegno nella didattica; nel periodo in cui fu titolare della cattedra di geologia all’Università di Modena contribuì al riordino delle collezioni del museo paleontologico dell’Istituto, incrementandole notevolmente con i campioni raccolti durante le sue ricerche. A Pisa successe a Canavari nella direzione di «Paleontographia Italica», una delle più prestigiose riviste paleontologiche italiane dell’epoca. Fu molto conosciuto e apprezzato in Italia e all’estero; membro di numerose accademie e società scientifiche fu, tra l’altro, vicepresidente della Société Géologique de France e membro onorario della Washington Academy of Science.

Chiudi

Bibliografia

G. STEFANINI, Sulla stratigrafia e sulla tettonica dei terreni miocenici in Friuli, «Pubbl. Uff. idrogr. R. Magistr. acque», 31 (1911); ID., I bacini della Meduna e del Colvera in Friuli. Geologia, morfologia, idrografia e carta della permeabilità delle rocce, ibid., 20-21 (1912); ID., Il Neogene veneto, «Mem. Ist. Geol. Univ. Padova», 3 (1915), 337-624; R. FABIANI - G. STEFANINI, Sopra la natura e la distribuzione delle rocce terziarie della Venezia, «Pubbl. Uff. idrogr. R. Magistr. acque», 60 (1916).

A.C. BLANC, Stefanini Giuseppe, «Annuario della R. Università di Pisa per l’anno accademico 1938-1939», 1939; E. MONTANARO GALLITELLI, Giuseppe Stefanini, «Atti della Società dei naturalisti e matematici di Modena», 70 (1939), 1-24.

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *