TESSITORI LUIGI PIO

TESSITORI LUIGI PIO (1887 - 1919)

indologo, linguista, insegnante

Immagine del soggetto

L'indologo Luigi Pio Tessitori nel suo studio a Bikaner, nel Rajasthan, 18 febbraio 1919 (collezione privata).

Nacque a Udine il 13 dicembre 1887 da Guido e da Rosa Venier Romano. Completati gli studi presso il Liceo classico Iacopo Stellini, nel 1906 si iscrisse al regio Istituto di studi superiori di Firenze, dove frequentò le lezioni del sanscritista Paolo Emilio Pavolini, conosciuto attraverso l’orientalista Carlo Alfonso Nallino. Nel 1910 si laureò con una tesi sul Rāmacaritamānasa di Tulasī Dāsa e il Rāmāyaa sanscrito di Vālmīki. Un estratto di quel lavoro fu recensito dall’indologo irlandese sir George Abraham Grierson, sovrintendente del Linguistic Survey of India, che ne consigliò una versione inglese, apparsa più tardi sull’«Indian Antiquary» diretto da sir Richard Temple. Dopo la laurea proseguì lo studio delle lingue pracritiche e neoindiane, conseguendo nel 1912 il diploma di perfezionamento, con una dissertazione sull’Uvaesamālā, raccolta giainica di precetti morali, composta da Dharmadāsa nella prima metà del secolo IX. Il lavoro, per la cui stesura fu in contatto con Hermann Jacobi, Armand Guérinot, Ernst Leumann, Frederick William Thomas e Vijaya Dharma Sūri, venne pubblicato nel «Giornale della Società asiatica italiana», privo della versione italiana del testo, rimasta per anni inedita. Desideroso di visitare l’India, nel 1913 si propose come esperto linguistico nella spedizione scientifica che Filippo De Filippi stava allestendo per il Karakorum, cui prese parte anche il geografo Olinto Marinelli. Nonostante la mediazione di Elio Morpurgo e Bonaldo Stringher, la sua istanza non fu accolta. Si trasferì quindi a Napoli, dove ottenne una supplenza al Liceo classico Umberto I, anche grazie a Bindo Chiurlo, allora professore a Jesi. ... leggi Durante il soggiorno, frequentò le lezioni dell’anziano sanscritista Michele Kerbaker, già ordinario presso l’Ateneo napoletano, seguendo al contempo le sorti del concorso alla cattedra di indostano presso il regio Istituto orientale. Ottenuta dal governo dell’India la direzione di un importante progetto di ricerca da svolgersi in Rajasthan per conto dell’Asiatic Society of Bengal, il 14 marzo 1914 lasciò l’Italia. Dopo una sosta a Calcutta, durante la quale incontrò il poeta Rabindranath Tagore, si trasferì nella regione del Marvar, al limitare del deserto, dedicandosi alla stesura del progetto “Bardic and Historical Survey of Rajputana”. Iniziato a Jodhpur nel gennaio del 1915, il progetto interessò studi di carattere storico ed epigrafico, con ricerche sulle tradizioni locali e un’ampia ricognizione di manoscritti medioevali. Gli esiti delle indagini preliminari, condotte in collaborazione con il brahmano Rāma Karṇa e il cāraa Kiśora Dāna, apparvero in una serie della prestigiosa collana “Bibliotheca Indica”, mentre i Progress Reports furono accolti nel «Journal of the Asiatic Society of Bengal». Sul finire del 1915, a causa dell’opposizione di alcuni membri del consiglio di reggenza di Jodhpur, si stabilì a Bikaner, dove continuò con pari intensità le sue ricerche, grazie al sostegno del maharaja Ganga Singh, che divenne suo patrono e mecenate. In quell’antico centro di tradizioni guerriere portò a termine l’edizione del poema bardico Vacanikā Rāthòa Ratana Siṅghajī rī Mahesadāsòta rī, data alle stampe nel 1917 senza la versione inglese del testo, ancora oggi inedita. Dall’estate del 1916 l’ambito delle sue indagini si ampliò notevolmente, includendo la stesura di un elenco delle antichità presenti in Rajasthan, predisposto su incarico di sir John Hubert Marshall, direttore dell’Archaeological Survey of India. Tra i reperti rinvenuti nella regione, frutto degli scavi da lui condotti per oltre diciotto mesi, figuravano alcune preziose terrecotte provenienti da Baropala, risalenti al primo periodo Gupta. Nel corso delle esplorazioni attorno a Kalibanga, lungo il letto arido dell’antica Sarasvatī, rinvenne pure rari sigilli, della cui esistenza diede notizia a sir George Grierson nell’estate del 1919, durante un breve soggiorno in Italia. Rientrato a Bikaner, il 22 novembre del 1919 moriva, dopo breve malattia, all’età di trentuno anni. A testimonianza della sua breve, ma intensa attività di ricerca, rimangono oggi l’archivio privato, conservato a Reana del Rojale, nella residenza del nipote Guido Peano, e i numerosi manoscritti e libri a stampa, custoditi presso la Biblioteca civica Vincenzo Joppi di Udine. L’archivio ospita, in sette sezioni, un numero cospicuo di documenti disposti per lo più in ordine cronologico: assieme alle carte relative al periodo della formazione e alle bozze dei lavori editi, vi sono raccolti i pezzi riguardanti il progetto “Bardic and Historical Survey of Rajputana”, il Diario (il cui autografo è venuto in luce di recente), la corrispondenza privata, i negativi fotografici e i numerosi lavori inediti. Il fondo della Biblioteca Joppi si compone invece di una parte moderna, con libri a stampa di argomento filologico e linguistico, e di una parte antica, più complessa, formata da 225 codici in sanscrito, pracrito, marvari e gujarati, acquistati in alcuni centri del Rajasthan, come si ricava dalle note autografe riportate sui cartoncini che accompagnano i manoscritti. La produzione scientifica di T. è vastissima. L’elenco va dagli scritti apparsi sul «Giornale della Società asiatica italiana» (Bhavavairāgyaçatakam, 1909, con traduzione italiana; Aggiunte, note e correzioni al Bhavavairāgyaçatakam, 1911; Il «Rāmacaritamānasa» e il «Rāmāya, 1911, studio comparativo; L’«Uvaesamālā» di Dharmadāsa, 1912, edizione critica; Karakuda kī kathā, ovvero una versione digambara in jaipurī bhāsā della storia di Karakadu, 1913, con traduzione italiana) e sulla «Rivista degli studi orientali» (Nāsaketa-rī kathā, o di una versione in māravādī bhāsā del «Nāsiketopākhyāna», 1913; Indiyaparājayasayayam, 1917, con traduzione italiana) agli studi pubblicati sul «Journal of the Royal Asiatic Society» (On the Origin of the Dative and Genitive Postpositions in Gujarātī and Mārwāī, 1913; On Some Grammatical Forms Occurring in the Old Baiswāī of Tulasī Dāsa, 1914), sulla «Zeitschrift der Deutschen Morgenländischen Gesellschaft» (On the origin of the Perfect Participles in l in the Neo-Indian Vernaculars, 1914), sull’«Indian Antiquary» (Paramajotistotra. An Old Braja metrical Version of Siddhasenadivâkara’s Kalyân.amandirastotra, 1913; Two Jaina Versions of the Story of Solomon’s Judgment, in Gujarâtî and Jaipûrî, 1913; The Râmacaritamânasa and the Râmâyaa, 1913; Notes on the Grammar of the Old Western Râjasthânî, with special reference to Apabhramś a and to Gujarâtî and Mârwâî, 1914-1916; The Wide Sound of e and o in Marwari and Gujarati, 1919) e nei «Proceedings of the Fifth Gujarâtî Sâhitya Parishad» (Old Gujarâtî and Old Western Râjasthânî, 1915). Completano l’elenco le opere d’interesse filosofico-religioso (Tulasī Dāsa come apostolo e come poeta, 1914; La posizione di Tulasî Dâsa di fronte ai sistemi di Râmânuja e di Çankarâcârya, 1913; Was Dharmadasagani contemporary with Lord Mahavira?, 1916; Vijaya Dharma Sūri. A Jain Āchārya of the Present Day, 1917) e i lavori pubblicati per l’Asiatic Society of Bengal nei «Journal and Proceedings» di questa (A Scheme for the Bardic and Historical Survey of Rajputana, 1914; A Progress Report on the Preliminary Work done during the year 1915 in connection with the Proposed Bardic and Historical Survey of Rajputana, 1916; A Progress Report on the Work done during the year 1916 in connection with the Bardic and Historical Survey of Rajputana, 1917; A Progress Report on the Work done during the year 1917 in connection with the Bardic and Historical Survey of Rajputana, 1919; A Progress Report on the Work done during the year 1918 in connection with the Bardic and Historical Survey of Rajputana, 1920, postumo) e nella serie “Bibliotheca Indica” (A Descriptive Catalogue of Bardic and Historical Manuscripts 1917-1918, catalogo di manoscritti; Vacanikā Rāthòṛ a Ratana Siṅghajī rī Mahesadāsòta rī Khiriyā Jagā rī kahī, 1917, e Veli Krisana Rukamaī rī Rāthòṛa rāja Prithī Rāja rıīkahī, 1919, edizioni critiche; Chanda rāu Jètā Sī rò. Vīthū Sūje rò kiyò, altra edizione critica, 1920, postuma).

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Bibliografia

L.P. TESSITORI, Opere giovanili, Udine, Società Indologica Luigi Pio Tessitori, 1996; ID., Studi giainici, Udine, Società Indologica Luigi Pio Tessitori, 2000; ID., Rāmacaritamānasa e Rāmāyan.a, Udine, Società Indologica Luigi Pio Tessitori, 2003.

A. BALLINI, Luigi Pio Tessitori, «Rivista degli studi orientali», 8 (1921), 860-867; A. BONETTO, Luigi Pio Tessitori, Udine, Doretti, 1925; A. BALLINI, Tessitori, Luigi Pio, in Enciclopedia Italiana di Scienze Lettere ed Arti, 33, Roma, Istituto G. Treccani, 1937, 673-674; A. BROSOLO, Luigi Pio Tessitori, glottologo ed indologo friulano, «Quaderni della FACE», 68 (1986), 51-62; D. DOLCINI, A proposito di un manoscritto inedito del Machīndragorakh’bodh, in Atti del terzo convegno nazionale di studi sanscriti (Bologna, 24 maggio 1984), Torino, Edizioni Jollygrafica, 1986, 31-38; E. FASANA, Un italiano in Rajasthan, terra di re, «Atlante», luglio 1988, 62-71; Luigi Pio Tessitori. Atti del convegno internazionale (Udine, 12-14 novembre 1987), a cura di C. DELLA CASA - D. SAGRAMOSO, Brescia, Paideia, 1990; Tessitori and Rajasthan, Proceedings of the International Conference (Bikaner, 21-23 February 1996), edited by D. DOLCINI - F. FRESCHI, Udine, Società Indologica Luigi Pio Tessitori, 1999; Devī-Māhātmya. Il ms. 4510 della Biblioteca civica «Vincenzo Joppi» di Udine, a cura di A. PASSI, Udine, Società Indologica Luigi Pio Tessitori, 2008.

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