TONELLI VIRGINIA

TONELLI VIRGINIA (1903 - 1944)

partigiana

Immagine del soggetto

La partigiana Virginia Tonelli, 25 gennaio 1943 (Castelnovo del Friuli, Archivio comunale).

Nacque il 3 novembre 1903 nella borgata Davour la Mont a Castelnovo del Friuli (Pordenone) da Antonio, operaio edile, e Matilde Bortolussi. Alla morte del padre per cause di lavoro nel 1915, T. venne collocata come apprendista presso una sarta. Nel dopoguerra, dopo aver esercitato contemporaneamente l’attività di sarta a domicilio e di assistente del medico condotto locale, lavorò stagionalmente a Venezia come vigilatrice d’infanzia all’ospedale del Mare al Lido, e poi come guardarobiera in un albergo, fino alla fine degli anni Venti. Dopo essere rientrata definitivamente a Castelnovo per assistere il fidanzato ammalato, alla morte di questi emigrò in Francia: era il febbraio 1934 e da poco era stata sgominata la rete comunista dello Spilimberghese – molto forte proprio a Castelnovo – con cui T. era entrata in contatto. A Tolone conobbe e poi sposò Pietro Zampollo, un antifascista padovano attivo come lei nella solidarietà con gli esuli politici che nel 1937 sarebbe accorso in Spagna nelle Brigate internazionali. La casa di T., che lavorava come domestica ed aveva gravi problemi di salute, era punto di contatto del Partito comunista italiano e della solidarietà con i repubblicani spagnoli, dapprima durante la guerra e poi nei campi di concentramento francesi dopo la sconfitta. Con l’inizio della seconda guerra mondiale, T. abbandonò il lavoro per dedicarsi a tempo pieno all’organizzazione della Resistenza, dapprima in Francia e poi in Italia. Il 14 giugno 1943 promosse a Castelnovo una manifestazione di donne per protestare contro le carenze alimentari, in conseguenza della quale fu arrestata ed incarcerata a Pordenone. Nel frattempo T. ed il marito, rientrato dal confino a Ventotene, si erano separati. ... leggi Con l’inizio della Resistenza armata, che a Castelnovo iniziò anzitempo, grazie alla presenza di numerosi combattenti provenienti dalle Brigate internazionali, T. assunse un importante ruolo di collegamento tra i reparti in montagna e le organizzazioni antifasciste in pianura. Con il nome di battaglia “Luisa”, assunse il ruolo di staffetta del comando della brigata Garibaldi-Friuli. Dal marzo 1944, come Regina Franceschino, venne inviata ad Udine per curare le relazioni con il movimento antifascista triestino. Il 19 settembre 1944 fu catturata dai nazisti a Trieste. Morì nel campo di sterminio della Risiera di San Sabba in un giorno non precisato dell’ottobre 1944. Secondo Giovanni Angelo Colonnello, sarebbe stata gettata ancor viva nel forno crematorio, dopo le precedenti torture, che non erano riuscite nel loro obiettivo di ottenere informazioni.

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Bibliografia

G.A. COLONNELLO, Guerra di liberazione, Udine, Ed. Friuli, 1965, 357; M. LIZZERO, Virginia Tonelli “Luisa” partigiana, Tricesimo, ANPI FVG, 1972; I. DOMENICALI, «Oscura parlò, convinse, lottò», Padova, Il Poligrafo, 2000.

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