TONINI

TONINI

impresa edile

Immagine del soggetto

La distilleria Canciani e Cremese, in viale Ledra a Udine, con le decorazioni realizzate dall'impresa Tonini, 1910 ca., fotografia studio Pignat (Udine, Civici musei, Fototeca).

L’impresa edile Tonini fu costituita nel 1856 a Udine da Giovanni Tonini, che aveva fatto svariate esperienze di lavoro anche in Baviera. Nei locali situati tra via Caprera, via Bezzecca e viale Ledra, la ditta si era specializzata, come le contemporanee imprese D’Aronco e Rizzani, nella realizzazione di piastrelle e di elementi decorativi per l’edilizia in pietra artificiale, ovvero in cemento colato in appositi stampi. La produzione comprendeva piastrelle, mascheroni, gradini, colonne, balaustre, cornici, mensole, ma anche l’imitazione di marmi e pietre colorate, tubi, arredi sanitari e per giardini. Verso la fine del secolo il cantiere, composto da cementeria, falegnameria e officina, occupava una cinquantina di operai e scalpellini, che rifinivano e levigavano a mano i manufatti artistici in graniglia. L’opera più significativa del periodo fu certamente la fontana per l’Esposizione regionale di Udine del 1903, costituita da grandi mascheroni con acconciature floreali: nell’occasione la ditta ottenne la medaglia d’oro per i lavori in pietra artificiale. I vari elementi, smontati e diversamente ricomposti, sono ancora visibili nel giardino di casa Tonini, che prospetta su viale Ledra. Alla produzione Tonini del primo Novecento si datano alcune erme femminili, dai volti graziosi contornati da lunghe trecce, come quelle che si possono tuttora vedere sulla cornice dell’emporio Viezzi in via Manin, nella stessa casa Tonini, dove si conservano ancora calchi in gesso, e in un edificio rustico di Pagnacco. Una leggenda familiare vuole siano i ritratti delle tre figlie di Romolo Tonini: Valentina, Giovanna e Romualda. Alla morte di Giovanni nel 1905, l’impresa Tonini passò nelle mani dei figli: Tiziano, Angelo, Romolo, Gabriele e Giovanni. Si iniziò anche una stretta collaborazione con l’architetto triestino Arduino Berlam che, trasferitosi in Friuli, si servì di molti manufatti Tonini per la costruzione della sua villa estiva di Tricesimo, dove si conserva ancora nel giardino una panca curva di cemento artificiale. ... leggi Non stupisce quindi che molti edifici costruiti da Ruggero e Arduino Berlam a Udine e a Trieste siano decorati con moduli decorativi in cemento realizzati dai Tonini. Si possono citare, a Udine, casa Micoli (1905) con le sue decorazioni a viticci floreali e testine femminili, palazzo Schiavi (1912) quasi rinascimentale nelle decorazioni a vasi floreali, villa Moretti a Tarcento, la decorazione della distilleria Canciani (1905) edificata da Silvio Piccini, la facciata della chiesa di S. Valentino e il consolidamento di quella del duomo, l’ospizio Tomadini, l’asilo Marco Volpe, la sede del Consorzio Ledra-Tagliamento, il Cotonificio udinese del Cormôr. I Tonini si imparentarono anche con la famiglia Sello e per Angelo costruirono in piazza Primo Maggio la sede del mobilificio, primo edificio in cemento armato di Udine; spesso, inoltre, collaborarono con Silvio Piccini, che preparò alcuni modelli di rilievi artistici, come una Testa di Cristo. Innumerevoli sono anche le cappelle funebri edificate dai Tonini nel cimitero di Udine, tra cui la cappella di famiglia; inoltre, la ditta realizzò opere di ingegneria civile, come la strada da Villa Santina a Comeglians e un ponte sul Meduno. Nel 1907 l’impresa Tonini partecipò anche alla Mostra d’arte decorativa di Udine. Dopo la prima guerra mondiale i fratelli Tonini si divisero: Tiziano, Angelo, Gabriele e Giovanni fondarono la Nuova Ditta Fratelli Tonini con sede e cantiere in via Marco Volpe. Attiva fino al 1927 circa, realizzò il Palazzo del governo su progetto dell’ingegnere Oddone Tosolini, la prefettura di Udine, il brefotrofio provinciale di via Diaz, le case per impiegati della provincia di via Battistig, la ristrutturazione della Camera di commercio in via della Prefettura e il palazzo all’angolo tra via della Prefettura e via Lovaria. Romolo mantenne la sede storica di viale Ledra con la denominazione Ditta Romolo Tonini Impresa Costruzioni e continuò la collaborazione con Arduino Berlam che nel 1921 ristrutturò la casa padronale. Vi costruì una cucina in stile friulano con una cappa singolare, replicata nella villa Berlam di Tricesimo. Nel 1923 Romolo Tonini realizzò, su progetto di Raimondo D’Aronco, la fontana posta di fronte al padiglione delle Tre Venezie a Monza. Collaborò con i più importanti architetti del periodo, tra cui Ettore Gilberti e Davide Badini, realizzando numerosi complessi edilizi udinesi con decorazioni in pietra artificiale di gusto déco. Si possono ricordare la scuola IV Novembre, la villa Dormisch (1926), gli edifici del macello (1922-1924), alcuni villini in via Girardini, la Birreria Moretti (1925), la pescheria comunale (1929), la ristrutturazione di casa Colombatti-Cavazzini su progetto di Ermes Midena (1929), il Cotonificio sul Cormôr e il ponte sul Natisone a Vernasso. La ditta Romolo Tonini, che impiegò fino a un centinaio di operai, fu attiva fino al 1958.

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Bibliografia

P. ADAMI, Note dattiloscritte, 2000.

G. P., Le nostre Industrie Lavori in cemento G. Tonini e figli, «La Patria del Friuli», 31 ottobre 1905; C. ERMACORA, Un costruttore. Tiziano Tonini, «La Panarie», 8/46 (1931), 242-244; G. BUCCO, scheda La pietra artificiale, in Arti a Udine, 434-436; Palazzo comunale, 98, 99, 198, 199, 230.

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