TOSOLINI GIOVANNI BATTISTA

TOSOLINI GIOVANNI BATTISTA (1739 - 1750)

pittore

Nato a Felettano di Tricesimo il 6 agosto 1739, venne avviato dalla famiglia alla carriera ecclesiastica, acquisendo la qualifica di abate quale viene indicato nei documenti. Ai suoi esordi deve essere ascritta la pala della Madonna del Rosario con i Santi Caterina da Siena e Domenico eseguita probabilmente intorno al 1755 per la chiesa parrocchiale di Castions di Strada. Maggiormente documentato risulta, invece, il lungo soggiorno che il T. compì a Venezia a partire dal 1757 quando il suo nome compare in un componimento dato alle stampe in occasione dell’esposizione di un’immagine della Beata Vergine delle Grazie nel capitello in corte della Madonna a San Severo da lui realizzata e oggi non più esistente. Fu a quella data che egli decise di iscriversi all’Accademia di disegno e intaglio, fondata da Almorò Pisani a Santo Stefano e diretta da Pietro Longhi. Terminato il suo corso di studi, il T. si iscrisse, nel 1765, alla Fraglia dei pittori veneziani continuando ad operare tra le lagune con un discreto successo che nel 1776 gli permise di ottenere la nomina di pittore accademico effettivo nel consesso dell’Accademia di belle arti al Fontego della farina. In quegli anni la sua attività dovette farsi intensa: i documenti attestano che egli poté aprire in casa propria uno studio privato di pittura, frequentato da molti giovani allievi provenienti dall’entroterra veneziano, mentre le cronache registrano la sua presenza all’esposizione della Fiera della Sensa nel 1777 con un dipinto raffigurante una Sacra Famiglia. Da Venezia inviò anche la pala raffigurante S. Valentino nella parrocchiale di Reana del Roiale (Udine), risalente al 1773, mentre deve essere collocata a quell’altezza cronologica anche la realizzazione del dipinto con San Luca, tuttora esistente nella sacrestia della chiesa veneziana di S. Moisè. A partire da quell’epoca, i suoi rientri in Friuli dovettero farsi sempre più frequenti per rispondere alle richieste di commissioni che, in ambito sacro, si facevano sempre più pressanti. ... leggi Nell’agosto del 1782 fu esposta per la prima volta al pubblico la tela di Sant’Andrea Avellino nella chiesa del Redentore a Udine, mentre nel 1784 il T. firmò e datò la pala raffigurante la Madonna col Bambino e Santi oggi nella nuova parrocchiale di Martignacco e quella di Sant’Antonio da Padova, esistente nella medesima sede, che reca però solo la firma del suo artefice. Al 1785, invece, si datano una serie di affreschi con episodi tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento eseguiti dall’artista nella chiesa di Piano d’Arta e la pala raffigurante la Trinità che incorona la Vergine, nella chiesetta della Trinità a Villafredda, presso Tarcento. Se non è attualmente possibile collocare cronologicamente alcuni affreschi a grisaille sul soffitto e un quadro di piccole dimensioni raffigurante l’Assunta, realizzati dal T. nella parrocchiale di Qualso, sicuramente del 1787 dovevano essere gli affreschi oggi in parte perduti sul soffitto del duomo di Tricesimo a cui si affiancano i quindici Misteri del Rosario su rame e due tele con Ester e Assuero e Giuditta e Oloferne eseguite per la cappella della Madonna nello stesso edificio. In quel torno di tempo, opere del pittore si registrano anche a Portovecchio (Portogruaro) dove egli firmò, nel 1781, una pala con la Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista e Pietro e a Mezzomonte presso Polcenigo nella chiesa curaziale in cui si conserva una Madonna col Bambino e i Santi Antonio da Padova e Antonio Abate del 1788. Forse nel corso degli anni Novanta del Settecento, il pittore si stabilì a Udine dove prese a impartire lezioni private di cui poté beneficiare il giovane Odorico Politi, prima di recarsi a Venezia. Nel 1793, inoltre, siglò e datò gli affreschi con La gloria della Vergine sul soffitto della parrocchiale di Adegliacco. Non si conosce la data esatta della morte che av venne a Venezia nei primi anni dell’Ottocento, sicuramente prima del 1808 quando il Moschini lo ricorda come mancato da poco ai vivi.

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Bibliografia

MARCHETTI, Friuli, II, 1021; G. MOSCHINI, Della letteratura veneziana, IV, Venezia, Palese, 1808, 59; G. COSTANTINI, Piccola guida illustrata di Tricesimo, Udine, Patronato, 1905, 23-24; G. COMELLI, Tricesimani illustri, in Tresésin, 326-332; BERGAMINI, Friuli Venezia Giulia, passim; G. BERGAMINI - P. PASTRES, L’inedito manoscritto di Antonio Zurico sulla pittura friulana, «MSF», 86 (2006), 145-192.

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