ZIMMERMANN FRANZ XAVER

ZIMMERMANN FRANZ XAVER (1876 - 1959)

saggista, letterato

Letterato e ricercatore, nacque a Hopfgarten (Tirolo) il 4 giugno 1876 da genitori di origine slesiana e morava. La prematura morte del padre indusse la madre a ritornare in patria, in Moravia, dove Franz compì gli studi ginnasiali a Olmütz. Si iscrisse poi all’Università di Praga per studiare germanistica sotto la guida del professore August Sauer. Intraprese contemporaneamente anche lo studio della filologia classica. La sua passione per l’arte e la poesia greco-romana lo avrebbe accompagnato per tutta la vita, una passione che cercò di trasmettere alle generazioni dei suoi studenti, considerando questo uno dei suoi compiti principali di insegnante. Iniziò la carriera scolastica al ginnasio tedesco della Kleinseite di Praga. Su sua richiesta venne trasferito, con decreto dell’11 giugno 1908, da Mähr Trübau all’imperial regio Ginnasio di stato di Gorizia, nei cui annali il suo nome comparve nell’elenco dei professori a partire dall’anno scolastico 1908-1909. Proprio in questi annali egli pubblicò i suoi primi studi su aspetti storici e culturali legati al Goriziano. La guerra interruppe tali studi; lasciando Gorizia, Z. perse, assieme alle sue proprietà, anche molto materiale raccolto con le sue ricerche. Dopo aver combattuto in Serbia e in Polonia, venne destinato al Ginnasio di Klagenfurt, dove riprese la sua attività di insegnante. Qui pubblicò nel 1918 il primo e unico numero della rivista «Görzer Studien» che, come recitava il sottotitolo, si prefiggeva di indagare sull’«Österreichisches Geistesleben an der Adria», ovvero di contribuire alla conoscenza della storia della cultura austriaca nel Litorale. Il primo volume era interamente dedicato a Gorizia, con «storia e storie della città, della contea e della campagna friulana», un vero e proprio omaggio alla regione così come Z. l’aveva conosciuta, divenuta irriconoscibile non soltanto a causa delle distruzioni provocate dalla guerra. ... leggi Oltre ad alcuni saggi tendenti a rievocare l’ambiente culturale, politico, umano e quotidiano degli ultimi decenni austriaci, con la descrizione di un carnevale sotto la neve, di un concerto a mezzogiorno nel giardino pubblico o di momenti di una sagra, Z. proponeva nel volume anche il meglio delle sue ricerche storiche nei capitoli dedicati al duca Erich von Friaul, alla Görz tedesca attorno al 1500, ai primi spettacoli teatrali dei gesuiti, a Francesco Leopoldo e Francesco Giuseppe Savio e, in un ampio saggio, unico nel suo genere, notizie e considerazioni sulla diffusione della lingua tedesca e sulla letteratura in tedesco nell’Isontino e nel Litorale. In riferimento ai Savio, Z. affermava: «Se quest’ultimo (il padre) resta ancorato al suo Friuli e alla personale ristrettezza del suo carattere, il figlio diviene spiritualmente ed intellettualmente un cittadino del mondo, culturalmente un italo-tedesco. Per italo-tedesco intendo quel tipo d’uomini goriziani colti che vengono allevati sino dall’infanzia oltre che nella lingua e cultura conforme all’indole della stirpe italiana anche nella lingua e cultura tedesca, che rimangono per tutta la loro vita in questa realtà bilingue e biculturale, che lavorano ed agiscono in questo ambiente e fondono elementi culturali diversi, ma anche contraddittori in quell’unità superiore che è l’essenza dell’austriacità». Un prestigioso incarico in seno alla delegazione austriaca presso il Vaticano portò Z. a Roma, dove visse dal 1924 al 1943 e poté riprendere a coltivare la sua antica passione per il mondo classico. Fra l’altro fu anche corrispondente di giornali austriaci e tedeschi, e in quegli anni diede voce al suo talento letterario pubblicando un volume di liriche in metro classico, intitolato Römische Gegenwart, Elegien, Visionen, Veduten. Una sua monografia sulle chiese di Roma gli valse il conferimento, da parte del governo austriaco, del titolo di “Hofrat” e, da parte della Santa Sede, dell’ordine di S. Silvestro. A questo periodo così produttivo pose fine la seconda guerra mondiale: nel 1943, all’età di sessantasette anni, Z. dovette abbandonare Roma e per la seconda volta si rifugiò a Klagenfurt, dove trascorse il resto della sua esistenza proseguendo i suoi studi e diventando uno dei più apprezzati esponenti della vita culturale del capoluogo carinziano; qui si spense all’età di ottantatré anni il 20 marzo 1959. Z. fu quindi una personalità assai poliedrica, la cui attività avrebbe spaziato nel corso della sua lunga vita dall’insegnamento agli studi umanistici, dal giornalismo alla saggistica ed alla poesia, dalle ricerche sul folclore a quelle storiche ed archeologiche. Fra i suoi contributi più importanti dal punto di vista della storia culturale del Litorale va ricordata la pubblicazione da lui curata di due carteggi: quello tenuto fra Mathias Čop e Francesco Leopoldo Savio, apparso a Lubiana nel 1915, e quello fra la principessa Sayn Wittgenstein e Karl Coronini, in un’edizione con un saggio introduttivo di Z. apparsa a Vienna nel 1916. Il primo carteggio è un documento straordinario della levatura intellettuale e dell’apertura di Čop e Savio, mentre il secondo ci permette di approfondire la conoscenza della produzione lirica di un raffinato e dignitoso poeta goriziano assai poco conosciuto.

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Bibliografia

H. KITZMÜLLER, Un capitolo dimenticato della letteratura austriaca, in Cultura tedesca, 76-80.

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