Nacque a Raccolana di Chiusaforte (Udine) il 4 ottobre 1907. Autodidatta, si dedicò fin da giovane alla pittura della montagna friulana, raffigurando con l’amico Ernesto Mitri, con il quale condivise esperienze artistiche e scalate, la Val Raccolana e Sella Nevea. Esordì nel 1926 alla I Biennale d’arte udinese, partecipando anche alla seconda nel 1928, alla mostra di Gemona del 1931, alle Sindacali d’arte del 1931, 1934 e 1936, dove l’adesione alle volumetrie dello stile Novecento si accoppiò all’interesse per soggetti moderni: case, ponti, strade, ferrovie. Tra il 1930 e il 1931 espose alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, città in cui conseguì la maturità artistica nel 1936 e nel 1939 si iscrisse alla Facoltà di architettura. Durante la seconda guerra mondiale partecipò, con il grado di sottotenente, alle campagne di Albania e Grecia, per le quali fu decorato con la croce di guerra, e, come tenente, a quella di Russia. Dopo l’8 settembre 1943 aderì alla lotta di liberazione nella divisione Osoppo-Friuli. Si laureò nel 1946 e iniziò l’attività di libero professionista aprendo studio a Udine, dove assunse Alfredo Cargnelutti per la redazione dei progetti e fece il suo apprendistato l’architetto Antonietta Cester Toso. Gli fu affidato, nel 1948, l’incarico di progettare a Cargnacco il tempio dedicato ai caduti e dispersi della Russia, in cui l’ispirazione artistica si lega ai ricordi autobiografici della guerra. Partecipò ad alcune rassegne pittoriche (Mostra d’arte degli artisti carnici, 1946; Mostra della pittura friulana a Klagenfurt, 1951; Mostra regionale degli artisti della Carnia e del Canal del Ferro, 1958), ma con opere dell’anteguerra, poiché l’architettura diventò il suo interesse prevalente. Eletto nel 1951 consigliere provinciale, entrò a far parte di numerose commissioni. L’architettura sacra costituì una parte rilevante della sua attività; da citare, tra le quattordici chiese edificate: a Udine, quelle dell’ospedale civile, del Bearzi e San Pio X; il duomo di Cervignano; le parrocchiali di Gonars e di Pasian di Prato; la chiesa di Gris Cuccana e quella di Gesù divino operaio a Trieste, con la quale vinse un concorso nazionale. Soprattutto nell’architettura sacra ebbe la possibilità di collaborare con pittori e scultori, tra cui Ernesto Mitri, Fred Pittino, Max e Giulio Piccini. Questi ultimi eseguirono i pannelli bronzei, che ricordano tutte le guerre combattute dai friulani, per la croce luminosa sul Monte di Buia, commissionatagli dal presidente della provincia Agostino Candolini nel 1958. Vincitore del concorso provinciale indetto dall’INA casa per un fabbricato a Tricesimo, progettò e diresse i lavori complessivamente per duecento alloggi, tra cui il quartiere INA casa di via Pradamano in Udine e le villette a schiera di Villa Santina. Numerose furono anche le opere civili, come il palazzo degli Uffici finanziari, in collaborazione con Cesare Pascoletti, la caserma dei carabinieri di viale Venezia, le scuole medie Ellero a Udine, le scuole elementari a Tricesimo, gli alberghi Nevada a Tarvisio e Nevea a Sella Nevea, il viadotto della superstrada a Camporosso (con Silvano Zorzi). Progettò case d’abitazione e ville private; partecipò a numerosi concorsi pubblici, tra i quali il concorso internazionale per il collegamento sul Kattegat tra Danimarca e Svezia. Morì a Udine il 25 maggio 1968.