Fu prete a Gemona nella prima metà del XIV secolo: il suo nome compare infatti in alcuni documenti datati tra il 1320 e il 1340. Da tre di essi, in particolare, si apprende che fu anche copista, correttore e legatore di libri: nel 1327 ricevette un pagamento per la copia di un salterio; nel 1333 venne pagato per il restauro e la rilegatura di alcuni libri della chiesa gemonese; nel 1340, infine, per la correzione di un messale.
G. Bianchi, Documenti per la storia del Friuli dal 1317 al 1325, a cura di G. Bianchi, I-II, Udine, Turchetti, 1844-1845, 434-435 n° 240; G. Bianchi, Documenti per la storia del Friuli dal 1326 al 1332 raccolti dall’abate Giuseppe Bianchi, Udine, Turchetti, 1845, 70 n° 551; G. Vale, I pievani e gli arcipreti di Gemona, Tipografia del Patronato, 1901, 21; C. Scalon, Produzione e fruizione del libro nel basso medioevo. Il caso Friuli, Padova, Antenore, 1995 (Medioevo e umanesimo, 88), 63, 68, 162 n° 50, 164 n° 54, 172 n° 70.