Il notaio G. del fu Pietro da Caneva svolge la sua attività professionale a Pordenone quanto meno dal 1388 al 1397. In un documento del 1396 è detto rettore della locale scuola. Nel 1408 la vedova Viana, prima di partire in pellegrinaggio per la Terra Santa, dona alla chiesa di S. Marco di Pordenone tutti i libri posseduti dal marito, tra cui un Factorum et dictorum memorabilium di Valerio Massimo.
ASP, Notai, Giacomo Fornici, 642, c. 4952.
F. Metz, L'istruzione e la cultura, in Pordenone. Una città, a cura di P. Goi, Pordenone, Edizioni Saviosprint, 1991, 145; C. Scalon, Produzione e fruizione del libro nel basso medioevo. Il caso Friuli, Padova, Antenore, 1995 (Medioevo e umanesimo, 88), 107; C. Scalon, Produzione e circolazione del libro nel Quattrocento: note in margine a una ricerca, in Il Quattrocento nel Friuli Occidentale, I, Pordenone, Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 1996, 230.