(? - 1381)

Giacomo di Tura da Cividale

ecclesiastico, notaio

Nel maggio del 1350, G. di T. da Cividale, notaio, mansionario e scriba del capitolo cattedrale di Aquileia, redige l’atto d’accusa che l’istituzione canonicale rivolge nei confronti del patriarca Bertrando e dei suoi “familiares”, colpevoli, a suo dire, di aver dilapidato i beni della chiesa aquileiese. Nel maggio dell’anno successivo è presente ad Aquileia per la presa di possesso del successore di Bertrando, Nicolò di Lussemburgo. G. rimane presso la cattedrale, almeno sino al 1355: in questo periodo compila parte del Necrologium Aquileiense. Con la nomina patriarcale di Ludovico della Torre, G. si trasferisce a Udine, dove ottiene un canonicato presso la collegiata di S. Maria e viene inserito come scriba nella cancelleria del principato ecclesiastico. Nel 1364 pubblica le indulgenze per il restauro della cattedrale di Aquileia, fortemente danneggiata da un terremoto. Nell’agosto del 1374 è coinvolto in una lite a mano armata con un certo Nicolò da Udine della quale non si conoscono i motivi. Nello stesso periodo è nominato erede del confratello Nicolò Omo da Chioggia, insieme a prete Nicoluccio da Cavazzo, a Carlevario Uccellis e al notaio Nicolò di Gregorio da Udine: si tratta di un’eredità travagliata, oggetto di cause con i creditori e tra gli stessi eredi. Il 6 febbraio del 1375 G., insieme agli altri eredi, richiede al vicario patriarcale di imporre a Giovanni, abate di Rosazzo, la restituzione di un prestito, per il quale ha impegnato alcuni libri (Decreto, Sesto e Clementine). Nel marzo dello stesso anno, il canonico è coinvolto in una nuova lite, essendo stato aggredito a mano armata dal tessitore Domenico da Udine. Nel 1378 G., insieme agli altri eredi, chiede al vicario patriarcale di pubblicare l’inventario del defunto canonico Nicolò Omo affinché si possano cancellare i debiti con ulteriori creditori. Muore a Udine il 12 luglio del 1381. Nel suo testamento lascia in eredità al capitolo di Cividale, istituzione presso la quale deteneva dei benefici, un breviario e un messale, affinché siano venduti per acquistare dei redditi, con cui celebrare il suo anniversario.

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Bibliografia

ASU, NA, Pietro Dell’Oca, 5123bis/7.

G. VALE, Storia della basilica dopo il secolo IX, in La basilica di Aquileia, Bologna, Zanichelli, 1933, 47-105; SCALON, Necrologium, 87, 91, 98, 169, 203, 326, 418, 422.

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Risorse esterne
Per citare
Luca Gianni, Giacomo di Tura da Cividale, in Dizionario Biografico dei Friulani, https://www.dizionariobiograficodeifriulani.it/giacomo-di-tura-da-cividale
Ultimo aggiornamento
01/11/2016