ANTONINI FRANCESCO

ANTONINI FRANCESCO (1780 - 1867)

collezionista

Immagine del soggetto

Frontespizio e antiporta del manoscritto "Nummi veteres aureiâ€" di Francesco Antonini, 1820 (Udine, Biblioteca civica, Principale, 1146).

Tra i nomi dei benemeriti donatori del Civici musei udinesi fu inciso anche quello del conte Francesco Antonini, figlio secondogenito di Antonino e di Elisabetta di Porcia. Nato a Udine il 6 novembre 1780 e qui deceduto il 22 gennaio 1867, A. si occupò principalmente della gestione economica del notevole patrimonio familiare con proprietà immobiliari dislocate in varie località del Friuli. In Udine fu noto per la generosa attività di beneficenza, rivolta segnatamente alla Casa di Carità. A partire dal 1818 il palazzo avito, la palladiana “casa grande” di borgo S. Cristoforo, conobbe un’importante trasformazione interna ad opera dell’architetto Valentino Presani e fu poi arricchita di bassorilievi di Luigi Zandomeneghi e di affreschi di Odorico Politi, celebri artisti che illustrarono la cultura udinese del tempo. I nuovi ambienti ricavati dovevano servire per accogliere la collezione di medaglie e monete che A. già possedeva a quell’epoca e che andava arricchendo nel tempo. Nel 1820 ne fece un elegante inventario (BCU, Principale, ms 1146), dal quale si desume che al momento, secondo un conteggio vergato su un foglietto volante inserito nell’elenco, egli possedeva 1817 monete, soprattutto romane, vuoi consolari (319 d’argento e 24 di bronzo), vuoi imperiali (13 d’oro, 226 d’argento e 849 di bronzo), nonché un piccolo nucleo di patriarcali aquileiesi d’argento (31). Il conte nel manoscritto aggiunse spazi per quelle che avrebbero integrato la serie, ma i sicuri apporti successivi non vi furono registrati. ... leggi Per questo interesse egli coltivò particolarmente l’amicizia di cultori udinesi della materia, in primo luogo dei di Colloredo Mels (sua sorella Giulia si era maritata con il marchese Fabio), i quali andavano consolidando una collezione divenuta leggendaria nelle generazioni successive. Il nipote Girolamo, figlio di Giulia, sarebbe poi stato indicato nel testamento di A. come curatore responsabile del lascito che avrebbe destinato alla città di Udine. Tra le altre persone versate in materia A. frequentava anche Luigi Cigoi, molto più giovane di lui, autenticamente interessato alla numismatica e ai reperti relativi del territorio, ma non ancora noto quale falsario, come invece più tardi passò alla storia. Da lui il 12 maggio 1846 acquistò 3469 tra monete e medaglie: 272 d’argento e 63 di bronzo romane consolari; 40 d’oro, 488 d’argento e 1067 di bronzo romane imperiali; 17 d’argento e 35 di bronzo della Grecia antica e della Magna Grecia; una d’argento e 24 di bronzo dei regni ellenistici; 70 d’argento e una di bronzo dei patriarchi d’Aquileia; una d’oro, 100 d’argento e 60 di bronzo di «serie coniate nel medioevo»; medaglie napoleoniche e di uomini illustri 55 d’argento e 280 di bronzo; altre non precisate 4 d’oro, 218 d’argento e 431 di bronzo. Sul complessivo valore stimato di lire 13.200 «in oro e argento», il conte gli aveva già sborsato lire 800, al momento della stesura del rogito ne versò altre 400 e s’impegnò a saldare il resto (lire 12.000) in quindici anni con rate semestrali «posteriori» di lire 300. A questo punto A., tra quelle già possedute e quelle dell’ultimo acquisto, avrebbe dovuto avere almeno 3469 monete più le 1817 conteggiate nel 1820. Trascorsero quasi vent’anni fra il momento della transazione con il Cigoi e quello della stesura del testamento olografo, da lui vergato il 22 febbraio 1865. Non si sono finora trovate tracce posteriori al 1846 relative a movimenti del suo tesoro, che avrebbe potuto cedere almeno in parte a qualcuno, del quale tuttavia non si è ancora trovata memoria. Due anni dopo la sua morte cominciò una tormentata vicenda fra gli Antonini e il comune di Udine. Il testatore aveva scritto: «Lascio tutte le mie medaglie antiche e moderne, che sono in apposito armadio, da depositarsi alla comune di Udine». Secondo i parenti il termine «deposito» non avrebbe dovuto significare il concetto di donazione, come pretendevano i rappresentanti della città; ma alla fine (1870) il comune riuscì a vincere la causa, benché non disponesse ancora di una sede adeguata per ricevere la preziosa eredità. Soltanto il 17 gennaio 1886 Valentino Ostermann, coadiuvato da Iacopo Pirona, ne firmò un inventario, compilato, a suo dire, dopo una «scorsa data frettolosamente». Si enumeravano a questo punto 38 monete greche, 22 ellenistiche, 258 romane consolari, 1249 romane imperiali, 38 veneziane, 39 pontificie, 49 “diverse” e 161 medaglie. La collezione “Antonini” poi, unita a quella del conte Francesco di Toppo, seguì le note vicende dei Civici musei udinesi, che non solo subirono le conseguenze delle due guerre mondiali, ma anche quelle del terremoto del 1976. L’elenco aggiornato prima dell’ultima data potrebbe pertanto presentare qualche modifica rispetto a quello dell’Ostermann.

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Bibliografia

ASU, Tribunale di Udine, Testamenti, 53; ASU, Notarile moderno, Antonio Cosattini, 111, n. 1147; ms BCU, Principale, 1146, F. Antonini, Nummi veteres aurei, argentei, aenei; Udine, Civici musei, V. Ostermann, Elenco delle monete della collezione Antonini.
G. ZAMBELLI, Cenni biografici del numismatico Luigi Cigoi, Udine, Turchetti, 1846; I. PIRONA, Del museo friulano. Relazione del conservatore, Udine, Jacob e Colmegna, 1868; V. OSTERMANN, Museo privato e collezioni private, in Illustrazione del Comune di Udine, Udine, Sezione di Udine del Club alpino italiano / Del Bianco, 1886, 215-221; R. SBUELZ, L’antica ed illustre famiglia friulana degli Antonini (1870-1917), Udine, Tosolini, 1917; L. BRUNETTI, Opus monetale Cigoi, Bologna, Forni, 1966; V. MASUTTI, Le collezioni numismatiche del Museo civico di Udine, «Bollettino della Biblioteca e del Museo civico e delle Biennali d’arte antica», 6-7 (1967-1968), 39-51; G. BERGAMINI - L. SERENI, Tra case e palazzi, in E. BARTOLINI - G. BERGAMINI - L. SERENI, Raccontare Udine. Vicende di case e palazzi, Udine, Istituto per l’Enciclopedia del Friuli Venezia Giulia, 1983, 255; F. BON, La collezione numismatica del conte Francesco Antonini al gabinetto dei Civici musei di Udine, «Quaderni friulani di archeologia», 9 (1999), 155-171; L. CARGNELUTTI, Il collezionismo privato a Udine anteriormente all’apertura del Museo friulano, in Galleria arte antica II, 40-43.

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