BERINI GIUSEPPE

BERINI GIUSEPPE (1746 - 1831)

abate, erudito

Immagine del soggetto

Frontespizio della 'Indagine sullo stato del Timavo...' di Giuseppe Berini, Udine 1826 (Udine, Biblioteca civica).

Originario di Ronchi di Monfalcone, dove nacque nel 1746 e morì il 30 aprile del 1831, l’abate B. fu una figura rappresentativa del panorama culturale friulano dell’epoca, rispecchiando pienamente il modello dell’erudito locale, nel quale convivevano una vasta preparazione classica, la passione per le antichità e per le scienze naturali e l’influenza delle correnti scientifiche europee coeve. Compiuti gli studi a Udine e presso l’ateneo padovano, B. insegnò nel Ginnasio di Monfalcone, dedicandosi contemporaneamente a studi e ricerche che spaziavano dalle scienze naturali, come la botanica e la geologia, alle discipline umanistiche, come l’archeologia e l’epigrafia. L’ambito geografico delle sue indagini rimase limitato al territorio costiero compreso tra Aquileia e il Carso, tra il Natisone e il Timavo, che egli percorse ed esplorò nel corso di alcuni decenni, a partire dagli anni conclusivi del Settecento, collaborando e rimanendo in stretto contatto con numerosi studiosi interessati a raccogliere dati e notizie riguardanti le particolarità geologiche, naturalistiche e storiche dell’area altoadriatica. Assieme all’abate Leonardo Brumati, suo allievo e poi collega d’insegnamento a Monfalcone, e al naturalista Giovanni de Brignoli di Brunhoff, B. collaborò con il marchese Palamede de Suffren, ufficiale della marina francese e botanico, che svolse per diversi anni ricerche sulla flora del Friuli. I risultati furono pubblicati nel 1802, a cura del nobile sandanielese de Concina che lo aveva ospitato. ... leggi Negli stessi anni, B. inviò descrizioni, campioni di piante e semi anche ad altri importanti botanici che si interessavano della flora del Friuli, come Franz Xavier Wulfen, Friedrich G. Bartling e Antonio Bertoloni, raccogliendo inoltre in un proprio erbario le specie raccolte nel Monfalconese. L’erbario di B. rimase inedito per oltre un secolo, ma il suo contributo non venne ignorato dai contemporanei. Oltre a Suffren, infatti, le specie da lui raccolte furono studiate e pubblicate parzialmente da Brignoli, che in segno di riconoscenza dedicò a B. un endemismo rupicolo, il genere Berinia, di cui B. aveva rinvenuto una specie locale (Berinia andryaloides Brign. = Crepis chondrilloides Jcq.). Il riconoscimento più importante venne infine da Bartling, che studiò e pubblicò numerose specie terrestri e marine identificate da B. per la prima volta nel territorio di Monfalcone e nel golfo di Trieste, dedicandogli una specie che B. aveva scoperto (Apargia Berinii Bartl. = Leontodon Berinii Roth.). Un altro ambito di cui B. si interessò fu quello della geologia. Attento agli sviluppi cui tale scienza andava incontro in quegli anni, B. compì numerose osservazioni sul territorio carsico, interessandosi in particolare del problema dell’origine delle acque del Timavo, di cui discusse spesso con altri studiosi. Nel corso degli anni, B. unì la passione del naturalista a quella degli studi classici, affrontando l’esame della Naturalis historia di Plinio e allargando l’interesse alle ricerche archeologiche in corso in Friuli, che avevano ricevuto un forte impulso in seguito all’avvio di scavi sistematici ad opera di Étienne Siauve. Si occupò così, con l’amico Brumati, di alcune iscrizioni rinvenute presso la fonte del Timavo, ma anche delle ricerche riguardanti il ponte romano presso Ronchi e di un importante rinvenimento presso San Canzian, la cosiddetta tomba degli Eusebii. Le sue conoscenze linguistiche furono chiamate in causa in occasione della traduzione di una iscrizione metrica greca dedicata alla mima Bassilla, rinvenuta ad Aquileia, cui B. dedicò una dissertazione. Solo in una fase ormai matura della sua lunga esistenza, tuttavia, parte delle ricerche e degli studi di B. trovarono la via della pubblicazione, attraverso alcuni brevi saggi e la realizzazione di un progetto ambizioso, come l’edizione dell’opera pliniana, che tuttavia si limitò ai primi due libri. La summa delle esperienze e della varietà di interessi e di ricerche che caratterizzarono la sua attività è costituita però dal volume Indagine sullo Stato del Timavo, che si propose come quadro complessivo della storia del territorio nel quale B. visse e operò e di cui acquisì una conoscenza indubbiamente unica. Fonti letterarie antiche, documenti epigrafici, scavi e osservazioni autoptiche in campo naturalistico concorrono nel volume ad illustrare l’ipotesi della trasformazione profonda subita dal paesaggio a partire dall’antichità e a individuarne le cause, connotando l’opera di B. in una chiave moderna che ne travalica i risultati e che è forse la sua più importante caratteristica.

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Bibliografia

Mss BCU, Joppi 353, f. 392-407 [fascicolo di iscrizioni]; ms ADTs, 21 B 3, Miscellanea di atti e scritti relativi agli scavi e reperti archeologici, 1806-1841, Lettera a G. de Moschettini [copia], s.d.
Del Pucino antico probabilmente Prosecco moderno del Friuli. Squarcio di lettera del sig. ab. Berini al sig. Giuseppe Cernazai (Ronchi di Monfalcone, 3 maggio 1814), «Annali dell’agricoltura italiana», 22 (1814), 165-168; Memoria delli sigg. abb. G. B., L. B., e G. B. V. [Giuseppe Berini, Leonardo Brumati e Gian Battista Vatta] intorno a tre iscrizioni romane incastrate nel muro della chiesa di S. Giovanni di Duino, Udine, Tip. Pecile, 1820; I due primi libri della Storia naturale di C. Plinio Secondo recati in italiano dall’ab. Giuseppe Berini, i quali si stampano come saggio della traduzione di tutta l’opera, Udine, F.lli Mattiuzzi, 1824; Saggio della traduzione della Storia naturale di Cajo Plinio Secondo eseguita dall’ab. G. Berini, Udine, F.lli Mattiuzzi, 1824; Monumento dell’apoteosi fatta in Aquileja ad una attrice da teatro tratto dalla Raccolta inedita delle iscrizioni aquilejesi scoperte dal sig. Girolamo de Moschettini direttore degli scavi di detto luogo, Udine, F.lli Mattiuzzi, 1825; Indagine sullo stato del Timavo e delle sue adjacenze al principio dell’era cristiana dell’ab. Giuseppe Berini di Ronchi di Monfalcone, Udine, F.lli Mattiuzzi, 1826; Traduzione e comento di alcuni passi di Plinio concernenti la botanica per quali egli riportò la taccia di compilatore mendoso, Udine, F.lli Mattiuzzi, 1829; Del signor. ab. Giuseppe Berini di Ronchis di Monfalcone. ... leggi Al dottor L. L. Linussio, in Lettere scientifiche appartenenti alla corrispondenza del dottore Lorenzo Luigi Linussio di Tolmezzo con varii illustri dotti italiani e stranieri, Venezia, Tip. di Alvisopoli, 1831, 24-27 e 30-33 [due lettere].
[P. DE SUFFREN ], Principes de botanique, extraits des ouvrages de Linné, et suivis d’un catalogue des plantes du Frioul et de la Carnia, avec les noms des lieux où on les trouve, Venise, Rosa, 1802; F.G. BARTLING, Beiträge zur Flora der Oesterreichschen Küstenländer, in ID. - H. L. WENDLAND, Beiträge zur Botanik, Göttingen, Vandenhoeck und Ruprecht, 1824-1825, II, 35-132; «Biblioteca italiana o sia Giornale di letteratura, scienza ed arti compilato da varj letterati», 48 (1827), 417-419; G.A. PIRONA, Florae Forojuliensis Sillabus, Utini, Vendrame, 1855, 6-7; C. H. SCHULTZ-BIPONTINUS, Beitrag zum Systeme der Cichoriaceen, «Jahresbericht der Pollichia», 22-24 (1866), 296-322; C. F. VON CZOERNIG, Das Land Görz und Gradisca (mit Einschluss von Aquileja), geographisch statistisch historisch Dargestellt, Wien, W. Braümuller, 1873; K. GREGORUTTI, Strassenzüge bei Aquileja, «Mittheilungen der k.k. Central Commission», 11 (1885), 110-117; C. DE MARCHESETTI, Flora di Trieste e de’ suoi dintorni, Trieste, Museo civico di storia naturale, 1897; TELLINI, Giulio Andrea Pirona, 81; M. MINIO, Un documento ignorato della flora friulana: l’«Herbarium forojuliense Berinii» della raccolta Contarini, «Atti del R. Istituto veneto di scienze, lettere ed arti», 88 (1928-1929), 148-171; M. BUORA, Angelo Maria Cortinovis e i cucchiai degli Eusebii. Un eccezionale ritrovamento del periodo tardoantico nell’agro di Aquileia, in Aquileia dalle origini alla costituzione del ducato longobardo. L’arte ad Aquileia dal sec. IV al IX, a cura di G. CUSCITO, «AAAd», 42 (2006), 613-636.
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