COSATTINI ALBERTO

COSATTINI ALBERTO (1916 - 2010)

avvocato, amministratore pubblico, partigiano

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L'avvocato Alberto Cosattini.

Figlio di Giovanni e di Lorenzina Cuoghi, nacque il 3 giugno 1916 a Sacile, città a cui era stato assegnato il padre dopo lo scoppio del conflitto mondiale. Dopo aver frequentato il liceo Dante a Trieste, dove fu allievo di Giani Stuparich, e aver conseguito la maturità nel 1934, C., saltando per merito l’ultimo anno di corso, si iscrisse alla Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova e si laureò nel 1938. Nel 1937 per un periodo fu a Ginevra, avendo vinto una borsa di studio della Students International Union, associazione che godeva del patrocinio dell’ONU. Dopo la laurea C. iniziò a esercitare le professione paterna, ma nel 1941 fu inviato in Albania con un battaglione di alpini. Più volte ferito anche in modo grave, fu rimpatriato nel 1942. A Udine entrò in contatto, tramite Fermo Solari, con il Partito d’azione e fu tra i fondatori, dopo l’8 settembre, della prima formazione partigiana Giustizia e libertà, operante tra Cividale e Tarcento. Poiché la sua presenza in Friuli diventava pericolosa, dovette rifugiarsi a Torino, dove viveva la sorella Giovanna, ed operò con i membri di Giustizia e libertà piemontesi. Nel maggio 1944 si portò a Milano, dove Solari lavorava per il comando del corpo Volontari della libertà a contatto con Ferruccio Parri. C. diventò segretario dello stesso Parri fino all’aprile 1945. Intanto nel 1944 il fratello Luigi era stato arrestato al suo posto, con il ricatto della promessa di liberazione qualora avesse rivelato dove si nascondesse C. Nel maggio egli seguì a Roma Parri, divenuto presidente del consiglio, quale segretario particolare, declinando nel dicembre, dopo la caduta di questi, l’invito a iniziare la carriera diplomatica a Washington con l’ambasciatore Alberto Tarchiani, offerta rivoltagli anche per la sua perfetta conoscenza dell’inglese. ... leggi C. preferì in quel momento, a causa dalla vicenda del fratello, rimanere accanto alla famiglia. Riaperto a Udine lo studio legale, nel 1946 C. rifondò l’Università popolare che era stata voluta dal padre, portando a Udine importanti nomi della cultura italiana e guidando l’associazione dal 1947 al 1957 e dal 1984 al 2003, poi come presidente onorario. Nel 1947 fu insignito della medaglia d’argento al valor militare. Esercitò fino alla fine la professione di avvocato, affrontando prevalentemente processi civili. Tra i suoi interventi più noti, la causa, sostenuta in Corte d’assise a Trieste nel 1976 per i crimini alla Risiera di San Sabba, in cui rappresentò i familiari di Cecilia Deganutti; e, ancora, quella degli emigranti della Val Pesarina che chiedevano di riavere la Casa del popolo, costruita con le loro rimesse. C. si impegnò in modo determinante anche per portare a Udine la collezione Astaldi, ora esposta presso la Galleria d’arte moderna. Consigliere comunale, membro del direttivo della sezione udinese dell’Associazione nazionale deportati politici (ANED), nel 2009 fu nominato presidente onorario dell’Istituto friulano per la storia del movimento di Liberazione. Morì a Udine il 14 gennaio 2010.

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Bibliografia

A. COSATTINI, Le formazioni Giustizia e Libertà nella Resistenza. Atti del convegno (Milano, 5-6 maggio 1995), Roma, Fiap, 1995; ID., Fatalità e coscienza e i miei giorni con Ferruccio Parri, Bologna, Zanichelli, 2008.
F. SOLARI, Cosattini, famiglia, in Enciclopedia dell’antifascismo e della Resistenza, Milano, La Pietra, 1968, 690; Resistenza e storia d’Italia, a cura di G. GRASSI, Milano, F. Angeli, 1993, 543.

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