EVANGELI ANTONIO

EVANGELI ANTONIO (1741 - 1805)

somasco, letterato

Cividale, nel secolo XVIII, diede i natali a quattro importanti personaggi appartenenti all’ordine somasco, a cominciare da Iacopo Stellini per passare a G.B. Pisenti, a F. Nicoletti e ad A. E., che dello Stellini si considerò il “pupillo” e che curò l’edizione postuma delle sue opere. I somaschi dal 1707 tenevano in città il collegio di Santo Spirito, luogo di istruzione e di educazione, nel quale si formarono tanti giovinetti. Lo studio, la soda dottrina, la vita esemplare dei padri dovettero attrarre l’interesse di alcuni dei discepoli, che ne vollero seguire il percorso, unendosi ad un ordine che da tempo aveva fatto della promozione dell’istruzione una dei principali obiettivi di azione. Per giovani di buone capacità intellettuali, ma di modesta condizione, quella poteva essere l’unica via per metterle a frutto. L’E., nato il 5 dicembre 1741 da Giovan Battista e da Margherita, entrò giovanissimo nei somaschi e da Cividale ben presto passò, per continuare gli studi, alla casa professa della Salute in Venezia. Appena diciassettenne venne inviato a Roma, al famoso collegio Clementino. Qui, ove ebbe come docente anche il polcenighese G.A. Pujati, rimase tre anni a completare la sua preparazione. Terminatala nel 1761, fu subito trasferito al seminario patriarcale di Murano e dal 1763 divenne insegnante nel collegio somasco di Santa Croce a Padova. Vi ebbe la cattedra di retorica, che tenne per ben trent’anni. Santa Croce fu un ambiente veramente stimolante per lui, in quanto vi poté conoscere e frequentare diversi docenti dell’ateneo patavino, quali Alessandro Barca, Girolamo Barbarigo e soprattutto Iacopo Stellini, il «novello Socrate», per il quale ebbe sempre grandissima ammirazione. ... leggi Il lavoro di maggior rilievo dell’E. fu proprio la pubblicazione postuma dell’opera stelliniana, con il sostegno finanziario degli Emo, mecenati del filosofo cividalese: «non era lo Stellini punto vago di pubblicare i suoi scritti, e ne saremmo molto al digiuno senza la diligenza del dotto E., il quale diverse Opere diede alle stampe traendole da schede molto avviluppate e confuse» (Galleria dei letterati ed artisti più illustri delle provincie austro-venete, 1824). Così anche il Mabil: «opera specialmente del benemerito E. […] e fu gran pena da decifrarle da inconditi e male scarabocchiati manoscritti». Si trattava, infatti, di mettere ordine in un mare di appunti, disordinati e difficili da decifrare, anche per il gran numero di citazioni di autori greci e latini. L’impegno fu notevole, affrontato per la prima parte in collaborazione con il confratello Girolamo Barbarigo, cui toccò la sistemazione dell’opera dal punto di vista concettuale. L’E. si concentrò sulla lettura dei testi e sull’identificazione delle innumerevoli citazioni, spesso di autori ben poco conosciuti. Un impegno notevolissimo, che poté alfine concretizzarsi, nel 1778-79, con la pubblicazione, a Padova, dei quattro volumi dell’Opera Omnia stelliniana. Vi appare, però, solo il nome del Barbarigo. Si trattava dell’edizione della parte filosofica, certo la più importante, del lavoro dello Stellini. L’E. volle completarla con la pubblicazione di tutti gli scritti, di qualsiasi genere fossero, del maestro. Fu solo ad interessarsene in questo caso, riuscendo tra 1781 e 1784 a vedere stampati, sempre a Padova, i sei volumi delle Opere Varie, con introduzioni e numerose chiose da lui curate. Ridurre il suo merito solamente a questo sarebbe però sminuire il valore di un uomo che fu esemplare insegnante, perfetto padrone del greco e del latino, conoscitore preciso della letteratura italiana e di quelle classiche. Le poche opere edite non rendono giustizia della sua cultura ed erudizione (fu anche membro dell’Arcadia con il nome di Clonesio Erasineo). Si tratta di poesie ed orazioni d’occasione, della traduzione in latino (Thomae Gray elegia in rusticum sepulchretum ex anglico in latino conversa, 1772) della famosa Elegy written in a country churchyard di Thomas Gray, della traduzione in versi italiani di poesie liriche della Bibbia (1793), di una Scelta di orazioni italiane di vari autori de’ secc. XV e XVI fatte per uso della studiosa gioventù del seminario veneziano, su incarico del rettore Volpi (1796). Nel 1798 uscì il secondo tomo, riportante orazioni dei secoli XVII e XVIII. Il terzo (orazioni sacre) non vide la luce a causa degli sconvolgimenti politici dell’epoca. L’antologia, comunque, ebbe delle ristampe, tra le quali una per il collegio Gallio di Como, altra istituzione storica dei Somaschi. Postumi uscirono, nel 1806, gli Apologhi tratti dalle Sacre Scritture e ridotti in versi per la prima messa di Giuseppe Lazzari e le Poesie sacre del padre Antonio Evangeli Forogiuliense C. R. S. edite nel 1865. Purtroppo diversi manoscritti, tra i quali quello della Letteraria storia di Cividale e forse un Trattato sopra i dittonghi italiani, andarono perduti, distrutti da lui stesso durante uno degli accessi di follia furiosa che lo colpirono negli ultimi anni di vita. Lasciò l’insegnamento nel 1793, esaurito nelle forze. Dal 1799 si trasferì a Venezia nella casa somasca presso la Salute. Nel 1801 si manifestarono in lui i segni di un’alterazione mentale che lo portò rapidamente ad uno stato di ebetismo, rendendolo incapace di intendere. Morì il 28 gennaio 1805. Suoi manoscritti sono presenti nel l’Archivio generale dei padri somaschi a Genova. Presso il Liceo classico di Udine sono conservati diversi manoscritti di opere dello Stellini, tra le cui carte appaiono le prefazioni, le annotazioni e le correzioni dell’E., scritte di suo pugno.

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Bibliografia

G. MOSCHINI, Della letteratura veneziana del secolo XVIII fino ai nostri giorni, Venezia, Stamperia Palese, 1806-08, I, 172; III, 25; Biographie universelle, ancienne et moderne, XIII, Paris, L.G. Michaud, 1815, ad vocem; G. DANDOLO, La caduta della Repubblica di Venezia ed i suoi ultimi cinquant’anni, Venezia, P. Naratovich, 1855, 65; DI MANZANO, Cenni, 82; [G. PETRUCCI], I manoscritti delle opere di I. Stellini nella Biblioteca del r. ginnasio liceo di Udine, «Annuario del r. liceo-ginnasio Jacopo Stellini», a.s. 1928-29, 15-28; A.M. STOPPIGLIA, Statistica dei Padri Somaschi, I, Genova, S. Maria Maddalena, 1931, 13s, 32-35, 227, 229; G. FAGIOLI-VERCELLONE, Evangeli, Antonio, in DBI, 43 (1993), 555-557; DBF, 317-318.

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