FALCIONI GIOVANNI

FALCIONI GIOVANNI (1839 - 1899)

ingegnere, insegnante, amministratore pubblico, benefattore

Nacque nel 1839 a Cardezza, nel circondario di Domodossola. Dopo aver frequentato le scuole elementari sotto la guida del cappellano del luogo, studiò presso il Ginnasio e il Liceo di Domodossola retto dai padri rosminiani. Nel 1865 si laureò alla Scuola d’applicazione degli ingegneri di Torino, allora di recente istituzione. Aprì uno studio d’ingegneria a Torino con il compagno di studi Vittorio Zoppetti, ma la collaborazione fu di breve durata; infatti, quando questi vinse una borsa di studio presso l’École des Mines di Parigi, F. preferì dedicarsi all’insegnamento. Nel 1866 vinse il concorso per la cattedra di meccanica, entrando a far parte nel novembre dello stesso anno del primo gruppo di insegnanti in servizio presso l’Istituto tecnico di Udine, appena istituito dal commissario regio Quintino Sella, nel momento dell’ingresso del Friuli nel Regno d’Italia. A Udine F. si stabilì definitivamente con la famiglia. Insegnò nei primi anni meccanica, poi disegno industriale, disegno topografico e, dal 1878, estimo, mentre fu docente anche della Scuola normale femminile fino al 1880. Fu per un ventennio direttore della Scuola d’arti e mestieri, fece parte di varie commissioni cittadine nel settore dell’ingegneria e della meccanica, fu membro della Commissione d’ornato, fu eletto consigliere comunale. Tra i suoi molti scritti a carattere tecnico, ebbe particolare fortuna un manuale (Analisi dei prezzi unitari di alcune tra le principali opere d’arte), nato per la scuola, ma rivolto ai costruttori friulani e da questi adoperato per preventivi di spesa, tanto che ebbe due edizioni, nel 1887 e nel 1897. A F. si devono molte progettazioni e pareri tecnici per impianti idraulici, opifici, scuole e asili. ... leggi Nel necrologio, il preside dell’Istituto tecnico, Massimo Misani, afferma che, tranne rare eccezioni, «tutte le industrie che dal 1866 in poi, e per il corso di un terzo di secolo, si crearono e perfezionarono nel nostro Friuli, ebbero o l’opera intera, o il contributo sapiente del professor F.». In particolare, F. progettò gli stabilimenti tessili di Marco Volpe in Chiavris, alla periferia di Udine, stabilendo con l’industriale un rapporto che influì sulle scelte di quest’ultimo in campo assistenziale. F., infatti, vedeva nella beneficenza laica uno strumento di progresso sociale e additava come modello la fondazione Galletti di Domodossola, costituita da un reddito di venti milioni annui, che l’industriale Galletti aveva lasciato al comune suddetto, da impiegarsi in istruzione e beneficenza a vantaggio di tutto il circondario. F. offrì così a Marco Volpe un esempio su cui impostare la sua azione e la sua eredità nel settore della beneficenza. Progettò concretamente per il Volpe, con tecniche innovative, l’asilo da lui voluto a Udine per accogliere bambini di famiglie operaie di una vasta zona del suburbio, inaugurato nel 1894 e intitolato allo stesso Volpe, a cui poi il comune dedicò la via. F. fu inoltre tra gli organizzatori (come del resto molti altri docenti dell’Istituto tecnico) dell’Esposizione provinciale di Udine del 1868, la prima “vetrina” con cui il Friuli presentava all’Italia le sue arti e industrie; successivamente fu segretario dell’Esposizione provinciale delle industrie e delle arti di Udine del 1883, che ebbe risalto su giornali nazionali. F., nonostante gli impegni in Friuli, rimase sempre in contatto con la Val d’Ossola, assumendo l’incarico per circa cinque anni di sindaco della nativa Cardezza e progettando gratuitamente per Domodossola un asilo infantile e una casa per i poveri. Gli furono conferite le onorificenze nel 1872 di cavaliere dal Ministero delle finanze e nel 1883 di ufficiale della Corona d’Italia dal Ministero dell’agricoltura. Morì a Udine nel 1899.

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Bibliografia

Istituto tecnico commerciale A. Zanon di Udine, Archivio storico, 8.1 (fasc. Personale), 228 (Registro “Stato del personale”).

G. FALCIONI, Sugli istituti di beneficenza del commendatore Gian Giacomo Galletti nell’Ossola (provincia di Novara), Udine, Jacob e Colmegna, 1872; ID., Industrie udinesi in particolare, in Illustrazione del Comune di Udine, Udine, Società alpina friulana, 1886, 302-356 (= Udine, Del Bianco, 1983); ID., Analisi dei prezzi unitari di alcune tra le principali opere d’arte, Udine, Tip. G. Seitz, 1887 (Udine, Gambierasi, 18972).

M. MISANI, Prof. uff. ing. Giovanni Falcioni, «Annali del R. Istituto tecnico Antonio Zanon di Udine», s. II, 18 (1900), 223-235; Commemorazione e ritratto di Giovanni Falcioni, «Commercio Ossolano», 1 febbraio 1929; L. CARGNELUTTI, Assistenza e beneficenza a Udine tra età della restaurazione e Regno d’Italia, in Tra Venezia e Vienna, 302-304, 306.

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