GIACOMO DA CARRARA

GIACOMO DA CARRARA

ecclesiastico, giurista, vicario patriarcale

Permangono delle incertezze relative alle origini di questo ecclesiastico. In passato è stata sostenuta erroneamente la sua familiarità con i da Carrara, signori di Padova; più recentemente si è cercato di identificarlo, senza successo, con l’omonimo figlio di maestro Benedetto, canonico di Cividale e di Aquileia. Probabilmente originario della diocesi di Lucca, G., “decretorum doctor”, compare per la prima volta nella documentazione dell’area orientale della penisola italiana nel 1320, come canonico di Treviso. In questo periodo la sua carriera ecclesiastica è già in pieno svolgimento. G. dimostra di possedere buoni legami con la curia romana, che gli garantiscono l’assegnazione di numerosi benefici. Nel 1321 ottiene un canonicato “sub expectatione” a Treviso con il diritto alle distribuzioni quotidiane della canipa e a metà del reddito percepito abitualmente dai canonici residenti: egli risulta, inoltre, già prebendato nella pieve di Montebelluna e nella chiesa di S. Mauro di Noventa di Piave. Nello stesso anno riceve altre due lettere di grazia aspettativa rispettivamente per un beneficio senza cura d’anime nella diocesi di Ceneda e per un canonicato presso la collegiata di Cividale. Nel 1330 si trasferisce in Friuli, dove nel frattempo gli è stata assegnata un’ulteriore prebenda, e comincia a collaborare con Pagano della Torre, che lo nomina, insieme al congiunto Ludovico, suo procuratore presso il pontefice. Alla morte del patriarca, G. ottiene la fiducia del successore Bertrando di Saint-Geniès, il quale decide di continuare ad avvalersi dell’opera coadiutrice dell’ecclesiastico e lo nomina suo vicario generale, ufficio che manterrà quanto meno fino al 1343. In tale veste è incaricato nel 1335 di condurre un’inchiesta relativa al capitolo cattedrale di Verona e di esaminare in modo particolare alcune questioni disciplinari: la canonica scaligera dipende, infatti, direttamente dal patriarca di Aquileia e non dal vescovo. ... leggi Negli anni successivi si rendono necessari nei confronti della Chiesa veronese ulteriori interventi del metropolita, che agisce quasi sempre attraverso il suo collaboratore: G. diventa, quindi, una figura abituale nella vita delle istituzioni ecclesiastiche della città e, in particolar modo, del capitolo. Nel 1336 è impegnato nel verificare la correttezza delle procedure adottate durante l’elezione del vescovo Bartolomeo Della Scala. L’anno successivo è chiamato a giudicare dei soprusi commessi dallo stesso presule nei confronti dei canonici della cattedrale. Tornato in Friuli, affianca, per volontà di papa Benedetto XII, Gilberto da Marano abate di Moggio nell’opera di recupero delle proprietà che i di Prampero, i di Mels e i di Lyenberg hanno sottratto indebitamente al suo monastero. Dopo un viaggio ad Avignone, nel 1340, in qualità di procuratore del capitolo cattedrale di Feltre e Belluno, per sostenere di fronte al pontefice l’estraneità delle due città alla politica dello scomunicato Ludovico il Bavaro, G. torna a Udine. Tra il 1341 e il 1344, il canonico è impegnato in un’azione diplomatica per difendere i confini sud occidentali del principato ecclesiastico aquileiese dalle mire espansionistiche di Venezia. Tale compito non richiede però la sua attenzione esclusiva tanto che collabora con il patriarca anche nella risoluzione di altre questioni in ambito ecclesiastico. Nel gennaio del 1341, ad esempio, esamina le rivendicazioni del monastero di Fontisgren nei confronti della pieve di Sleuntz. L’ultima attestazione in Friuli di G., divenuto nel frattempo cappellano patriarcale, risale al 1344: dopo questa data non si hanno più notizie di lui.

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Bibliografia

L. GAFFURI - D. GALLO, Signoria ed episcopato a Padova nel Trecento: spunti per una ricerca, in Vescovi e diocesi in Italia dal XIV alla metà del XVI secolo. Atti del VII convegno di storia della Chiesa in Italia (Brescia, 21-25 settembre 1987), II, a cura di G. DE SANDRE GASPARINI - A. RIGON - F. TROLESE - G. M. VARANINI, Roma, Herder, 1990 (Italia Sacra. Studi e documenti di storia ecclesiastica, 42-43), 923-956, in particolare 939-942; M. ROSSI, Il governo di una Chiesa: vescovi, personale di curia e collaborazioni pastorali a Verona nella prima metà del Trecento, t.d., Università degli studi di Padova, 2000, 217-219; BRUNETTIN, Gubertino, 64-65, 67-70, 112-113, 129-130.

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