GIOITTI DEL MONACO MARIA

GIOITTI DEL MONACO MARIA (1890 - 1972)

letterata

Immagine del soggetto

Maria Gioitti Del Monaco.

Nota nel campo della letteratura friulana per le commedie di successo e la collaborazione con la Società filologica friulana, G. scrisse e si richiamò alla lingua e al mondo cormonese, conosciuto tra infanzia e giovinezza, ma dalla fine della prima guerra mondiale risiedette stabilmente a Trieste, città in cui si spense nel 1972. Nata nel 1890 a Pisino d’Istria da padre di Visco e madre di Cormons, trascorse lunghi periodi a Cormons, presso la casa materna. Allo scoppiare della guerra era a Graz, dove studiava presso la locale università e si cimentava nella composizione di versi in lingua tedesca, che in parte sarebbero stati pubblicati su riviste viennesi. In friulano cominciò a scrivere al termine del conflitto, quando tornò a Trieste e si sposò. L’inizio fu timido, finché nel 1926, tramite il poeta triestino Edoardo Polli, alcuni suoi testi poetici comparvero sul giornale «Marameo» di Carlo de Dolcetti, sotto lo pseudonimo di Mariane. L’incontro successivo è stato con Ugo Pellis e con la Società filologica, della quale divenne socia nel 1928. Spronata dal successo ottenuto da una sua commedia in triestino e dall’entusiasmo incontrato da piccole rappresentazioni per il teatrino di marionette del figlio, partecipò nel 1929 al concorso della Filologica per una commedia friulana in tre atti, con Une sblancjade di Pasche [Una imbiancatura di Pasqua], che risultò vincitrice e comparve poi a lungo in Friuli e all’estero sulle locandine per il teatro popolare. ... leggi Diversa accoglienza ebbe la successiva Arbe mate [Erba matta], con la quale G. tastò il registro serio. Esortata da Lea D’Orlandi ed Ercole Carletti, proseguì nella scrittura tradizionale per i congressi annuali o i concorsi della Filologica. Nacquero così, a ridosso e dopo la seconda guerra mondiale, Un conziart di bande [Un concerto di banda], Lis fuessis da striis [I fossi delle streghe], La code di stran [La coda di paglia], Cjase senze soreli [Casa senza sole], e infine l’atto unico Par lôr [Per loro], tutte rappresentate, e cinque delle quali stampate, per la “Collana del teatro friulano”. A tale attività si affiancò quella poetica e narrativa, anche in italiano (con poesie, racconti, commedie e favole per il teatro dei ragazzi), e la collaborazione a numerose riviste di respiro locale. Sempre con l’incoraggiamento della Filologica, uscirono le raccolte di poesia (Rosis e urtìis [Fiori e ortiche], 1954, Momenz [Momenti], 1967) e i racconti (Storiutis di îr e di vuê [Storielle di ieri e di oggi], 1967). Le furono conferiti il cavalierato e il premio Epifania 1967. Ispirata da una sensibilità nitida e giovane, il suo contributo alla letteratura friulana (nella varietà orientale con qualche concessione alla koinè) è semplice ed efficace. Se nelle commedie va incontro al gusto del pubblico, ma con il pregio di un sottile umorismo, i quadri di vita familiare e paesana delle prose raccolgono figure e scene entro una concezione fiduciosa dell’esistenza stretta nei ritmi contadini. Anche le poesie raramente abbandonano il tono prosastico e di villotta (diverse hanno trascrizioni musicali note) e una visione pacata che attinge al passato e all’infanzia, come «zoe / di zornadis plenis di soreli, / un viàrzisi di bocui / cu la prime rosade al cricâ dal dì» [corona di giornate colme di sole, / un dischiudersi di boccioli / con la prima rugiada al nascere del giorno]. Sua una versione di Magalì («Ce fastu?», 1936), dal provenzale di Frederic Mistral, che segue la traccia di una resa libera, sia nello schema metrico, sia nell’inanellarsi delle immagini, adattando al friulano, con abilità retorica nella ricerca di una calibrata musicalità, il tono dialettico e spigliato del contrasto.

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Bibliografia

Scritti di M. Gioitti Del Monaco: Une sblancjade di Pasche, Udine, SFF, 1929 (rist. 1958); Magalì, «Ce fastu?», 12 (1936), 5-8; Rosis e urtìis, Udine, Del Bianco, 1954; Un conziart di bande, Udine, AGF, 1957; La code di stran, Udine, AGF, 1957; Li sfuessis da strìis, Udine, AGF, 1958; Arbe mate, Udine, AGF, 1960; Cjase senze soreli, Udine, AGF, 1966; Momenz, Udine, SFF, 1967; Storiutis di îr e di vuê, Udine, SFF, 1967; Lis mascarutis: teatro pai fruz, Udine, SFF, 1970; Passi nel tempo: poesie, Prefazione di M. Fraulini, Trieste, Società artistico letteraria, 1970; Co al criche al dì: puisìis pai fruz (disens di F. de Finetti), Udine, SFF, 1972; Par lôr: 1 at furlan; Uitis e Vergons: 1 at furlan; Molâsi dal uès: bozzetto friulano, Udine, AGF, 1972. Tra i testi in musica: Sei villotte friulane per coro a 4 voci miste, musica di S. Negri, Padova, Zanibon, 1937; Vegnarai, Fûcs, Su la palme da to man, Che tu sedis benedet, Tal mio zardin, villotte friulane per voci femminili, musica di M. Macchi, Fiorano al Serio, Edizioni Musicali INCAS, 1954.

D. VIRGILI, Letteratura ladina del Friuli, Udine, SFF, 1968, II, 147-154; E. SGUBIN, Un secolo di poesia e di prosa in lingua friulana a Cormons, in Cormòns, 239-243; D’ARONCO, Nuova antologia, III, 31-34; E. SGUBIN, Lingua e letteratura friulana nel Goriziano, in Marian, 576-577, 600.

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