GIOVANNI LUDOVICO MAINARDO

GIOVANNI LUDOVICO MAINARDO (? - 1429)

conte di Gorizia-Tirolo

G. M. (morto nel 1429) era fratello minore di Enrico IV (morto nel 1454) e figlio dunque di Mainardo VII (morto nel 1385) e di Utehlind di Mätsch. Con il fratello, che gli sopravvisse, condivise la contea anteriore al di qua delle Alpi, mentre Enrico governava quella alpina e oltremontana. Egli fu impegnato a rinforzare o a salvare la contea specialmente in equilibri ormai quasi impossibili tra l’Impero e Venezia. Prescindendo dalla partecipazione a eventi bellici, tra cui la difesa del Friuli contro Venezia nel 1420, che tra l’altro gli procurò la prigionia, l’evento politicamente e istituzionalmente più notevole che riguardò lui come anche il fratello è l’umiliazione cui essi dovettero piegarsi nel 1424, quando in piazza S. Marco furono costretti ad accettare dal doge l’investitura dei feudi patriarcali e di quelli imperiali già goduti in terra friulana, essendo Venezia subentrata nel possesso di quei diritti temporali dei patriarchi. A Gorizia, dove non si era però esteso il potere veneziano, si credette forse che in tal modo si potesse salvare la propria autonomia, assicurata da tempo dalla maggioranza dei feudi goriziani che era di derivazione imperiale: la confusione, probabilmente provocata ad arte, circa l’origine della potenza della contea in Friuli e dell’avvocazia che i conti esercitavano a favore dei patriarchi, poté portare ad atti di prepotenza e a condizioni non tollerate. Più tardi, tra il 1497 e il 1499, Massimiliano I avrebbe contestato vigorosamente la prepotenza veneziana e avrebbe rivendicato definitivamente i diritti imperiali (e in particolare della famiglia degli Absburgo) su Gorizia e sulla sua contea. ... leggi Dal punto di vista culturale e artistico non si può dire che l’avvicinamento di Gorizia a Venezia avesse prodotto quegli effetti benefici che si riscontrarono nel Friuli centrale o veneto; e del resto già sul finire del Trecento erano attivi nel Goriziano pittori di educazione vitalesca, Nicolò e Stefano, senza una vera mediazione veneziana e nemmeno udinese. Per la storia culturale di Gorizia e della regione si deve segnalare il governo di G. M. e del fratello per alcuni fatti significativi. Tra il maggio e il luglio 1500, estintasi con la morte di Leonardo la dinastia comitale goriziana, i Goriziani chiesero a Massimiliano, che aveva ereditato la contea, il riconoscimento e il mantenimento delle libertà, degli statuti e dei privilegi che già erano stati concessi dai conti; e a questo punto vennero fatti i nomi del conte Mainardo oltre che dei successori: potrebbe esserci stata invece un’allusione a Mainardo VII, essendo egli stato conte di Gorizia negli anni in cui il patriarca Marquardo di Randeck fece approvare gli statuti della Patria (successivamente introdotti anche a Gorizia e tradotti in tedesco, forse per iniziativa di G. M.); che ci si potesse riferire a Mainardo VII anziché a Giovanni Mainardo può essere confermato dalla mancata menzione del fratello Enrico IV. Non è poi senza significato inoltre che G. M., col fratello, avesse fatto parte della confraternita di St. Christoph am Arlberg, come risulta dal suo stemma dipinto sulla copertina dello statuto (1410) e soprattutto che nel 1427 avesse ospitato nella sua corte il Minnesänger Oswald von Wolkenstein, il quale poi entrò anche al servizio di Enrico. Ambedue i conti furono invitati a partecipare al concilio di Pisa del 1409. Interessa gli aspetti istituzionali ma ha implicazioni culturali infine la notizia che nel 1423 fu avviato da G. M. l’ampliamento della «curia», cioè della sede che ospitava le sedute degli Stati provinciali goriziani, organismo rappresentativo che affiancava e talora sostituiva, in casi speciali, i conti e che garantiva l’autonomia della contea. Non è ben chiaro dove si trovasse questa sede all’interno del castello di Gorizia: soltanto una trentina d’anni dopo sarebbe stata costruita un’ala dell’edificio con questa destinazione.

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Bibliografia

P.S. LEICHT, La costituzione provinciale goriziana al tempo dei Conti, «MSF», 18 (1922), 137-147; G. CORONINI, Gli Stati provinciali goriziani nell’era comitale, in Atti del Convegno per il centenario della nascita di P.S. Leicht e di E. Del Torso. 1-3 novembre 1975, Udine, Grafiche Fulvio, 1977 (Pubblicazioni della Deputazione di storia patria per il Friuli, 7), 39-99; M. PIZZININI, Lienz, Innsbruck, Haymon Verlag, 1982, 66; S. TAVANO, Massimiliano I e Leonardo di Gorizia, «Studi goriziani», 86 (1997/II), 50-55; W. BAUM, I Conti di Gorizia, Gorizia, Libreria editrice goriziana, 2000, 190-198; R. PAVANELLO, Il Görzerisches Statut, Gorizia, Biblioteca statale isontina, 2003; M. WAKOUNIG, Una duplice dipendenza. I conti di Gorizia, Venezia e il Sacro Romano Impero, in Da Ottone III a Massimiliano I, a cura di S. CAVAZZA, Mariano del Friuli, EdL, 2004, 339-364.

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