MALIGNANI CAMILLO

MALIGNANI CAMILLO (1893 - 1960)

industriale

Immagine del soggetto

L'industriale Camillo Malignani nel 1959.

Figlio di Arturo e di Maria Lupieri, nacque a Udine il 1° ottobre 1893. Il padre, considerato uno fra i più importanti inventori e industriali del Novecento friulano, al momento della sua nascita aveva da poco brevettato (1892) un innovativo metodo di creazione del vuoto nelle lampade ad incandescenza, che gli diede una fama internazionale ed una cospicua ricchezza. M. poté così trascorrere gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza in un ambiente familiare benestante, circondato da innumerevoli stimoli formativi e culturali provenienti dalla cerchia familiare, da amici e conoscenti. Data la propensione del padre per le scienze e le tecniche, M. ricevette una formazione di carattere tecnico-scientifico presso la sezione fisico-matematica dell’Istituto tecnico di Udine, per poi trasferirsi all’Università di Berlino ove seguì i corsi di chimica, non tralasciando tuttavia di approfondire i suoi interessi per l’ingegneria, l’astronomia e la meteorologia. Ebbe una formazione tecnica cui abbinò sempre una spiccata vocazione artistica: amante della pittura e della musica, si cimentò fin da giovane nella realizzazione di numerosi dipinti, raffiguranti soprattutto paesaggi invernali della città di Udine, e nella composizione di ballabili e canzoni. Incisi anche su disco con lo pseudonimo di K. Maly, i più noti componimenti di M. sono il brano Nirvana, che animò un veglione di carnevale, e la canzone Carnera, dedicata al celebre pugile. Nel corso della prima guerra mondiale, M., rientrato in Italia nel 1914, dovette abbracciare le armi, arruolandosi nel corpo di spedizione italiano in Francia guidato dal gen. Albricci, mentre la famiglia, dopo aver sostenuto attivamente l’esercito italiano, fu costretta ad abbandonare Udine nel 1917, in seguito alla rotta di Caporetto, per rifugiarsi a Lecco. ... leggi Terminato il conflitto, M. rimase per diversi mesi in servizio militarizzato a Roma, per poi rientrare in Friuli e affiancarsi al padre nella gestione delle numerose attività industriali da lui impiantate. Tra gli anni Venti e Trenta una serie di lutti colpì la sua famiglia: nel 1927 venne a mancare la madre Maria; nel 1933 morì la zia paterna Adele, alla quale il padre Arturo era profondamente legato, e infine nel febbraio del 1939 morì anche il padre. Pochi anni prima, nel 1936, M. era stato eletto alla presidenza della Società friulana di elettricità, divenuta il fulcro societario dell’intero settore elettrico friulano, alla guida della quale rimase fino all’anno della sua morte (1960). Oltre all’impegno nel settore elettrico, affiancò il padre nella gestione della Cementi del Friuli e, divenutone presidente, ne diresse la ricostruzione in seguito ai bombardamenti subiti dallo stabilimento nel 1944 e, successivamente, la cessione all’Italcementi. Poco si sa della sua attività durante il secondo conflitto mondiale; molto probabilmente dovette rimanere abbastanza nell’ombra, pur impegnandosi in qualche modo nella resistenza al regime, dato che il suo nome venne schedato dall’OVRA (Opera volontaria di repressione antifascista). Terminata la guerra, M. divenne uno dei principali sostenitori del Partito liberale italiano (PLI). Nel maggio del 1945 partecipò, infatti, all’organizzazione della sezione udinese del PLI, assieme a personalità quali Giuseppe Del Bianco, Giovanni Battista Spezzotti, Giacomo Filaferro, Azzo Varisco e, soprattutto, Manlio Gardi, con il quale intrecciò una stretta collaborazione volta alla fondazione ed organizzazione del partito in Friuli. Nello stesso periodo venne nominato, con decreto prefettizio, commissario liquidatore dell’Unione industriale fascista, guidata fino a quel momento da Antonio Volpe, con l’incarico di avviarne il processo di scioglimento. Dopo la fondazione, avvenuta il 5 giugno 1945, dell’Associazione degli industriali della provincia di Udine, M. venne eletto alla sua guida come primo presidente, affiancato dai vice Plinio Corbellini e Pier Antonio Valdevit, assumendo il compito di avviare un vero e proprio progetto di rinascita della compagine industriale ed economica udinese, segnata duramente dal secondo conflitto mondiale. Ispiratore della fondazione delle Delegazioni degli industriali di Pordenone e Tolmezzo, e membro per quattro anni della giunta della Confederazione nazionale, M. lasciò la presidenza dell’associazione nel 1955, sostituito da Archimede Taverna. Oltre agli incarichi menzionati, fu vicepresidente della Banca del Friuli, consigliere comunale di Udine fra le fila del PLI dal 1948 al 1952, e detentore di diverse altre cariche, di varia importanza, in seno a molti enti e organismi attivi nella realtà imprenditoriale ed industriale friulana. Nel settore edile, realizzò a Udine il complesso immobiliare Astra, attraverso il coinvolgimento della SACIP (Società anonima commerciale immobiliare padovana), istituita nel 1940 e proprietaria di diversi immobili nei centri storici di Udine e Padova; fu inoltre presidente della società edile IUSA. I numerosi incarichi istituzionali e lavorativi non lo distolsero dalla personale passione per la meteorologia, ereditata dal padre, che lo portò a continuare le rilevazioni meteorologiche raccolte da quest’ultimo e a sostenere due prolusioni presso l’Accademia di Udine, della quale fu socio ordinario a partire dal giugno del 1941, sulle figure di Giulio Asquini e Girolamo Venerio. Morì a Udine il 3 aprile 1960, lasciando tre figli: Ada, Maria e Paolo.

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Bibliografia

Mss Udine, IFSML, Fondo Partito Radicale, 1/12, Agenda di Manlio Gardi (con note sui colloqui avuti con Del Bianco, Cosattini, Spezzotti, Livi, Filaferro, Malignani, Zoratti, Tessitori, Lo Curto, Beltrame, Nimis e altri), f. 15 (alle date: 1° maggio 1945-25 dicembre 1945); ibid., 1/21, Lettere di C. Malignani a Manlio Gardi concernenti, tra l’altro, il PLI nella provincia di Udine, f. 9 (date: 25 maggio 1945-19 novembre 1945).

Tra le varie opere ed articoli di M., si segnalano in particolare: Girolamo Venerio nel centenario della sua morte (1843-1943), «AAU», s. VI, 7 (1940-1943), 229-264; Le industrie del cemento in terra friulana, «AAU», 8 (1943-1945), 155-189; Giulio Asquini primo climatologo udinese, «AAU», 10 (1945-1948), 1-21; Evoluzione e sviluppi dell’industria nella provincia di Udine, in Panorama della vita e delle attività friulane. Mostra regionale 1948 Fiuli-Venezia Giulia, a cura del Comitato organizzatore della mostra, Udine, Doretti, 1948, 25-30.

Profondo cordoglio per la morte di Malignani, «MV», 4 aprile 1960; I solenni funerali del comm. Camillo Malignani, «MV», 5 aprile 1960; Da 40 anni gli imprenditori uniti per lo sviluppo del Friuli, Udine, Associazione degli industriali della provincia di Udine, 1985, 31-32; P. MALIGNANI et al., L’evoluzione del clima a Udine, Udine, Casamassima, 1989, 8-11; G. COMELLI, Giuseppe Del Bianco, Pordenone, Studio Tesi, 1992, 41-42; E. SEGALLA, Mezzo secolo per il Friuli. Associazione degli Industriali di Udine 1945-1995. Cinquant’anni di storia, Udine, Associazione Industriali, 1995, 3-5, 11-13.

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