PAGANI AGOSTINO

PAGANI AGOSTINO (1769 - 1847)

medico, scienziato, patologo, divulgatore

Nacque a Sclaunicco (Udine) il 20 settembre 1769, ultimo di dieci figli, da Sebastiano e Adriana Pertoldi. Fu iniziato allo studio delle lettere dallo zio Valentino Pagani, parroco di Vissandone. Non ancora ventenne si iscrisse alla Facoltà di medicina a Padova, ove ebbe per insegnanti Leopoldo Marc’Antonio Caldani, Stefano Gallini e Giovanni Dalla Bona. Proclamato dottore in medicina e filosofia nel 1792, si dedicò alla medicina pratica e, sollecitato da Andrea Comparetti, trascorse alcuni anni in Dalmazia come protomedico. Rientrato quindi in patria per esercitare nel suo paese, divenne famoso per aver saputo debellare le malattie infettive che distruggevano il patrimonio zootecnico del Friuli a causa delle salmerie dei vari eserciti che vi transitavano, esperienza che narrò nel 1797 in Epizoozia friulana, pubblicato a cura del Governo centrale del Friuli. Vi descrisse metodi di cura e provvedimenti igienici da lui adottati, fra i quali quello di circondare il proprio paese da guardie sanitarie, riuscendo così a preservarlo dall’invasione epizootica. L’opera ebbe un illustre sostenitore nel capomedico dell’esercito francese Domenico Larrey. Chiamato per i suoi meriti a far parte del comitato di salute pubblica, P. si stabilì a Udine e qui si prodigò nella lotta contro il vaiolo, che decimava tanti bambini. Quando si accesero focolai di infezione vaiolosa anche a Portogruaro e in tutto il distretto, vi fu inviato dai rettori del Friuli. Propugnatore instancabile del nuovissimo metodo della vaccinazione jenneriana, pur superando numerose ostilità, conseguì vantaggi insperati che raccolse nella monografia Ragguaglio della vaccina…, che porta la data del 1801: in essa sono presenti anche le Aggiunte di osservazioni ed esperienze in Udine di Gian Battista Mazzaroli, una Lettera di Demetrio Naranzi e un Breve ragguaglio di Canciano Miotti. ... leggi Lo studio dimostra che gli autori, insieme con il celebre Luigi Sacco a Milano, furono precursori della vaccinazione in Italia. Nel 1802, a difesa della propria opera contro gli oppositori, diede alle stampe Storia medica… Scrisse anche di una “pioggia rossa” caduta in Friuli. Napoleone nel 1806 lo nominò membro della Commissione sanità del dipartimento di Passariano. L’opera di P. nel campo igienico si dimostrò di nuovo preziosissima quando egli si adoperò per contenere l’epidemia di febbre ungarica pestilenziale dovuta alle mandrie di bovini che giungevano in Friuli per il rifornimento delle truppe francesi. Nel 1817, infierendo il tifo, P. istituì luoghi di isolamento, prescrisse le adeguate disinfezioni e raccolse dati statistici. Lo stesso comportamento adottò quando si propagò in Friuli il colera asiatico. Con l’avvento dell’Austria, P. fu confermato nella carica e fino al 1838 fu consulente del governo. Nel frattempo, prendendo gli opportuni provvedimenti, studiò una particolare forma di sifilide, lo scherlievo, che dall’Illirico si era diffusa nella valle di Resia. P. si occupò anche di pellagra; una memoria sull’argomento, rimasta inedita, fu segnalata dall’Accademia udinese negli anni 1844-1845 alla Commissione permanente istituita nella IV riunione degli scienziati italiani in Milano per lo studio della pellagra. Fu presidente dell’Accademia udinese, consulente medico di vari istituti religiosi e civili e benefattore, essendo stato uno dei fondatori della casa di ricovero di Udine voluta dai fratelli Fortunato e Girolamo Venerio. Raccolse note, frutto della sua esperienza e delle sue osservazioni, sulla topografia medica della provincia friulana, che avrebbero costituito la base delle notizie statistiche della Provincia del Friuli. Vengono citate altre memorie inedite, non reperite, scritte da P.: sulla fonte di Lauzacco che doveva fornire l’acqua potabile a Udine, sull’acqua solforosa di Arta e sulle mummie di Venzone. Morì dopo lunga malattia delle vie urinarie nel settembre 1847 in Udine; l’orazione funebre fu pronunciata dal suo allievo medico Giandomenico Ciconi il 14 settembre e la salma venne tumulata nel cimitero comunale di S. Vito in Udine.

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Bibliografia

A. PAGANI, Epizoozia friulana dell’anno 1797, Udine, Gallici, s.d. [1797]; ID., Lettere ad un amico risguardanti l’endemia di Portogruaro dell’anno 1797, con riflessi e conghietture intorno alla sua causa, s.n.t. [1797]; [ID.], Ragguaglio della vaccina in Friuli nell’anno 1801, Udine, Pecile, [1801]; A. P.D.M. [A. PAGANI], Storia medica: coll’aggiunta di alcune riflessioni, Udine, Pecile, 1802; ID., Relazione di una pioggia rossa caduta in Friuli (4-7 marzo 1803), «Giornale dell’italiana letteratura», 2 (1803), 297-298.

G. CICONI, Parole pronunziate nel 14 settembre 1847 sulla tomba del medico Agostino Pagani, Udine, Vendrame, 1847; O. LUZZATTO, Studi friulani sulla pellagra, «AAU», s. VII, 1 (1957-1960), 401, 404; SOMEDA DE MARCO, Medici, 157-161; VALENTINELLI, Bibliografia, 73, 74, 294, 431; P.C. CARACCI, Appunti per una storia della medicina in Friuli, Udine, AGF, 1975 [estratto da «Atti dell’Accademia udinese di scienze, lettere e arti», s. VIII, 2 (1973-1975)], 89-90; I secoli d’oro della medicina. La scuola medica di Padova e il Friuli. Catalogo della mostra (Udine, 24 aprile-30 giugno 1987), Udine, AGF, 1987, 54.

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