PERSOGLIA STEFANO

PERSOGLIA STEFANO (1848 - 1899)

musicista, docente

Immagine del soggetto

Il musicista Stefano Persoglia, noto anche con lo pseudonimo Coronato Pargolesi (Trieste, Civico museo teatrale Carlo Schmidl).

Nato a Lucinico (Gorizia) l’8 febbraio 1848, figlio del sarto e organista della locale chiesa di S. Michele, frequentò lo Staatsgymnasium di Gorizia e l’Università di Vienna, abilitandosi all’insegnamento di materie letterarie. Supplente al ginnasio di Capodistria dal 1873, vi promosse la pratica vocale, corale, orchestrale e cameristica. Trasferito per breve tempo a Trieste nel 1880, ebbe occasione di frequentare i salotti e gli ambienti musicali nei quali fioriva il culto della musica strumentale e da camera di matrice centro-europea. Qui insegnò anche canto, prima di spostarsi nell’autunno dello stesso anno a Rovereto, dove scrisse le Nuove liriche su testi spesso languidi e nostalgici. Seguì i corsi di armonia e contrappunto al Conservatorio di Milano e, pare, ricevette un premio dalle mani di Giuseppe Verdi. Dal 1887 fu insegnante all’Istituto magistrale di Trento. Su invito di Giuseppe Terrabugio, nel 1886 pubblicò alcune sue composizioni sul periodico «Musica Sacra», ma pochi altri lavori vennero stampati ed ottennero qualche diffusione e notorietà. In Friuli la sua fama è legata alle cinquanta villotte raccolte nei dintorni di Gorizia e pubblicate nel 1892. Con l’incoraggiamento e le insistenze dell’editore Carlo Schmidl, per esigenze commerciali si convinse a rielaborarle per canto e pianoforte, secondo il gusto salottiero dell’epoca, attirandosi gli strali di Bindo Chiurlo. L’esame del manoscritto originale rende giustizia alla serietà delle sue trascrizioni nel rispetto delle varianti; comunque quei brani costituirono la base per le successive elaborazioni di musicisti friulani, come Franco Escher Del Frassino e Augusto Cesare Seghizzi. Nel fervore contemporaneo di salvaguardia e valorizzazione della musica popolare, pubblicò anche i Canti popolari trentini. Apprezzato soprattutto nella sua terra d’origine, venne insignito della cittadinanza onoraria di Lucinico, pochi mesi prima della morte avvenuta il 4 novembre 1899. Nel 1978 il suo archivio musicale venne donato dal nipote Ernesto Zucchi all’Archivio storico provinciale di Gorizia; fra le opere manoscritte e a stampa di diverso impegno, da liriche e romanze a oratori e opere, pervenuteci frammentarie ad eccezione di Ratcliff in spartito per canto e pianoforte, abbondano in particolare il repertorio cameristico, rispetti, stornelli, canzoni. Esemplari di suoi lavori si trovano nella Biblioteca comunale di Trento.

Bibliografia

Musica a stampa: 4 melodie popolari friulane, Graduale per la domenica di Pasqua, Ave Maria, «Repertorio economico di musica sacra», 9 (1886), 17-24, 30-34, 35-36; Dov’è quell’arancin ch’a te donai?, Trento, Zippel, 1891; Se e Serenata, Trieste, Schmidl, 1889; Leggenda meridionale e Madrigale per pianoforte dedicati a Caterina Zampieri, Leipzig, Röder, 1891; Canti popolari trentini per canto con accompagnamento di pianoforte, Trento, Società degli alpinisti tridentini, 1892 (= Bologna, Forni, 1983); 60 canti popolari trentini, Firenze, Forlivesi, 19422, n.l. 1403; Eco del Friuli. 50 villotte. Canti popolari friulani per canto e pianoforte colla traduzione italiana raccolte e trascritte da Coronato Pargolesi, Trieste-Bologna, Schmidl & Tedeschi, 1892; Sonate en ré mineur pour violon et piano, dedicata a Raffaele Lazzari, Berlin, Simrock, 1897; Salve fronda di quercia per pianoforte, Rovereto, G. Delvai, s.d.

DBF, 625; SCHMIDLD, II, 259; MARCHETTI, Friuli, 1000; M. MACCHI, Luigi Garzoni e la coralità friulana. Atti del convegno (Tricesimo, 28 febbraio 1982), a cura di B. ROSSI, Udine, I cantori del Friuli, 1982, 10; ID., L’Isontino, centro di raccolta e di propagazione del canto popolare friulano attraverso l’opera precorritrice di Coronato Pargolesi, in Aspetti e problemi della coralità in Friuli con particolare riguardo alla provincia di Gorizia. Atti del convegno di studi (Gradisca d’Isonzo, febbraio 1981), Gradisca d’Isonzo, Biblioteca comunale, 1983, 11-21; A. ARBO, I fondi musicali dell’Archivio storico provinciale di Gorizia, Gorizia, Provincia di Gorizia, 1994, 46-50, 159-185 (catalogo); ARBO, Musicisti, 153-161, 181-183 (bibliografia); G. GRASSO, Musica per Gorizia. Un omaggio alla città, Gorizia, BSI, 2006, 44, 90.

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