PICCO CARLO

PICCO CARLO

scultore, altarista

Membro della famiglia di tagliapietra di Palmanova, della quale sono noti il fratello Andrea e un Michele, forse il padre, C. P. fu altarista e statuario attivo in Friuli e in Slovenia, nel terzo quarto del secolo XVIII. Alla parrocchiale di Bagnaria Arsa si collega la documentazione più completa sull’artista, che tra il 1743 e il 1777 venne compensato per i quattro altari laterali. Nel 1752 lasciò nella chiesa della SS. Trinità di Mortegliano l’altare del Cuore di Gesù (ora nel locale duomo). Tra il 1760 e il 1761 realizzò l’altare di S. Antonio Abate nella sacrestia del duomo di Cividale, per il quale verso la fine degli anni Settanta presentò un preventivo per l’esecuzione dell’altare di S. Giuseppe. Nel 1761 a Firmano, presso Premariacco, il P. scolpì nella parrocchiale, per l’altar maggiore, le statue in marmo bianco dei Santi Pietro e Paolo e il bassorilievo col Battesimo di Cristo del paliotto. Documentata nello stesso 1761 è la sua presenza nella parrocchiale di San Pietro al Natisone, dove ancora si conserva un suo altare. Insieme con il fratello Andrea, nel 1764 s’impegnò in qualità di perito a proposito dei lavori svolti nell’altare di S. Antonio nella chiesa di S. Francesco de intus a Udine. Un decennio dopo, intorno al 1772, compì due altari laterali della parrocchiale di Remanzacco che, caratterizzati da uguale paliotto con cartiglio centrale e dallo stesso sistema di lesene e colonne nell’alzato, ospitano entrambi una tela di Francesco Chiarottini. Il P. risulta attivo anche nel goriziano, dove nel 1765 a San Canzian d’Isonzo realizzò l’altar maggiore della parrocchiale insieme con lo scultore Paolo Zuliani. La più attenta considerazione della sua opera si deve a P. Goi, che restituisce allo scultore la Vittoria Virtù sull’acquedotto della nativa Palmanova e suggerisce l’attribuzione dell’altare di S. Antonio a Villanova della Cartera. Allo stesso C. P. viene inoltre riferita la parte scultorea dell’altare maggiore della chiesa di S. Adalberto a Cormons, costruzione che nella struttura richiama invece il disegno dei tanti altari realizzati in Friuli dai Mattiussi. Appartenente alla stessa famiglia palmarina è probabilmente anche un Bartolomeo P., autore dell’altare maggiore della parrocchiale di Aiello del Friuli e delle figure dei Santi Giacomo e Adalberto ai lati dell’altare maggiore del duomo di Cordenons.

Bibliografia

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