QUAGLIA PIETRO

QUAGLIA PIETRO (1810 - 1882)

ingegnere, progettista di parchi e giardini

Immagine del soggetto

Progetto del giardino di palazzo Antonini a Udine, disegno di Pietro Quaglia, 1867 (collezione privata).

Nacque a Polcenigo (Pordenone) nel 1810 in una famiglia di pubblici periti agrimensori operanti nella cittadina fin dal Settecento. Laureato in ingegneria, nel corso della sua vita professionale progettò edifici privati e opere pubbliche finalizzate all’attività di bonifica e di irrigazione promossa nella destra Tagliamento, delle quali scrisse nel 1874 in un articolo uscito nel «Bollettino dell’Associazione agraria friulana». Si dedicò, inoltre, alla progettazione di giardini, approfondendo le sue conoscenze in materia, forse dietro incoraggiamento del conte Ascanio Savorgnan di Brazzà, esperto nell’arte dei giardini, del quale Q. fu procuratore; si affermò così come uno dei maggiori giardinisti dell’ambiente friulano. Q. fu l’artefice della sistemazione paesistica, realizzata nel 1845, del parco di villa Policreti a Castel d’Aviano, nella quale giochi d’acqua ad effetto erano funzionali all’irrigazione delle colture; intervento elogiato da Pacifico Valussi nell’articolo intitolato Dal Friuli occidentale, uscito nell’«Annotatore friulano» del 15 ottobre 1857. A Q. si deve anche la trasformazione in senso romantico del parco di villa Manin a Passariano (1863) e del giardino di palazzo Antonini a Udine (1867), nonché la progettazione del giardino della sua abitazione, in piazza a Polcenigo, l’attuale villa Scolari-Salice, in cui si apprezza la grande abilità nella gestione di uno spazio ridotto e particolarmente difficile per la pendenza del colle. ... leggi Immerso nel mondo culturale e politico del suo tempo, Q. fu in relazione con gli scrittori friulani Caterina Percoto e Pietro Zorutti, con lo stesso Valussi, con il geografo Giovanni Marinelli, con il pittore Luigi Nono, e fece parte dell’Associazione agraria friulana, rivestendo incarichi importanti: nel 1855, l’anno in cui l’associazione si ricostituì dopo l’interruzione verificatasi a causa dei fatti del 1848, egli fu membro del comitato (l’organo tecnico del sodalizio, composto da venticinque soci effettivi), insieme, fra gli altri, all’architetto pordenonese Giovambattista Bassi, al medico carnico Giovanni Battista Lupieri, all’architetto udinese Andrea Scala, all’agronomo Gabriele Luigi Pecile. Sono opera di Q. l’incisione del 1854 che ritrae il castello e il borgo di Polcenigo e la pubblicazione sugli statuti trecenteschi della cittadina, ove nel 1882 si concluse la sua vita.

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Bibliografia

P. QUAGLIA, Della irrigazione di un vasto territorio alla Destra del Tagliamento colle acque del Cellina, «Bull. Ass. Ag. Fr.», 1874, 152-167; ID., Statuto ed ordinazioni di Polcenigo dell’anno 1356, Udine, Tip. G. Seitz, 1877. L’opera dell’Associazione agraria friulana, I (dal 1846 al 1900), Udine, Tip. G. Seitz, 1900, 10; Splendori di una dinastia. L’eredità europea dei Manin e dei Dolfin. Catalogo a cura di G. GANZER, Milano, Electa, 1996, 195; F. VENUTO, Giardini del Friuli Venezia Giulia. Arte e storia, Pordenone, GEAP, 1998, 40-41, 132-134, 213-216, 233-234; Mille protagonisti, 391-392; F. VENUTO, La Villa di Passariano dimora e destino dei nobili Manin, Passariano di Codroipo (Udine), Associazione fra le Pro loco del Friuli Venezia Giulia, 2001, 371-380; Agricoltura e villa nelle campagne friulane: possidenti, operatori e sperimentazioni colturali dall’età veneta all’annessione al Regno d’Italia, a cura di F. VENUTO, Torino, Allemandi/Istituto regionale ville venete, 2004, 132-136; A. FADELLI, Storia di Polcenigo, Pordenone, Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2009, 102-103.

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