RICCHIERI ETTORE

RICCHIERI ETTORE (? - 1597)

giurista

Visse nel secolo XVI. Di lui parla il Liruti sulla base dei cenni biografici di Silino Coridamo, pseudonimo accademico di Ferdinando Ricchieri, il primo storico della famiglia Ricchieri, lamentando che l’opera però ometta di riferire chi fossero i suoi genitori. In realtà R. apparteneva a un ramo secondario del casato che nel Cinquecento, dopo che Pordenone divenne dominio veneto, scelse il campo imperiale. Il R., laureatosi all’Università di Padova in utroque iure nell’ottobre 1548, divenne “pubblico lettore” di diritto a Salerno, Grenoble, Avignone. Ancora il Liruti riferisce che nella città della Savoia il R. compose un commento al titolo del Digesto De verborum obligationibus. L’opera fu pubblicata con il nome francesizzato di Hector Richer per i tipi di Mathia Bonhomme a Lione nel 1553, con il titolo: Commentarius Hectoris Richerii patriae Foroiuliensis ex nobilibus a Portunaonis iurisconsulti acutissimi in rubricam Pandectarum, De verborum obligationibus. Tale commento, che pare godesse del favore degli accademici, fu successivamente stampato a Francoforte nel 1617 per le edizioni di Egenolf Emmel e fu inserito nel repertorio Bibliotheca vetus et nova a prima mundi origine di George Mathias Koenig (Norimberga, 1678). Il R., rientrato a Pordenone, sposò nel 1564 Aurora di Strassoldo, figlia di Riccardo, nobile di Gorizia. In tempi recenti, Benedetti, ritornando sulla storia della famiglia Ricchieri, ricorda che, secondo una seicentesca compilazione annalistica manoscritta del pordenonese Osvaldo Ravenna, sulla vera da pozzo di palazzo Ricchieri in piazza della Motta a Pordenone si leggeva l’iscrizione: HECTORIS RICCHERII I(URIS) U(TRIUSQUE) D(OCTORIS) AC ITALIA GALLIAQUE PUBBLICI LEGUM INTERPRETIS MDLVI. Il R. sarebbe morto nella sua città d’origine nel 1597. I suoi due figli scelsero la carriera delle armi: Enea si stabilì nella contea di Gorizia diventando capitano di Gradisca per volontà di Ferdinando III d’Asburgo; Silla militò al servizio dell’arciduca Carlo d’Asburgo sotto il comando dello zio Pietro di Strassoldo. La discendenza maschile di tale ramo si estinse nel Seicento.

Bibliografia

H. RICHER [E. RICCHIERI], Commentarius Hectoris Richerii patriae Foroiuliensis ex nobilibus a Portunaonis iurisconsulti acutissimi in rubricam Pandectarum, De verborum obligationibus, Lugduni, apud Mathiam Bonhomme, 1553.
C. SILINO [F. R.], Raccolta de privilegi e regali […] concessi alla famiglia illustrissima de’ signori conti Ricchieri […], Udine, Schiratti, 1676, 62; LIRUTI, Notizie delle vite, I, 414; DI MANZANO, Cenni, 173-174; V. CANDIANI, Pordenone. Ricordi cronistorici, Pordenone, Brusadini, 1902, 387; A. BENEDETTI, Brevi notizie sui Pordenonesi illustri, Pordenone, Cosarini, 1952, 54 [estratto da «Il Noncello» (Collana di monografie pordenonesi, 2)]; Acta graduum academicorum ab anno 1526 ad annum 1537, a cura di E. MARTELLOZZO FORIN, Padova, Antenore, 1970, 20-21; A. BENEDETTI, I conti Ricchieri. Storia di una famiglia, Pordenone, Savio, 1970; Mille protagonisti, 404; G. BRUNETTIN, Pordenone e i Ricchieri: due destini incrociati, in Il Museo civico d’arte di Pordenone, a cura di G. GANZER, Vicenza, Terra Ferma, 2001, 32.

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