RUGGERI GIOVANNI DOMENICO

RUGGERI GIOVANNI DOMENICO (1696 - 1780)

pittore, violinista

Immagine del soggetto

Crocifissione, pala di Giovanni Domenico Ruggeri nella chiesa parrocchiale di Pradamano.

Nacque a Udine nel 1696 e si spense nella stessa città nel 1780. Fu pittore di una certa fama tra i contemporanei, ma venne poi dimenticato e quasi ignorato dai posteri. Le fonti ricordano sue opere di devozione soprattutto nel capoluogo friulano, delle quali sono rimaste: una pala raffigurante San Giovanni Evangelista, realizzata per l’oratorio dell’Assunta presso la chiesa di S. Maria Maddalena dei Filippini, il Purgatorio, commissionatogli dall’ospedale di S. Maria della Misericordia (1743, insieme ai dispersi Paradiso e Inferno) e la pala con San Lino papa e i santi Francesco da Paola, Liborio e Apollonia per la chiesa di S. Francesco di dentro (1756 circa), dipinti ora conservati nei Civici musei udinesi. Ad essi si aggiunge, sempre nel capoluogo friulano, un Angelo portacroce affrescato nella chiesa di S. Cristoforo (1737), le tele dedicate all’Incredulità di san Tommaso (del 1751-52) a San Biagio e all’Incontro di Gesù con i pellegrini (già nella chiesa del Santissimo Crocifisso) nel duomo, dove ha pure lasciato i Santi Rocco e Sebastiano e Omobono e Lucia nella predella della pala di San Marco del 1501 di Giovanni Martini. Nel 1736 è documentato un pagamento per il ritocco dei dipinti di Pellegrino da San Daniele sulle ante dell’organo e poi per il cupolino del Dorigny. L’attività di restauratore è documentata anche per la pala del Redentore di Palma il Giovane in S. Cristoforo nel 1754 e per la Flagellazione di Vincenzo Lugaro in S. Antonio abate, nel 1755, e l’Ascensione all’altare maggiore della chiesa di S. Valentino. ... leggi Lavorò anche per committenze al di fuori dell’ambito cittadino, come attestano la Crocifissione per la chiesa della SS. Trinità di Mortegliano; le grandi tele che raffigurano la Crocifissione e la Santissima Trinità e santi nella parrocchiale di Pradamano; la pala dedicata alla Madonna della cintura e san Nicola da Tolentino nella parrocchiale di Paderno (del 1764); la Deposizione nel santuario di Ribis; Sant’Antonio da Padova, i santi Pietro e Paolo e la Trinità nella parrocchiale di Bagnaria Arsa; la tela con San Michele arcangelo, san Martino e un santo martire nella parrocchiale di Campoformido. Gli spetta pure una Crocifissione di notevole dimensione realizzata per la chiesa dei SS. Filippo e Giacomo di Conoglano e trafugata nel 1986. Nello scarno catalogo del R. figura anche il Ritratto di Nicolò Gabrielli (1749) e il Ritratto di Bartolomeo Cordans (1753), entrambi conservati nei Civici musei di Udine, e il Ritratto del cardinale Daniele Delfino, presente nella parrocchiale di Varmo. Tra le sue realizzazioni udinesi citate dalla letteratura ma non rintracciabili o andate perdute compaiono: una pala d’altare per la chiesa di S. Agostino, il Cristo portacroce affrescato nella chiesa di S. Bernardino, una pala nella chiesa della beata Vergine del Carmine, l’Assunzione affrescata sul soffitto della chiesa di S. Quirino e una tela per l’altare maggiore della chiesa di S. Luigi Giustiniani dei padri barnabiti. Nel soffitto della chiesa parrocchiale di Pradamano aveva affrescato nel 1747 delle Scene allegoriche coperte agli inizi del XX secolo, così come l’affresco del soffitto della parrocchiale di Perteole. G. D. R., accanto alla pittura, esercitò per professione l’arte della musica: iniziò a suonare il violino in duomo nel 1719 e quattro anni dopo entrò a far parte in maniera definitiva della cappella musicale di Udine. Ottenne aumenti di paga nel 1737 (a 15 ducati annui), nel 1746 (20 ducati) e nel 1759 (25 ducati). Pur non raggiungendo ruoli principali, continuò a suonare il violino nelle funzioni sacre e negli spettacoli pubblici della città fino alla veneranda età di ottant’anni, sotto la guida dei maestri P.B. Bellinzani, Grazia, G. Micesio, B. Cordans, Rizzi e G.B. Tomadini. In occasione di un’Accademia letteraria-musicale, tenuta nel 1747 dagli allievi delle scuole dei barnabiti per la consegna della berretta cardinalizia al patriarca Daniele Dolfin, dipinse un quadro «rappresentante Arione, che si slancia in mare e viene salvato da un delfino».

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Bibliografia

G. ASQUINI, Notizie dei pittori del Friuli, a cura di P. PASTRES, Udine, Forum/Deputazione di storia patria per il Friuli, 2002, 75-76; G. e A. BERGAMINI, Leopoldo Zuccolo e il suo manoscritto sui pittori friulani, in Studi Forigiuliesi in onore di Carlo Guido Mor, Udine, Deputazione di storia patria per il Friuli, 1983, 278; G. BERGAMINI, Arte e artisti nel territorio di Mortegliano, in Mortean, 406-407, 417 n. 48; P. PASTRES, scheda, in L’Antico a Nuovo. Piccoli capolavori restaurati 1993-2000. Catalogo della mostra (Udine, 11 maggio-1 luglio 2001), a cura di G. BERGAMINI, Pasian di Prato, Leonardo, 2001, 146-149; E. LUCCHESE, schede, in Galleria arte antica II, 265-266; G. BERGAMINI, Novità su Francesco Zugno e Giovanni Domenico Ruggieri, «MSF», 85 (2005), 211-249.

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