THANNER GIAN PAOLO

THANNER GIAN PAOLO (1475 - 1550)

pittore, intagliatore

Immagine del soggetto

Particolare degli affreschi della chiesa di S. Giuseppe a Laipacco di Tricesimo. Sopra la figura di Jacum (Giacomo) sono leggibili la data, 1524, e la firma di Gian Paolo Thanner.

Era figlio dell’indoratore e pittore tedesco Leonardo. Si può pensare che sia nato intorno al 1475-80, giacché il Baldissera riferisce che Leonardo morì a Tarcento nel 1499 nella casa del figlio, pure pittore e scultore in legno (lo Joppi però scrive che Leonardo morì a Cividale nel 1500 circa). È documentato a Cividale nel 1501, come teste in casa di Giorgio Phebus ad un atto di locazione di terre in Campomolle appartenenti al nobile Triviano Savorgnano, e di nuovo nel 1502 e nel 1505. Nel 1506-08 dipingeva la facciata della chiesa di S. Biagio a Cividale, nel 1509 firmò, siglò e datò un ciclo di affreschi nella chiesa di S. Pietro a Magredis, nel 1518 e nel 1519 figurava come teste in atti stesi a Tarcento. Nel 1520 il comune di Loneriacco gli commissionò una pala intagliata e dipinta per la chiesa dei SS. Gervasio e Protasio: in tale occasione il pittore figurava come abitante in Tarcento. Intorno al 1521 scolpì una statua di S. Floriano per la chiesa di S. Maria Assunta a Qualso, nel 1524 firmò e datò gli affreschi del presbiterio e dell’arco trionfale della chiesetta di S. Giuseppe a Laipacco, nel 1526 era testimone a Tarcento, nel 1534 firmò un contratto per l’esecuzione di un ciclo di affreschi con storie della Passione per la chiesa della Madonna delle Pianelle a Nimis, nel 1535 siglò e datò gli affreschi del presbiterio e dell’arco trionfale della chiesa di S. Pelagio ad Adorgnano di Tricesimo, nel 1549 figura come creditore di una pala eseguita per la chiesa di S. Martino ad Artegna. Nel 1555 fu dato ordine ai camerari di Vendoglio di assumere uno stimatore per gli affreschi eseguiti dal pittore nella chiesa di S. Michele. ... leggi È l’ultimo atto documentato relativo a G. P. T., che probabilmente morì intorno al 1560. Dai documenti sappiamo dell’esistenza di un suo figlio, Francesco, pure pittore (ma non se ne conoscono le opere), che visse e risiedette a Tarcento nel periodo 1520-80 ed ebbe un figlio, Giovanni (notizie 1540-1610) egualmente pittore in Tarcento. Del T. si conoscono soprattutto affreschi, ancora esistenti in numerose chiesette situate nella zona tra Tarcento, Tricesimo e Cividale, spesso veri e propri cicli che coprono le pareti di piccoli presbiteri con storie sacre, figure di apostoli e santi. Tra i più interessanti, quelli delle chiese di S. Pietro a Magredis, S. Maria delle Pianelle a Nimis (staccati e collocati nella parrocchiale), S. Pelagio ad Adorgnano, S. Giuseppe a Laipacco di Tricesimo, S. Andrea a Svina presso Caporetto, delle vecchie parrocchiali di Racchiuso, Premariacco e Vendoglio. Si conoscono due sole opere su tavola, nella chiesa di S. Giacomo a Ribis (Quattro Santi, 1510 circa) e nella chiesa di Ronchis di Prestento (Madonna con Bambino e Santi, 1547). Fu un pittore «senza scuola», nonostante l’insegnamento del padre ed i blandi richiami che di volta in volta si possono fare ad opere di Antonio da Firenze, Gianfrancesco da Tolmezzo, ma soprattutto Pellegrino da San Daniele, che rimase il suo maestro ideale, peraltro non capito. Ebbe modo di vedere anche delle stampe e da esse probabilmente derivò quelle tendenze d’ispirazione nordica che si avvertono pressoché in tutta la sua produzione, da Magredis e Racchiuso a Svina e Vendoglio. Il suo linguaggio popolareggiante, evidenziato da tanti curiosi particolari, diventa ancora più esplicito nella chiesa di S. Giuseppe a Laipacco, in alcune figure profane (un cameraro, una madre con bambino) identificate con il nome friulano, ciò che rappresenta un caso unico nell’arte locale. E toni ancor più popolari si ravvisano negli affreschi delle chiesette di S. Leonardo a Variano, S. Stefano a Buttrio, S. Michele a Carpeneto, che non sembrano del tutto rientrare nella sua poetica e in via di ipotesi possono essere assegnate allo sconosciuto suo figlio. L’incredibile serie di commissioni pervenutegli, visto il modesto livello qualitativo della sua pittura con figure sgraziate e prive di proporzioni, il secco chiaroscurare e l’incerta impaginazione delle scene, inducono ad una sola considerazione: che la sua pittura era a misura di committente e che i suoi “fumetti” risultavano immediatamente comprensibili ad una popolazione non preparata ad apprezzare le eleganze formali dei maggiori pittori dell’epoca.

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Bibliografia

G. MARCHETTI, Il pittore del coro di Racchiuso, «Quaderni della FACE», 9 (1956), 3; ID., Per un piatto di minestra il bravo maestro Giampaolo dipingeva, «La Vita Cattolica», 16 dicembre 1956; ID., Gian Paolo Thanner pittore e intagliatore in Friuli, «Sot la nape», 9/4 (1957), 5-13; ID., Ancora pitture di Gian Paolo Thanner, «Sot la nape», 10/2 (1958), 1-5; A. RIZZI, Novità su Gian Paolo Thanner pittore “popolaresco” del ’500 in Friuli, «Sot la nape», 30/3-4 (1978), 76-85; I. DREOSTO, La chiesa di S. Pelagio in Adorgnano di Tricesimo, Udine, La Nuova Base, 1979; M. JENKO-URŠIČ, Zuan Paulo Tonnar, «Zbornik za umetnostno zgodovino», 18 (1982), 17-71; F. QUAI - G. BERGAMINI, Documenti per lo studio dell’arte in Friuli nei secoli XV e XVI. X, «Sot la nape» 40/2 (1988), 14-15; Un pittore popolare del Cinquecento Friulano, Tricesimo, Parrocchia di S. Maria della Purificazione, 1998; Guida artistica del Friuli, indice; M. JENKO, Zuan Paulo Tonnar (Thanner), in Gotik in Slowenien. Catalogo della mostra (Lubiana, 1 giugno-1 ottobre 1995), Ljubljana, Narodna Galerija, 1995, 304-307; L’Antico a Nuovo. Catalogo della mostra (Udine, 11 maggio-1 luglio 2001), Pasian di Prato, Editrice Leonardo, 2001, 33-36, 190-191; Arte in Friuli. Dal Quattrocento al Settecento, a cura di P. PASTRES, Udine, SFF, 2008.

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