VALERI (DE’) VALERIO

VALERI (DE’) VALERIO (? - 1818)

tipografo, libraio

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Frontespizio dell'opera "La cascina. Dramma giocoso del celebre signor avvocato Carlo Goldoni", edito a Gorizia da Valerio Valeri nel 1773 con il titolo di '€œStampatore del cesareo regio governo, ed incliti stati provinciali'.

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Antiporta e frontespizio dell'"Istoria delle turbolenze della Polonia..." di Giacomo Casanova, Gorizia 1774.

Nacque a Cividale del Friuli, dove impiantò e gestì una tipografia (presto affiancata da una cartiera) attiva dal 1765 al 1771, per trasferirsi, successivamente, a Gorizia. La prima fase dell’attività del V. va considerata importante principalmente perché riportava la stampa a Cividale dopo quasi tre secoli di assenza; inoltre, grazie a questa iniziativa, Cividale, dopo Udine divenne il secondo centro friulano a poter vantare una tipografia nel XVIII secolo. La produzione era incentrata quasi esclusivamente su opere minori e stampati di carattere amministrativo, come tipico delle tipografie di provincia, con alcune eccezioni che rivelavano l’ambizione dello stampatore a non confinare l’attività alla sfera locale. Tra il 1769 ed il 1771 uscivano quattro tomi, su otto inizialmente previsti, dei primi undici libri del compendio all’Istoria ecclesiastica del domenicano Giuseppe Agostino Orsi, lavoro non indifferente sia per l’estensione del testo (sono oltre 1300 pagine in-ottavo), che per la buona esecuzione tipografica. L’edizione documenta, da parte del V., anche una discreta attività di libraio, attestata dal catalogo di oltre trecento titoli di vario argomento venduti nella libreria cividalese, stampato nel secondo tomo dell’opera. Sempre nel 1769 veniva alla luce il primo e, almeno allo stato attuale delle conoscenze, unico volume di una raccolta di scritti di Rodolfo Coronini Cromberg (Operum miscellaneorum tomus primus), frutto della travagliata collaborazione tra il V. ed il grande tipografo veneziano Antonio Zatta. Dopo l’uscita del volume, edito a Venezia in una pregiata edizione in-folio, il rapporto con lo Zatta si interruppe, probabilmente a causa del Coronini, che, a quanto pare, avrebbe estromesso il tipografo friulano dalla continuazione dell’impresa. ... leggi Il V., tuttavia, preferì non denunciare subito lo scorretto comportamento del nobile erudito, probabilmente sia perché già intenzionato a trasferirsi a Gorizia, dove il letterato era personaggio molto in vista, sia in virtù delle frequenti commissioni tipografiche affidate in seguito dal conte al V.; l’azione legale venne avviata, infatti, solo successivamente alla morte del conte, negli anni 1792 e 1793. Lo spostamento della ditta a Gorizia, in territorio austriaco, avvenne probabilmente sul finire del 1772 (le prime edizioni si datano al 1773) ed interruppe il regime di monopolio in cui il veneziano Giuseppe Tommasini aveva operato in città dal 1755; il V. avviava la nuova attività con il titolo di “Stampatore del cesareo regio governo ed incliti stati provinciali”. La produzione del V. a Gorizia fu piuttosto modesta, specialmente dal punto di vista qualitativo, e si rivolse quasi esclusivamente ai bisogni delle istituzioni politiche e culturali locali (spicca il notevole numero di edizioni di libretti d’opera). In totale, i lavori sicuramente usciti dai torchi della ditta de’ Valeri nel XVIII secolo ammontano a 327, contro le 222 edizioni dell’officina concorrente dei Tommasini. Accanto alle pubblicazioni di importanza minore, il V. aveva stampato, però, anche opere di un certo peso. Si data al 1773 l’edizione, in-quarto, dell’opera di Carlo Morelli Del saggio storico della contea di Gorizia dall’anno 1550 all’anno 1600, che un tempo si credeva impressa a Udine presso i Gallici, con la falsa indicazione di stampa di Gorizia. L’anno seguente il cividalese avviava la stampa dell’Istoria delle turbolenze della Polonia dalla morte di Elisabetta Petrowna fino alla pace fra la Russia e la Porta Ottomana in cui si trovano tutti gli avvenimenti cagioni della rivoluzione di quel regno di Giacomo Casanova. La difficile collaborazione tra autore e stampatore, tuttavia, si tradusse in una realizzazione solo parziale del progetto: nel 1774 uscirono, in-ottavo, le due parti del primo tomo dell’opera e, sul finire del 1775, la prima parte del secondo; l’ultima parte rimase manoscritta. Sempre nel 1774 il tipografo si impegnava in un’altra notevole operazione editoriale, meno nota della precedente, ma molto importante per la realtà locale: la stampa della «Gazzetta goriziana», primo periodico venuto alla luce nel Friuli Venezia Giulia. Pubblicato in quattro pagine in-quarto dal 30 giugno 1774 al 19 dicembre 1776, il foglio era andato progressivamente ad arricchire il ventaglio di temi affrontati, che spaziavano dalla cronaca locale ai temi letterari e scientifici, all’attualità politica internazionale (non senza valorizzare, anche se in maniera saltuaria, l’attività della libreria e della stamperia del V.). Un secondo periodico venne alla luce nel 1781: si tratta delle «Notizie della imperial regia Società agraria delle unite contee di Gorizia e Gradisca», foglio a specializzazione scientifica. Pubblicato in-quarto, uscì come quindicinale nel 1781, per proseguire fino al 1788 con cadenza irregolare e con qualche variazione nel titolo e nei contenuti; la tiratura oscillava tra le 200 e le 300 copie a fascicolo e va considerato come uno dei frutti più importanti della lunga collaborazione fra la tipografia e la Società agraria, attiva a Gorizia dal 1765. Dopo i contatti con il Casanova, il tipografo incontrò un secondo letterato di caratura internazionale, fermatosi in città: Lorenzo Da Ponte di cui nel 1780 stampò, accanto ad alcuni lavori minori, la traduzione dal latino dei Fasti goriziani di Rodolfo Coronini Cromberg, arricchiti, nell’ultima parte del volume, da uno scritto originale del Da Ponte: Gli incomodi dello studio. Nel 1784 il cividalese mutava la ragione sociale della propria ditta, affiancando al proprio nome quello dei figli; la vivacità del periodo precedente non venne comunque eguagliata né da iniziative particolarmente originali, né da collaborazioni importanti, in linea con la generale decadenza del peso politico e culturale della contea. La tipografia passava definitivamente nelle mani degli eredi nel 1798 (“Fratelli de’ Valerj”); il tipografo morì in miseria nel 1818, a Gorizia. La ditta, sotto la guida del figlio Pietro, sarebbe rimasta attiva ancora per qualche decennio, fino alla cessione a Giambattista Seitz, nel 1848, non senza pubblicare, nel 1823, un Saggio dei caratteri esistenti nella tipografia di Pietro de Valeri, di 38 fogli di estensione.

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Bibliografia

D. FAIN, Proposta per gli annali tipografici di Valerio de’ Valeri (Cividale 1765-Gorizia 1818), t.l., Università degli studi di Udine, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 1983-1984; G. MANZINI, La «Gazzetta goriziana». periodico anticipatore del problema agrario, in Atti del II congresso nazionale di Storia del giornalismo, Trieste, Comitato provinciale di Trieste, 1966, 99-102; G.M. DEL BASSO, La tipografia a Cividale del Friuli dall’origine alla fine del secolo XVIII, «Atti dell’Accademia di scienze, lettere e arti di Udine», 8 (1973-75), 159-168; M. DE GRASSI, Cultura, impegno scientifico e arte della stampa, in Maria Teresa, 131-144; A. GALLAROTTI, Per una storia dell’editoria goriziana dell’Ottocento. Le raccolte della Biblioteca Statale Isontina e della Biblioteca civica, Gorizia, Biblioteca statale isontina, 2001; GROSSI, Annali della tipografia, indice; M. CASTAGNARA CODELUPPI, Valerio de’ Valerij imprenditore della seconda metà del ’700, «Quaderni cividalesi», 14 (1987), 41-46; R. GORIAN, Editoria e informazione a Gorizia nel Settecento: la “Gazzetta goriziana”, Trieste, Deputazione di storia patria per la Venezia Giulia, 2010 (Fonti e studi per la storia della Venezia Giulia. Serie 2, Studi, 19).

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