VISINTIN PIERLUIGI

VISINTIN PIERLUIGI (1946 - 2008)

saggista

Immagine del soggetto

Pierluigi Visintin nel 1997.

Nacque a San Giorgio di Nogaro (Udine) il 23 dicembre 1946. Conseguita la maturità classica presso il Liceo classico Iacopo Stellini di Udine, si laureò in chimica presso l’Università di Trieste e fu insegnante di materie scientifiche. Studioso e polemista versatile, si dedicò dapprima alla ricerca storica, producendo I giorni del Cormôr (1991), dramma teatrale sulle grandi lotte bracciantili del 1950 nella bassa friulana, “Che il mondo attonito sta”. Giuseppe Nogara, luci e ombre di un arcivescovo (1992), sull’operato del vescovo di Udine Giuseppe Nogara, scritto con Alessandra Kersevan, e Come si vincono le elezioni (1993), sulle elezioni del 1948 in Friuli, scritto con Faustino Nazzi. Libri che fecero scalpore, in particolare quello sul vescovo Nogara, indicato come collaborazionista dei fascisti; la vicenda finì in tribunale per la denuncia dell’ex presidente della giunta regionale Antonio Comelli. Negli anni Novanta fu direttore della collana di storia e politica “I quaderni del Picchio” della editrice Kappa Vu (“Picchio” fu il suo “nom de plume”, a dichiarare determinazione e penetrazione, da intellettuale senza compromessi) e per primo contrastò le manovre revisionistiche nell’ambito della storiografia resistenziale di Marco Pirina, il neofascista coinvolto nell’inchiesta sul golpe Borghese, denunciandone i trascorsi. Nel 1995 pubblicò il saggio biografico su Piero Pezzé musicista europeo nel Friuli del Novecento, riscattando dall’ingiusto oblio il grande musicista e compositore udinese. Di taglio narrativo il virulento pamphlet Il Sommo Stregone (2001) in cui V., ateo militante, diede sfogo al suo viscerale anticlericalismo. ... leggi Dal 1998 al 2004 collaborò con la sede Rai di Trieste, iniziando con la serie di sceneggiati radiofonici Avventure friulane di Casanova, cui fecero seguito cinque radiodrammi tratti da racconti di autori friulani (compreso il suo Processo e morte di Socrate detto “il tafano”), la serie Esopo friulano e, in collaborazione con il maestro Davide Pitis, Viaggio in Friuli con poeta e Casanova gourmet. Altra sua passione fu quella per la lingua friulana, che si concretizzò in una serie di traduzioni dal latino (la Moscheide e alcuni libri del Baldus di Teofilo Folengo, i primi sei libri dell’Asino d’oro di Apuleio, diverse satire di Orazio) e dal greco (il Ciclope di Euripide, la Teogonia di Esiodo, oltre duecento favole di Esopo, settantasei delle quali in versi, pubblicate in volume nel 2001). Insieme con Alessandro Carrozzo tradusse in esametri friulani l’Odissea di Omero; il lavoro fu pubblicato, con testo greco a fronte, dalla Kappa Vu, editrice di gran parte delle opere di V. (Odissee, 2006). Nel 2000, in collaborazione con il compositore Claudio Cojaniz e con il poeta Luciano Morandini, iniziò a lavorare a un progetto sul partigiano Gelindo Citossi detto “Romano il mancino”; ne nacquero la Cantata al monco senza rima, testo italiano di Morandini, quattro canzoni in friulano di V., musiche di Cojaniz (prima esecuzione nel 2002), e il libro di V. Romano il Mancino e i Diavoli Rossi. Altri spettacoli-concerti V. realizzò in collaborazione con il compositore Davide Pitis: Babêl/Babele (2001), Che lingua batterà il mio orecchio, chi ascolterà le mie canzoni (2003), I giorni del riscatto, una cantata in esametri italiani in memoria della Zona Libera della Carnia, con testi in carnico di Leonardo Zanier, che fu eseguita al teatro Ristori di Cividale come anteprima del Mittelfest 2004, voce recitante Omero Antonutti. Nel 2005 sceneggiò Un canto di Natale di Dickens per la Filarmonica del Friuli Venezia Giulia e curò la metrica delle canzoni del musical Una magica notte d’estate di Mauro Fontanini. Scrisse anche diversi racconti, pubblicati, come molte delle sue traduzioni, sulla rivista «La Comugne»: L’orcolat, Oms di una volte, La grande lote dal mostri dal lâc di Cjavaç, La “Odissee” dai Cjargnei a Lignan, La vuardie dai muarts, La storie di frari Cevole e de plume dal agnul Gabriel, La grande aventure dal contadin di Dalentis, La storie di Amos e Riche. Nel 2003 vinse il premio San Simon di Codroipo, sezione saggistica, con il saggio Friûl e furlans te Histoire de ma vie di Giacomo Casanova. Nel 2005 lavorò al progetto di riscoperta del pittore sangiorgino Alfonsino Filipputti detto Angiolino, il “cantastorie col pennello” autore di 364 tempere su carta illustranti la guerra e la Resistenza nella bassa friulana, in Italia e nel mondo. V. curò la mostra itinerante di 138 tempere, la parte biografica del catalogo (di Giancarlo Pauletto quella estetica) e la sceneggiatura del documentario realizzato per la regia di Gianfranco Rados. Morì a Udine il 13 agosto 2008, lasciando numerosi scritti inediti. Postumo uscì nello stesso anno il poema in ottave di endecasillabi Sciaquoneide, intitolato all’ordine goliardico degli Sciacquoni di cui V. fu membro particolarmente esuberante; nel 2010 fu pubblicato il saggio Casanova gourmet.

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Bibliografia

T. MANIACCO, Le lotte contadine nella Bassa. L’emigrazione e il neorealismo in Friuli, «Nuova Emigrazione», aprile 1992; ID., Leggere il Friuli nello note di Pezzé, «Il Gazzettino», 21 aprile 1995; D. CERRONI CADORESI, Pezzé e il sogno della musica, «MV», 28 maggio 1995; R. DELLA TORRE, Voci e strumenti: il ’900 in un intreccio di idiomi, ibid., 23 settembre 2001; L. MORANDINI, Visintin. Da Omero alla grande siccità, «Il Gazzettino», 10 ottobre 2001; M. TURELLO, Il Picchio anticlericale di nuovo in campo, «MV», 15 ottobre 2001; L.G. NARDIN, Par furlan, Esôf al scrîf poesiis, «La Patria del Friuli», 7 (2002); M. TURELLO, La lingua friulana per riscoprire Esopo, «MV», 17 aprile 2002; A. MIORIN, L’avventura di Gelindo Citossi in un libro e in un quasi musical, «Il Gazzettino», 25 aprile 2002; S. FACHIN SCHIAVI, Esopo. La versione di Pierluigi, ibid., 5 giugno 2002; F. FABBRONI, La Carnia, un’isola di civiltà nell’inumanità della guerra, «MV», 10 luglio 2004; A. MONTELLO, Mittelfest parte bene con I giorni del riscatto, ibid., 12 luglio 2004; L. MORANDINI, L’espressione come ragione di vita, «Il Nuovo Friuli», 18 marzo 2005; P. SPIRITO, Angiolino, l’ultimo pittore e cantastorie, «Il Piccolo», 16 aprile 2005; M. TURELLO, Odissee di Omêr, un poema in friulano, «MV», 30 agosto 2008.

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