CLAPIZ MATTEO

CLAPIZ MATTEO (? - 1546)

notaio

Immagine del soggetto

Segno di tabellionato e sottoscrizione del notaio Matteo Clapiz (Udine, Archivio di stato, Pergamene).

La famiglia discendeva da un Giacomo Clapiz o Clapici o Clapiceo, pellicciaio di Venzone trasferitosi a Udine agli inizi del Quattrocento, il cui figlio Mattia “pellipario” fu notaio tra 1424 e 1435. Da Giacomo di Mattia nacque M. C., anch’egli notaio – come il nonno omonimo – e cancelliere della comunità di Udine dal 1512 fino alla morte nel 1546. La casa dei Clapiz apparteneva a quel complesso di edifici che si affacciavano sul lato meridionale della piazza ora chiamata Libertà, affittata a metà Cinquecento al piano terra al libraio Bertolino di Giovanni Lorio. La nomina del C. nel 1512, in sostituzione di Giovanni Monticoli che aveva lasciato la città, coincise con il decreto che stabiliva come requisito per il cancellierato la residenza in Udine con la famiglia da almeno dieci anni. L’attività del C. nel collegio notarile cittadino è testimoniata dal suo viaggio nel 1508 con Antonio Belloni a Padova per studiare gli statuti notarili del luogo a seguito della proposta dello stesso Belloni di imporre il numero chiuso alla categoria; successivamente il C. fu anche priore del collegio nel 1517, 1524, 1535. Per deliberazione del 25 aprile 1518 del consiglio della comunità compilò – a conclusione dei lavori di una commissione nominata ad hoc e composta da Gregorio Amaseo, Giovanni Candido, Nicolò Monticoli, Gerolamo degli Onesti – la Matricola nobilium o Conscriptio nobilium o Matricola Clapicea o Libro d’oro che, a seguito della riforma degli organi di governo cittadini del 1513 del luogotenente Trevisan, registrava le famiglie udinesi dell’ordine nobile con diritto di sedere nel Maggior consiglio, ufficializzando una divisione cetuale con i popolari, divisione di fatto già esistente. ... leggi L’ordine di compilazione prevedeva, secondo quanto stabilito dal consiglio della comunità, di registrare dapprima «i più graduati», poi all’interno della stessa famiglia dapprima «i più anziani», alla fine «i più giovani». Tra i nobili del consiglio figurano anche il C. e il fratello Francesco, iscritti per i meriti del cancelliere verso la città. La Matricola originale è conservata presso la Biblioteca civica di Udine; nel 1903 fu edita in una pubblicazione per nozze a cura di Nino Tenca Montini (Le famiglie della nobiltà udinese e le cariche pubbliche, 1513-1797), introdotta da un breve saggio sulla Riforma del 1513 e sulla divisione tra ordine nobile e ordine popolare, mantenuta fino alla caduta della Repubblica Veneta. Nel marzo 1522 ci fu, come è registrato negli Annales e come sottolinea anche un apografo della Cronaca delle famiglie nobili di Nicolò Monticoli, un tentativo di opposizione al Libro d’oro da parte dei popolari, forse fomentati dai castellani, ma si arrivò con l’intervento del luogotenente Vincenzo Capello a una composizione della questione, compensando i popolari con l’attribuzione del titolo di “ser” esteso a tutti i cittadini, eccettuati i cavalieri e i nobili veneti a cui competeva l’attributo di “magnifico”, i dottori da indicarsi con “domino”; ma in questo modo i nobili castellani furono equiparati ai nobili cittadini. Negli atti pubblici i cancellieri, a cominciare dal C., rispettarono tale regola. Negli Annali della comunità udinese tra le convocazioni del 9 e 21 dicembre 1540 è inserita di mano del C. una descrizione della siccità che nel 1500 colpì l’intera Italia, Monumentum causa siccitatis, brano che Joppi selezionò insieme con note estratte dagli atti di Roberto da Latisana, Antonio Belloni, Sebastiano Decio tra le fonti del primo Cinquecento costituenti la Raccolta di cronache forogiuliesi. Atti processuali e carte sciolte relative all’attività notarile del C. del periodo 1505-41 si trovano presso l’Archivio di stato di Udine.

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Bibliografia

ASU, NA, M. Clapiz, 5514; mss BCU, Annales, 44, f. 69r-70v; 50, f. 78v-79r; Ibid., Joppi, Raccolta di cronache forogiuliesi, 66; ivi, Matricola nobilium 693.

N. MONTICOLI, Cronaca delle famiglie udinesi, a cura di E. DEL TORSO, s.l., 1911, 52 (= Bologna, Forni, 1980); SOMEDA DE MARCO P., Notariato, 65; Archivum Civitatis Utini, I, a cura di P.C. IOLY ZORATTINI, voce Cancellieri della città, Udine, Del Bianco, 1985, 232; Archivum Civitatis Utini, II, a cura di L. CARGNELUTTI, voce Cittadini, Udine, Del Bianco, 1991, 60-63; M. MANIASSI, Antonio Belloni: un umanista tra le carte di un notaio nella Udine del Cinquecento, in Studi in memoria di Giovanni Maria Del Basso, a cura di R. NAVARRINI, Udine, Forum, 2000, 148-149; V. MASUTTI, In Cortina “in capite burgi Feni”, in Casa Beltrame in Udine. Storia di una farmacia, Udine, AGF, 2004, 46-47.

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