ROBERTO DA LATISANA

ROBERTO DA LATISANA

notaio, cronista

Notaio, si conservano suoi atti rogati a Udine dal 1480 al 1531. Fu priore del collegio notarile nel 1505, 1519, 1527. Fu detto anche R. “Salernius” o Salernita, essendo il padre Giovanni uno speziale originario della città di Salerno. Da Latisana R. si portò a Udine, “pupillo” della madre vedova, diventando cittadino. Secondo il contemporaneo Giovanni Candido, R. avrebbe aggiornato («plura adiecit») il Thesaurus della chiesa di Aquileia redatto nel secolo XIV da Odorico Susanna per volontà del patriarca Marquardo. Secondo il Liruti, avrebbe anche estratto memorie da carte pubbliche, componendole in un Liber memorabilium, che però lo stesso Liruti asseriva di non avere reperito. Dopo il suo ultimo atto notarile, datato 30 novembre 1531, una nota avverte con rammarico il lettore che R. ha cessato un lavoro condotto con massima competenza. A partire dal 1532 non si registrano sue presenze negli atti del collegio dei notai di Udine. Dai suoi protocolli furono estratte nell’Ottocento da Bianchi, Ciconi e Joppi brevi note, rimaste manoscritte, originariamente redatte in latino e intercalate ai rogiti, a partire dalla rivolta del giovedì grasso («que˛ vulgo dicitur ‘la zobia grassa’» si legge nel protocollo del 1511, f. 4v) e del terremoto del 1511 fino al passaggio di Carlo V in Friuli con soggiorno al castello di Porcia nel 1532. Si tratta di note che, unite e comparate a quelle trovate tra i rogiti di altri notai (Antonio Belloni, Sebastiano Decio, Francesco Porzio), furono utilizzate per ricostruire insieme con le cronache di contemporanei più o meno coinvolti nei fatti (Leonardo e Gregorio Amaseo, Giovanni Antonio Azio, Giovanni Battista di Cergneu, Agostino Colloredo, Marcantonio e Lapro Emiliani) il quadro anche minuto degli anni delle guerre del Cinquecento in Friuli. ... leggi In particolare, le annotazioni di R. hanno suscitato interesse per le informazioni sulla durata delle scosse (al momento della prima scossa il notaio si trovava sotto la Loggia del Lionello) e sui danni provocati al castello di Udine dai terremoti del 1511 e del settembre 1514, sull’incendio di una parte ancora utilizzata dello stesso castello provocato, secondo la voce popolare, da mercenari a cui non era stato dato lo stipendio tra 25 e 26 gennaio 1512, informazioni che integrano quelle di altre cronache.

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Bibliografia

ASU, NA, R. da Latisana, 5341-5343 (la nota sulla cessazione dell’attività notarile in 5343, 3, f. 132v). Copie degli estratti di R. in mss BCU, Principale, 715, 777; ivi, Joppi, 66.

G. CANDIDO, Commentariorum Aquileiensium, Venetiis, per Alexandrum de Bindonis, 1524, VII; LIRUTI, Notizie delle vite, I, 299-300; L. e G. AMASEO - G.A. AZIO, Diarii udinesi dall’anno 1508 al 1541, Venezia, R. Deputazione veneta di storia patria, 1884, 528; N. MONTICOLI, Cronaca delle famiglie udinesi, a cura di E. DEL TORSO, s.l., 1911 (= Bologna, Forni, 1980); SOMEDA DE MARCO P., Notariato, 65.

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