PECILE DOMENICO E GABRIELE

PECILE DOMENICO E GABRIELE

tipografi

Non abbiamo notizie biografiche precise sui fratelli P. Essi nacquero presumibilmente nella prima metà del Settecento. La famiglia, oriunda di Fagagna, ottenne la cittadinanza a Udine all’inizio del Settecento. Gabriele sposò Rosa Lazzarini vedova Simonetti, proprietaria di case in via Pescheria vecchia, l’attuale via Canciani. I fratelli Pecile iniziarono la loro attività di tipografi nel 1798 stampando i Ragionamenti e omelie scelte di mons. Francesco Trento e alcuni scritti di Francesco Rota, tra cui la Memoria per la riduzione a coltura dei beni comunali e il Saggio epistolare sopra la tipografia del Friuli di Antonio Bartolini. La tipografia aveva sede in contrada S. Pietro Martire, mentre la libreria si trovava presso il Monte di pietà in piazza S. Giacomo. I Pecile ottennero il titolo di “tipografi dipartimentali e dispensatori delle stampe pubbliche”. Essi erano probabilmente massoni e fecero parte della Loggia St. Jean “Les amis de l’Ordre”, nata nel 1806; lo fa supporre la pubblicazione, nel 1807, da parte loro di un opuscolo in cui si descrive la cerimonia di regolarizzazione della Loggia. In quel periodo la tipografia Pecile assunse il nome di “L’imprimerie de la Verité” e successivamente “Peciliana”. Bartolomeo Gamba nel suo Viaggio a Udine, Trieste e Fiume in luglio 1800 si espresse in questo modo sulla tipografia dei P.: «ditta solidissima e che si estende in altri rami di commercio estranei a quello di libri e stampe. Ha due torchi di stampa ed è molto bene fornita di nuovi caratteri sia nostrani che ultramontani. Uno di essi torchi è di singolare fattura, eccellentemente lavorato, e che facilita la buona impressione delle stampe. L’inventore e artefice è certo Francesco Comelli di Udine che ora sta nelle prigioni di Venezia per opinioni politiche […]». I Pecile collaborarono, creando una società, con i librai Mattiuzzi di Udine: il 16 aprile 1822 venne stipulato il contratto tra le due parti che prevedeva l’affitto dei locali e di tutte le attrezzature, a partire dal novembre dello stesso anno per dieci anni. ... leggi Testimone dell’atto fu l’abate Quirico Viviani. Il contratto aveva una clausola che stabiliva che tutte le stampe portassero nel frontespizio la dicitura: «Editori li fratelli Mattiuzzi. Nella tipografia Pecile». Nel 1832, alla scadenza del contratto, l’attività inizialmente fu sospesa; fu successivamente riavviata, ma dopo gli anni Quaranta si concluse definitivamente. Fra le opere promosse dall’impresa Mattiuzzi-Pecile, oltre alla produzione tipica di tutte le tipografie dell’Ottocento ossia componimenti per nozze, monacazioni, sacerdozi, lunari, abbecedari ecc., ci sono anche alcune edizioni prestigiose: l’Architectura di Vitruvio in otto volumi e tavole illustrative, che fu considerata all’epoca il massimo sforzo editoriale verificato a Udine; La Divina Commedia di Dante Alighieri giusta la lezione del codice bartoliniano in quattro tomi, stampata tra il 1823 e il 1827, e la Collezione di opere scelte di autori friulani che fu edita dal 1825 al 1831, che comprende tra l’altro le Storie dei fatti de’ Longobardi di Paolo Diacono in due volumi, l’Edizione completa degli scritti di agricoltura, arti, e commercio di Antonio Zanon in dieci volumi, le Opere scelte di Iacopo Stellini e la Collezione delle opere dei padri e di altri autori ecclesiastici della chiesa aquileiense in nove volumi. I testi stampati dai fratelli Pecile sono, in coerenza con i canoni neoclassici del periodo, da ricordare per la perfetta leggibilità dei caratteri, per la sobrietà dei fregi, per l’armonia che li contraddistingue. Domenico morì nel 1826 in quanto ebbe un figlio postumo, Luigi Mario, che nacque appunto nel novembre del 1826 e del quale si prese cura lo zio Gabriele. Luigi Mario, che in seguito, per onorare lo zio, assunse il nome di Gabriele Luigi, fu tra i più attivi patrioti del Friuli e successivamente fu sindaco di Udine e senatore del Regno d’Italia.

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Bibliografia

CLIO, 8216-8217; COMELLI, Arte della stampa, 168, 180, 209, 210, 214; A. CELOTTI, La Massoneria in Friuli. Prime ricerche sulla sua esistenza e influenza, Udine, Del Bianco, 1982, 44, 92, 95, 104, 105, 133; Fabio di Maniago e la storiografia artistica in Italia e in Europa tra Sette e Ottocento, a cura di C. FURLAN - M. GRATTONI D ’ARCANO, Udine, Forum, 2001, 95-97, 101-102.

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