STRASSOLDO (DI) GIOVANNI

STRASSOLDO (DI) GIOVANNI (1547 - 1610)

poeta, astrologo

Immagine del soggetto

Frontespizio dei "Poemi scritti parte in lingua italiana volgare...", raccolta di Giovanni di Strassoldo, Udine 1592.

Era figlio di Marcantonio e di Lucrezia Cossio dei signori di Codroipo. Nacque nel 1547 come si legge nell’epigrafe presente nella chiesa di S. Francesco della Vigna a Udine, e come studi recenti e documentati confermano senza esitazione; in passato il Liruti ed altri studiosi hanno sostenuto che fosse nato il 3 settembre 1544, fondando le loro argomentazioni su una lettera dello stesso G.d. S. a Giovanni Antonio Magini conservata nella biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. Come molti esponenti dell’aristocrazia friulana la sua istruzione prese avvio in città con maestri come Fausto da Longiano, Francesco Filomeno e Iacopo Fannio. Divenne «erudito nelle buone lettere in tutte le lingue greca, latina ed italiana fece non ordinario profitto» (Liruti). A partire dal 1562 frequentò l’Università di Padova: compare negli Acta graduum academicorum Gymnasii Patavini in data 25 aprile 1562 come testimone nell’esame di dottorato comitale in diritto canonico. È presumibile che abbia frequentato lo studio come studente senza conseguire la laurea. A Padova si sviluppò il suo amore per la poesia e, ad appena diciotto anni, accolse l’invito, esteso a molti poeti dell’epoca, rivolto da Cornelio Frangipane, per celebrare con versi la fontana Helice da costui fatta costruire a Tarcento per ricordare la sua amata Orsa Hofer. I componimenti poetici raccolti dal Frangipane furono pubblicati nel 1566 a Venezia e comprendono i due sonetti del d. S. Dallo studio e dall’ambiente culturale patavino animato dalla presenza di Torquato Tasso, studente ed allievo di Sperone Speroni, e del Siconio di cui sono indubbi i prestiti nelle liriche strassoldiane, in breve G.d. S. si trovò impegnato a fronteggiare il pericolo turco. Il 18 gennaio del 1571 Luigi Giustiniani sotto indicazione del Serenissimo dominio veneto chiedeva al consiglio della città di Udine il contributo di una nave da guerra da aggregare alla flotta veneziana e di un comandante. ... leggi A queste richieste il consiglio rispondeva positivamente nominando il d. S. sopracomito della nave. Questi armò una galera a proprie spese e si ricongiunse alla flotta veneziana a Messina. In quel mare la flotta rimase ancorata per lungo tempo e sulla nave friulana scoppiò un’epidemia di peste che decimò l’equipaggio, tanto che il comandante si trasferì sulla galera di Daniele Moro per partecipare valorosamente alla battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571. Il d. S. ritornò in Friuli ad autunno inoltrato. In patria si ritirò dalla vita pubblica e si diede a coltivare le sue passioni: l’amata poesia, lo studio della matematica, quello dell’astrologia giudiziaria, ossia dell’arte di leggere il giudizio del cielo sulle vicende terrene. Giacomo Zabarella da Padova filosofo e astrologo tenne in grande considerazione le sue abilità nell’astrologia giudiziaria e così pure Giovanni Antonio Magini, cattedratico a Bologna (preferito persino a Galileo), autore delle Ephemerides coelestium motium, un testo sul quale lo studioso friulano si formò. Con il Magini agli inizi del Seicento il d. S. ebbe un interessante scambio epistolare. In veste di astrologo compilò l’oroscopo di Filippo II di Spagna e lo inviò al sovrano al quale dedicò anche una raccolta, da lui organizzata, di Poemi scritti parte in lingua italiana volgare, et parte latina (1592) per rendere omaggio allo splendore architettonico dell’Escorial: rappresenta la sua impresa poetica maggiormente apprezzata. Precedentemente nel 1578 compose sonetti per la morte del doge Sebastiano Venier, nel 1586 un suo sonetto comparve nella silloge di Giovanni Savorgnan Raccolta di diverse composizioni […]. Altri versi furono dedicati tra l’altro alla pubblicazione dell’Angeleida di Erasmo di Valvasone e alla costruzione del ponte di Rialto; due sonetti A lo Spirito santo nel sacratissimo giorno de la Pentecoste e per lo santissimo sacramento de la Eucarestia. La produzione poetica del d. S. si sarebbe conclusa nel 1614, con due sonetti (uno in latino) nel Dialogo de la caccia di Francesco Codroipo. L’11 novembre 1585 prese in moglie Marzia Sbroiavacca, di antica famiglia feudale e da lei ebbe quattro figli: Giulio, Beatrice, Ludovica e Marzio. Dettò testamento il 19 marzo e morì il 3 aprile 1610 successivo. La comprensione critica della sua attività di poeta va legata allo studio della sua privata libreria. Il suo sistema di letture, di opere possedute ma non necessariamente lette, pongono tale raccolta all’interno della doppia coloritura di biblioteca del condottiero e del letterato dove convivono testi di natura linguistica (Fondamenti del parlar toscano di Rinaldo Corso), di grammatica (le Grammaticae Institutiones di Urbano Bolzanio), di letteratura greca (Isocrate, Esiodo, Omero) e latina (Cicerone, Lucano), di retorica (La Retorica di Bartolomeo Cavalcanti), di sprezzatura e “institutio” (Ricordi di Sabba di Castiglione, i Dialoghi piacevoli di Stefano Guazzo) fino ai modelli poetici rappresentati dalla Scielta delle rime e dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.

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Bibliografia

Ms BCU, CA, Annales civitatis Utini (1571-1574), 58, f. 15v-16r e 23r.; ms BNMV, Marciano Italiano, IX 104 (= 6863), f. 9v-10r.

CAPODAGLI, Udine illustrata, 432-343; LIRUTI, Notizie delle vite, IV, 93-95; Carteggio inedito di Ticone Brahe, Giovanni Keplero e di altri celebri astronomi e matematici dei secoli XV e XVII con Giovanni Antonio Magini tratto dall’archivio Malvezzi de’ Medici in Bologna, a cura di A. FAVARO, Bologna, Zanichelli, 1886, 226-229 e 309-312; Acta graduum academicorum Gymnasii patavini ab anno 1551 ad annum 1565, a cura di E. DALLA FRANCESCA - E. VERONESE, Roma/Padova, Antenore, 2001, 478-479, no1176; G.B. DE CESARE, Liriche di friulani del Cinquecento in lode dell’Escorial, «Ateneo Veneto», n.s., 8 (1970), 81-92; S. VOLPATO, Una biblioteca privata del Cinquecento in Friuli. Metodologia della ricerca per l’analisi delle opere di Giovanni di Strassoldo, «Bibliotheca», 1 (2002), 226-237; C. GRIGGIO, Giovanni di Strassoldo: uomo di lettere?, «Giornale storico della letteratura italiana», 179/588 (2002), 561-575; S. VOLPATO, Tra antichi e moderni: la biblioteca di Giovanni di Strassoldo, «Bibliotheca», 1 (2003), 95-134; A.M. CAPRONI, La biblioteca personale di Giovanni di Strassoldo, «Culture del testo e del documento», 10 (2003), 145-155; Giovanni di Strassoldo. Udine 1547-1610. Una vita tra armi, scienza, lettere. Atti del convegno internazionale (Udine/Strassoldo, 3-4 novembre 2000), a cura di D. FRANGIPANE STRASSOLDO, Udine, Forum, 2005.

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