(1873-1927)

Cossar

Giovanni

direttore di museo, studioso, pittore, insegnante

Nacque a Gorizia il 4 ottobre 1873. Si formò all’Accademia di Brera, a Milano, e si specializzò alla Scuola d’arte industriale di Vienna. A Gorizia si dedicò all’insegnamento dell’arte e tra i suoi allievi annoverò i pittori Edoardo Del Neri e Vittorio Bolaffio, l’architetto Silvano Baresi e il fratello Ranieri Mario. C. si cimentò con la pittura e col teatro (al 1902 risale la rappresentazione dell’azione scenica Il Çhalçhutt), ma si distinse soprattutto come studioso di storia locale e fu tra i promotori, e in seguito il primo direttore, del Museo civico: istituito nel 1909, esso doveva «documentare anzitutto l’italianità del capoluogo isontino». Coscritto allo scoppio della grande guerra, ritornò in città dopo la rotta di Caporetto e, in accordo con il sovrintendente Anton Gnirs, iniziò da subito a ricomporre le collezioni disperse dei tre musei cittadini (civico, provinciale, diocesano). Centro di raccolta fu il settecentesco palazzo Attems Petzenstein, che sarebbe diventato sede del nuovo Museo della redenzione, inaugurato il 9 giugno del 1924 e diretto sempre dallo stesso C. Negli anni della ricostruzione postbellica egli si sarebbe battuto tenacemente per la ricostruzione del castello di Gorizia, destinato, nelle sue intenzioni, a divenire sede museale. Il progetto sarebbe stato raccolto e portato a compimento dal fratello Ranieri Mario. Morì nella città natale il 1° dicembre 1927.

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Bibliografia

R. M. Cossar, Storia dell’arte e dell’artigianato in Gorizia, Pordenone, Arti grafiche Cosarini, 1948, 431-432;
C. L. Bozzi, Tipi goriziani dimenticati: Giovanni Cossar, «Sot la nape», 4 (1971), 45-50;
L. Spangher, Giovanni Cossar, ibid., 3-4 (1977), 99-101;
L. Damiani, Arte delL Novecento in Friuli, I. Il liberty e gli anni venti, Udine, Del Bianco, 1978, 143;
M. Masau Dan, Giovanni Cossar e il sogno di un museo dell’industria goriziana, in Il Filo Lucente. La produzione della seta e il mercato della moda a Gorizia 1725-1915. Catalogo della mostra, a cura di M. Masau Dan - L. Pillon, Monfalcone, EdL, 1993, 7-16;
W. Klainscek, Giovanni Cossàr e il suo castello per Gorizia, «Borc San Roc», 7 (1995), 29-34;
W. Klainscek, Un museo per il castello, un castello per il museo. Il castello di Gorizia come sede museale, in Gorizia, un viaggio nel tempo. L’immagine del Castello dal nostro secolo alle origini. Catalogo della mostra, a cura di L. Pillon, Monfalcone, EdL, 1995, 21-30;
G. Faggin, Letteratura friulana del Goriziano nell’Ottocento e Novecento in Cultura friulana nel Goriziano, a cura di F. Tassin, Gorizia/Udine, Istituto di storia sociale e religiosa/Forum, 20032 (Fonti di cultura, 1), 124-125;
R. Sgubin, Alle origini dei Musei Provinciali di Gorizia: preistoria di un’istituzione singolare, in La Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, a cura di A. Delneri - R. Sgubin, Vicenza, Terra Ferma, 2007, 11-23.

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Risorse esterne
Per citare
Alessandro Quinzi, Cossar Giovanni, in Dizionario Biografico dei Friulani, https://www.dizionariobiograficodeifriulani.it/cossar-giovanni
Data compilazione
01/11/2016
Ultimo aggiornamento
13/05/2026