Nato a Pola, in Istria, nel 1877 e laureato a Vienna, insegnò storia e geografia a Gorizia durante gli anni scolastici 1904-1906. In quei due anni pubblicò sullo «Jahresbericht» (ni55-56) dello stesso Ginnasio un ampio articolo riguardante il patriarcato di Aquileia al tempo di Pietro Gerra. Della bontà del suo insegnamento si conservò un grato ricordo, come testimonia Francesco Spessot, che con gli altri apprese da lui e da Capuder e gustò un «grande interesse scientifico che avrebbe rappresentato l’ordinata pubblicazione delle fonti» («Aquileia Nostra», 1951). T. insegnò anche in altri luoghi, a Brünn (Brno), a Vienna e più a lungo a Czernowitz (Bucovina). Mantenne, però, sempre contatti con Gorizia, studiando l’età patriarcale in più aspetti e collaborando con le iniziative e con le manifestazioni goriziane, in modo particolare dopo le scoperte dei mosaici teodoriani di Aquileia. Di Aquileia parlò a Vienna (Urania) nel gennaio 1913 e a Grado nel maggio dello stesso anno su Aquileia e Grado («L’eco del Litorale», 7 e 16 gennaio, 13 maggio 1913), suscitando gelosie aspre in Maionica, pronto a stroncarlo («Forum Iulii», 1913); un atteggiamento di distacco e di critica negativa da parte italiana si riscontra anche in altri scritti («Forum Iulii», 1913). Nell’ambito della storia medievale del patriarcato di Aquileia (in coincidenza con i lavori di Albin von Teuffenbach, La basilica di Aquileia ed il suo costruttore, Gorizia, 1908; Die Basilica von Aquileja und ihr Bauherr Patriarch Poppo, Görz, 1911, che non è traduzione dello scritto precedente), egli trattò di Corrado di Polonia (1909), del parlamento friulano (1911) (A. Cecchini, «Memorie storiche forogiuliesi», 1912, 212-216), del sistema feudale in Friuli prima del 1420 (1916); sulle condizioni del Friuli e dell’Austria sud-orientale nel tardo medioevo ha scritto più volte quando insegnava a Czernowitz (1914) e poi a Vienna (1918). Trattò inoltre della storiografia goriziana (1910), della venuta a Gorizia di Napoleone (1910) e poi di Carlo X (1910), del governo francese nel 1809 (1910) e della relativa occupazione di Trieste (1916). Dedicò particolare attenzione, come si è anticipato, ad Aquileia (1913), a Grado (1913) e all’Istria (1913, 1916). Dopo la guerra ritornò a Vienna, dove insegnò nell’Accademia di musica. Morì nel 1931. T. fu con Franz X. Zimmermann e Karl Capuder tra coloro che concorsero a rendere ancora più vario l’orizzonte culturale dello Staatsgymnasium nel quindicennio, caratterizzato da un clima culturale fervido, che si concluse in modo tragico, dal 1914-1915 in poi. Gorizia fece infatti in tempo a vivere una stagione quanto mai attiva e feconda nei vari campi della storia e delle lettere: oltre ai molti intellettuali di primo piano di origine goriziana o attivi nel Goriziano – Giovanni B. Brusin, Giovanni Cossar, Karl Drexler, Max Fabiani, Luigi Faidutti, Onorio Fasiolo, Antonio Jacobi, France Kos, Enrico Maionica, Biagio Marin, Antonio Morassi, Ugo Pellis, Leo Planiscig, Francesco B. Sedej, Carlo Seppenhofer, Francesco Spessot, Heinrich Swoboda, Albin v. Teuffenbach, Emilio Turus, Oscar Ulm, Igino Valdemarin, Rodolfo Zorzut –, moltissimi altri si dedicarono a ricerche storiche e ne pubblicarono i risultati; tra questi, Carlo de Baubela, Giuseppe Braidotti, Giovanni Brumat, Francesco Castelliz, Emilio Mulitsch, Giuseppe Parmeggiani, Giorgio Pitacco, Federico Simsig, Mario Stanta.