LIRUTI, Notizie delle vite, I, 437-441; L.G. GYRALDUS, De poetis nostrorum temporum, ed. K. WOTKE, Berlin, Weidemannske Buckhandlung, 1894, ora L.G. GIRALDI, Due dialoghi sui poeti dei nostri tempi [Dialogi duo De poetis nostrorum temporum], a cura di C. PANDOLFI, Ferrara, Corbo, 1999, 73; J. BERNARDI, Pietro Leoni da Ceneda […] soprannominato Cinzio Acedese […] Cenni biografici, «La Scuola», I/II, 7-8 (1872), 281-293; V. JOPPI, Nuovo documento sulla vita di Cinzio Cenedese poeta e grammatico del secolo XV, Udine (nozze Lucheschi-Modoni-Boroni), 1885, 11-13 [testamento redatto l’11 aprile 1505]; G. BOTTARI in M. SABELLICO, De latinae linguae reparatione, a cura di G. BOTTARI, Messina, Centro interdipartimentale di studi umanistici, 1999, 160-162 e nota. Sull’attività didattica: DEGANI, Le nostre scuole, 104; L. CASARSA, La scuola di grammatica di Spilimbergo tra Tre e Quattrocento: dai testi devozionali alla lettura dei classici, in Bernardino Partenio e l’Accademia di Spilimbergo 1538-1543. Gli statuti, il palazzo, I, Venezia, Marsilio, 2001, 15-29. Vano il tentativo di affidargli l’incarico a Conegliano, alla morte di Biagio da San Daniele (ms AMVC, 396/19, Libro delle Reformazioni e Parti del M. Consiglio, f. 27r, 16 nov. 1480; Ibid., f. 27v, copia della lettera di invito; ivi, f. 28r, del 23 nov. 1480, copia della rinuncia). Sulla sua produzione poetica: L. CASARSA, Testimonianze di (e su) Cinzio Cenedese, «Metodi e ricerche», 20/2 (2001), 129-156; ID., Per la biografia di Cinzio da Ceneda: spunti poetici in Duvnasqai didavskein. Studi in onore di Filippo Cassola, a cura di M. FARAGUNA - V. VEDALDI JASBEZ, Trieste, Editreg, 2006, 81-89. Lodato da Agostino Gerolami, da Giorgio Anselmi (cfr. Delitiae CC Italorum poetarum huius superioris aevi illustrium, collectore Ranutio Ghero (Ian Gruutere), s. l. [sc. Francofurti], in officina Ionae Rosae, 1608, I, 232) e da Iacopo da Porcia (Epistole, II 39 e 48; III 4 e 41). Per il commento dell’Eneide, a stampa, si veda G. M. DOZIO, Cynthii Cenetensis in Virgilii Aeneidem Commentarium, Milano, Ronchetti-Perreri, 1845; i primi tre libri pubblicati da A. MAI, Classicorum auctorum e Vaticanis codicibus editorum collectio, VII, Romae, Typis Vaticanis, 1835, 321-394. Inoltre R. SABBADINI, Le scoperte dei codici latini e greci ne’ secoli XIV e XV. Edizione anastatica con nuove aggiunte e correzioni dell’autore, a cura di E. GARIN, Firenze, Sansoni, 1967, 167-168; M. DYKMANS, La Vita Pomponiana de Vergile, «Humanistica Lovaniensia», 36 (1987), 100-101; A. LUNELLI, Il commento virgiliano di Pomponio Leto. Atti del convegno virgiliano di Brindisi nel bimillenario della morte (Brindisi, 15-18 ottobre 1981), Perugia, Istituto di filologia latina dell’Università di Perugia, 1983, 309-322; ID., Leto, Giulio Pomponio, in Enciclopedia Virgiliana, III, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 1987, 192-195; M. GIOSEFFI, Studi sul commento a Virgilio dello Pseudo-Probo, Firenze, La Nuova Italia, 1991 (Pubblicazioni della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Milano, CXLIII), 219-232; M.A. PINCELLI in MARTINI PHILETICI, In corruptores latinitatis, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 2000 (Edizione Nazionale dei testi umanistici, 4), XXXV e 31-32. Inoltre L. BASSETT - J. DELZ - A.J. DUNSTON, Silius Italicus, in Catalogus translationum et commentariorum: Mediaeval and Renaissance Latin Translations and Commentaries, ed. F.E. CRANZ - P.O. KRISTELLER, III, Washington D. C., The Catholic University of American Press, 1976, 398; A. LUNELLI, Pomponius Sabinus alias Pomponius Laetus: perché Sabinus, in Filologia umanistica. Per Gianvito Resta, a cura di V. FERA - G. FERRAÚ, Padova, Antenore, 1997 (Medioevo e Umanesimo, 95), 1027-1032; L. CASARSA, Un caso di plagio? Il commento all’Eneide di Cinzio Cenedese, in I classici e l’Università umanistica. Atti del convegno internazionale di studi (Pavia, 22-24 novembre 2001), a cura di L. GARGAN - M.P. MUSSINI SACCHI, Messina, Centro interdipartimentale di studi umanistici, 2007. G. GRAZIANI (Descrizione della città di Ceneda, Treviso, Righettini, 1621) sostiene che Cinzio stese una storia della città in esametri, manoscritta in un cod. Vaticano.