BERNARDINO DA MORCOTE

BERNARDINO DA MORCOTE (1450 - 1542)

architetto, lapicida

Immagine del soggetto

Facciata della chiesa udinese di S. Giacomo, opera dell'architetto e lapicida Bernardino da Morcote, 1525-36.

Figlio di Martino Bortolini, lapicida di Morcote (Canton Ticino, Svizzera) che nel 1474 aveva laboratorio a Spilimbergo, città in cui forse B. nacque tra il 1495 ed il 1500. Ebbe tre fratelli, Giovanni, Antonio ed Andrea che professarono tutti il mestiere di lapicida. Sposò dapprima una certa Maria Biasizzo di Udine, poi, il 19 aprile 1535, Antonia, nipote dell’architetto e pittore Giovanni da Udine detto il Ricamatore. Il matrimonio tuttavia non fu felice e ciò rese difficili i rapporti con Giovanni da Udine con il quale B., che molto aveva puntato per la sua attività sul nome del celebre parente, ebbe anche alcuni scontri per motivi economici. La sua attività è documentata a partire dal 1518, allorché ottenne un permesso dogale per «cavar» pietra in Istria. Il 12 febbraio 1519 insieme con il fratello Giovanni stipulò un contratto con il comune di Udine per la costruzione di una porta nella loggia del Lionello. Il 27 dicembre 1520 si impegnò a fare un portale per la chiesa di S. Maria delle Grazie di Udine ed il 25 aprile 1525 si accordò con la confraternita dei Pellicciai per fabbricare in pietra la nuova facciata e la torre dell’orologio della trecentesca chiesa di S. Giacomo in Mercatonuovo a Udine. Si impegnò anche a seguire personalmente i lavori (che ebbero termine nel 1536), a recarsi in Istria per procurarsi la pietra e addirittura a lavorare manualmente «tamquam lapicida». La facciata della chiesa, alla quale nel 1744-48 venne addossata la facciata della cappella delle Anime, opera di Simone Pariotti e Luca Andrioli, rappresenta uno dei più nobili esempi dell’architettura del capoluogo friulano, anche se non pienamente risolta nel rapporto tra altezza e larghezza: è tutto un gioco vibrante di luci e di ombre (che si addensano nelle finestre timpanate inferiori, nel grande portale, nei fornici della torre), uno spezzarsi di linee che prelude al manierismo. ... leggi Consta di due parti, divise da una cornice marcapiano, sopra le quali si innalza una torre raccordata con due volute. Sotto la cella campanaria, un orologio realizzato dal cividalese Benedetto degli Astori nel 1533 e ultimato da Paolo da Villaco nel 1524; più sotto ancora un poggiolo protetto da una balaustra sul quale durante il mercato del sabato veniva celebrata la messa: a mo’ di altare, in una nicchia era collocata una statuina della Madonna con Bambino di Giorgio da Carona (1475). Dal 1526 lavorava, probabilmente su progetto di Gaspare Negro del 1513, alla ricostruzione della facciata e del campanile della chiesa di S. Maria di Castello di Udine distrutti dal terremoto del 1511, e il 28 settembre ricevette un primo pagamento per il portale. La parte superiore del campanile sarebbe stata ultimata intorno al 1540 da Giovanni da Udine. Il 3 maggio 1530 si accordò con la fraternita di S. Pietro Martire di Udine per eseguire l’altare del santo nella chiesa di tal nome; nel 1533 promise di scolpire un’ancona per la chiesa di S. Antonio a Feletto Umberto presso Udine. Nello stesso 1533 presentò al consiglio di Udine un progetto per la ristrutturazione della piazza centrale della città ai piedi del colle con la costruzione della chiesa di S. Giovanni affiancata da una lunga loggia: il progetto venne approvato e di lì a poco iniziarono i lavori che si protrassero per qualche anno. Si dovettero superare non poche difficoltà per motivi urbanistici (i diversi livelli della piazza) e pratici (la preesistenza della torre dell’orologio cui loggia e chiesa avrebbero dovuto addossarsi). Ne sortì un’opera felicissima, di geniale soluzione, al passo con i tempi (forse ispirata al protiro bramantesco di S. Maria Nascente ad Abbiategrasso), e ciò nonostante perfettamente inserita nel contesto architettonico creato dai già esistenti edifici della piazza e del colle. Su un’ampia e distesa gradinata fu eretta infatti una loggia di nitore brunelleschiano, spartita da un ampio e monumentale arcone dai riflessi albertiani che sottolinea l’ingresso alla chiesa di S. Giovanni. Le ultime notizie relative a B. risalgono al 1542: il 6 febbraio ricevette cento ducati per la fattura di alcuni ornamenti nella cappella del Crocifisso della chiesa di S. Francesco, poco dopo si ammalò e il 28 maggio dettò testamento: ordinò di essere sepolto nella chiesa di S. Pietro Martire e lasciò alla fraternita di S. Maria degli Angeli tutti i suoi marmi lavorati e grezzi. Legò cento ducati alla moglie Antonia. È probabile sia morto nello stesso 1542.

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Bibliografia

JOPPI, Contributo quarto, 127; C. SOMEDA DE MARCO, Architetti e lapicidi lombardi in Friuli nei secoli XV e XVI, in Arte e Artisti dei Laghi Lombardi, II, Como, Noseda, 1959, 309-342; C. SEMENZATO, Bortolini, Bernardino, in DBI, 13 (1971), 145-146; M. ZOCCONI, I maestri lombardi in Friuli. Bernardino da Morcote, Trieste, Università degli studi, Facoltà di Ingegneria, 1976 (Istituto di Disegno, 9); G. BERGAMINI, Architetti e lapicidi ticinesi in Friuli nei secoli XV e XVI. Catalogo della mostra (Locarno, 4-14 febbraio 1984), Udine, Fogolâr furlan dal Tessin, 1984, 40-43; A. GUERRA, I lavori di Bernardino da Morcote per la facciata e il campanile della chiesa di S. Maria di Castello in Udine: nuovi documenti e acquisizioni, «Arte/Documento», 4 (1990), 82-89; D. BATTILOTTI, Piazza Contarena a Udine. Uno spazio veneziano per la Serenissima, in La piazza, la chiesa, il parco, a cura di M. TAFURI, Milano, Electa, 1991, 9-55; G. BERGAMINI, Bernardino da Morcote (Bernardino da Udine, Bortolini Bernardino), in AKL, 9 (1994), 537; Arte in Friuli. Dal Quattrocento al Settecento, a cura di P. PASTRES, Udine, SFF, 2008, indice.

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