COLÒ ALDO (1928-2015)

COLÒ ALDO (1928-2015)

pittore

Immagine del soggetto

Il pittore Aldo Colò ritratto da Danilo De Marco.

Nacque a Modena nel 1928. Nel 1933 la famiglia si trasferì a Cividale del Friuli, dove C. vivrà sino alla sua scomparsa avvenuta nel 2015, all’età di 87 anni. Nel 1944, a soli 16 anni, si arruolò nella brigata partigiana ‘Garibaldi Natisone’, e fu Totila nelle fila del battaglione ‘Mameli’. Alla fine del conflitto portò a compimento gli studi classici e, deciso a seguire le orme paterne, frequentò a Padova la facoltà di Medicina che abbandonò per seguire la sua vocazione artistica e frequentare l’Accademia di belle arti di Venezia. Nel 1947 espose per la prima volta in una collettiva a Cividale, cittadina dove frequentva i pittori Giacomo e Luigi Bront, Antonio Coceani e Carlo Mutinelli che presentò le sue prime personali. Gli esordi espositivi sono stati all’insegna di un’attenta figurazione, approfondita e superata in seguito attraverso viaggi-studio a Parigi, in Normandia, Olanda e Provenza, in compagnia talora dell’amico pittore Guido Tavagnacco. Nel 1956 partecipò alla Mostra d’arte friulana contemporanea; nel 1960 espose alla Galleria del Girasole e in una personale presso il Circolo Bancario in palazzo Kechler a Udine. A partire dal 1961 fu invitato a varie edizioni della Biennale d’arte Triveneta di Padova confermando la sua presenza e ruolo nel panorama artistico del nord-est italiano. ... leggi Nel mentre insegnava discipline artistiche nella scuola primaria, impegno che avrebbe condotto per 27 anni. Nei primi anni Sessanta la sua figurazione si stemperò nella lettura del cubismo sintetico per avvicinarsi in seguito all’informale d’impianto materico. Dall’elaborazione del territorio e dei suoi segni, dalla sintesi formale e cromatica che ne derivava C. affrontò il periodo più fervido della sua produzione intrisa di forme primigenie tese all’assoluto. Dalla fine dei Sessanta giunse infatti a composizioni di calibrato geometrismo, giocate sulla contrapposizione di forme essenziali, in grado di trascendere i dati della materia sensibile in linguaggio puro di segni, forme, colore, luce. Nel 1970 presentò i nuovi approdi alla Mostra regionale d’arte a Palazzo Costanzi a Trieste e nel 1972 alla Galleria Stendhal di Milano in un intensificarsi di presenze che lo videro partecipe, nel 1976, della collettiva dedicata all’arte astratta alla Kornhaus di Weingarten (D), mentre la Galleria Holbein 2 a Lindau (D) gli dedicò un’esposizione personale. Il carattere teorico della sua ricerca lo condusse a un procedere per cicli, dove Gabbie, Fasce, Ovali, Molecole divengono luogo di un’indagine mai fredda o assertiva, sensibile piuttosto al dato lirico e all’impegno del quotidiano vivere nel mondo. Una serie di riflessioni sull’arte originò il volume Fragmenta, che l’artista scrisse e pubblicò nel 1995 nella collana ‘Le carte nascoste’ diretta da Federico Santini, per i tipi di Campanotto editore. Dalle sue riflessioni emerge la consapevolezza critico-culturale del proprio operare artistico, più ampiamente espresso nei copiosi e ancora inediti scritti presenti nel suo archivio. Pittore colto e partecipe attivamente del clima intellettuale del suo tempo, C. ha esteso il suo interesse anche alla grafica, alla ceramica e alla scrittura. Tra acquaforte e acquatinta ha realizzato cartelle con Carlo Ciussi, Luciano Ceschia, Tonino Cragnolini con la collaborazione letteraria di Elio Bartolini, Italo Furlan e Tito Maniacco. Numerosi gli autori che contribuirono alla definizione critica del suo lavoro. Dagli anni Novanta sono molte le personali dedicate all’autore sia in luoghi pubblici (Galleria Sagittaria Pordenone, 1995; Galleria regionale d’Arte contemporanea Spazzapan Gradisca d’Isonzo, Gorizia, 2000; Galleria comunale ai Molini Portogruaro, Venezia, 2009; Centro civico di Cervignano del Friuli, Udine, 2010; Biblioteca civica di Pordenone 2013) sia in luoghi privati (ArteStudio Clocchiatti, Udine 1997; Fondazione Ado Furlan, Pordenone 2006, Stamperia d’arte Albicocco, Udine 2009). Nell’arco di oltre sessant’anni C. svolse un’attività pittorica intensa e produttiva, esercitata negli studi di Cividale, Ipplis e Premariacco. Testimoniano il suo impegno i numerosi disegni, le grafiche e gli olii, le tante mostre personali allestite in Italia e all’estero e la sua costante presenza nelle rassegne collettive. Sue opere si trovano in importanti raccolte pubbliche del Friuli Venezia Giulia, come l’Università di Udine, i Musei civici di Udine e Pordenone, la Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan di Gradisca d’Isonzo (Gorizia).

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Bibliografia

A. Colò, Fragmenta, Pasian di Prato (UD), Campanotto editore, 1995 (Le carte nascoste, 2). Aldo Colò. Catalogo della mostra personale al Circolo bancario in Palazzo Kechler, Udine, testo di A. MANZANO, 1960; T. MANIACCO, Aldo Colò, Ancona, Bugatti editore, 1970 (Collana ‘Protagonisti dell’Arte Contemporanea’); E. BARTOLINI, Aldo Colò o del Giansenismo. Sagittaria. Annuario 89/91, Pordenone, Centro iniziative Culturali, 1992; Aldo Colò: la traccia e l’ombra. Catalogo a cura di G. PAULETTO e M. F. VASSALLO, Galleria Sagittaria, Pordenone, 1995; Aldo Colò. Catalogo della mostra a cura di F. MARRI, Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan, Gradisca D’Isonzo, 2000; Aldo Colò, opere 1974_2008. Catalogo della mostra a cura di D. MARANGON presso la Galleria Ai Molini, Portogruaro 2009; Aldo Colò. Opere grafiche. Catalogo della mostra a cura di L. DAMIANI presso la Stamperia d’arte Albicocco (Udine), Udine, Edizioni del Tavolo Rosso, 2009; Tra paesaggio e natura morta lo sguardo inedito di Aldo Colò. Catalogo della mostra a cura di F. AGOSTINELLI, O. MASIN, Cervignano 2010.

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