FORZA (DELLA) FABIO

FORZA (DELLA) FABIO (1608 - 1691)

giurista, erudito, storico

Il d.F. (o Sforza) nacque a Udine nel 1608, nipote dell’omonimo giureconsulto (1550 circa-1617 circa), giudice delle giurisdizioni dei Savorgnan e autore delle Notti militari ovvero osservazioni di varie azioni di guerra fatte ne’ tempi di notte, pubblicate postume a Venezia nel 1723. Sposato con Sofia di Girolamo Coletti, in gioventù militò al servizio della Repubblica Veneta e fu anch’egli giureconsulto. Di tale attività resta nella Biblioteca comunale di Udine un suo consulto, successivo al 1665, relativo alla lite Bissone-Coletti per beni ereditari, raccolto con un altro parere legale di Celso di Prampero redatto per la stessa causa. In età avanzata, nel 1684, come regestato nell’inventario settecentesco dell’Archivio comunale, il d.F. fu incaricato dagli organi di governo cittadini di compilare un’Informatione delle cose del Friuli e della città di Udine, memoriale «per la topografia di questa provincia» consistente nelle risposte a quindici “capi” da inviare al padre Vincenzo Coronelli che stava lavorando alla redazione di una «geografia universale di tutta la terra». Gli argomenti dell’Informatione interessano sia il Friuli fisico (confini, superficie, corografia, idrografia, sistema viario) sia storico (città, fortezze, terre, castelli, nobiltà) con cenni anche alle risorse economiche. Pur rispondendo in modo sintetico punto per punto, il d.F. sviluppa con particolare vivacità il tema dell’antichità e del prestigio di Udine, a partire dall’identificazione della città “metropoli” del Friuli, e non di Cividale, con Foro Iulio. Prova cartografica sarebbero le tavole di Tolomeo che collocherebbero Foro Iulio lontana dai monti e dal Natisone, mentre Cividale, spiega, si trova vicino ai rilievi e sul fiume. ... leggi Avvalendosi dell’autorità di Marcantonio Sabellico, Ercole Partenopeo, Enrico Palladio, Gio. Batta Natolini, Giovanni Domenico Salomoni che dicono Udine «antichissima», il d.F. asserisce che «avanti la erettione di Aquileia fu Udine sola il capo, bisognò che cedesse ad Aquileia, mentre che stette in fiore», per diventare poi la «nuova Aquileia», in quanto nuova sede del patriarca. La città episcopale potrebbe così fregiarsi legittimamente del titolo di «metropoli» con il quale, ricorda, viene indicata in privilegi patriarcali e in opere di storiografia locale o di cartografia, quali, per esempio, l’anonima Anatomia della Patria del Friuli del secolo XVI, oppure i lavori di Marcantonio Sabellico, Giovanni Candido, Enrico e Gian Francesco Palladio, Wolfang Lazius, Sebastian Münster. Il tema dell’antichità e del prestigio della città, rafforzato dal valore di uomini insigni, molti dei quali illustrati, come sottolinea il d.F., dal Capodagli, fu di particolare attualità e oggetto di forte scontro polemico negli anni in cui il giureconsulto operava, quando si ebbe nel 1679 una tregua con la stipulazione tra Udine e il parlamento di un «concordio», in base al quale nell’assemblea dei tre membri Udine doveva essere presente soltanto come «comunità» alla pari con le altre della provincia, ma al di fuori del parlamento poteva comparire come città e metropoli, ottenendo così il riconoscimento di una dignità che traeva lustro dall’essere sede dell’autorità diocesana. Su questi temi il d.F. aveva composto (o abbozzato) anche un’altra opera, Descrittione della provincia del Friuli e della città di Udine, di cui è allegato all’Informatione del 1684 un breve regesto dei capitoli. Tale sommario, noto allo Joppi, il quale annotava che del testo «devesi far ricerca presso gli eredi Pers, Tritonio, Moroldi, Boiani, Strassoldo ecc.», indica come il d.F. avesse tracciato una storia di Udine e del suo territorio a partire – secondo una vecchia consuetudine – dal diluvio, discutendo sull’antichità di Udine, ma anche sulla nobiltà urbana e sul concetto di “virtù”, trattando sulla parità tra la nobiltà cittadina e la nobiltà castellana, sulla dignità del grado dottorale, dedicando un capitolo anche al tema «se l’huomo virtuoso debba havere quantità grande di libri». La Descrittione si conclude con un compendio di sessantasei famiglie udinesi, in parte della nobiltà. Il d.F. è autore anche di più ampi profili di quarantacinque famiglie dell’ordine nobile cittadino (Indice delle famiglie nobili), conservati presso la Biblioteca civica. A differenza di precedenti cronache (Cronaca del Monticoli, Cronaca Ugolina), il d.F. quasi per rafforzare il tema di fondo della dignità di Udine, sottolinea di ogni casato le caratteristiche di nobiltà derivanti dall’esercizio delle arti liberali e dalle cariche di governo cittadino, eliminando quelle notizie che avrebbero potuto alimentare ipotesi di origini rurali o artigiane o commerciali. Alcuni capitoli (o parte degli stessi) della Descrittione, però con diversa numerazione rispetto all’ordine del sommario del 1684, costituiscono il manoscritto 608 della Biblioteca comunale di Udine, dove sono attribuiti a Virginio della Forza, fratello di F., anch’egli giureconsulto e magistrato della Repubblica, nominato cavaliere di S. Marco nel 1635, autore del De iure novae urbis condendae et incolendae sulla nuova città e fortezza di Palma, pubblicato nel 1630, e di un’inedita storia di Udine, di cui si conserva un esemplare del secolo XVIII. I capitoli del manoscritto 608, vale a dire quelli da riferirsi alla Descrittione, di mano in parte di copista in parte dello stesso F., fanno riferimento, infatti, a documenti la cui data ultima è il 1684 (legge sul lusso di Udine), tesi a dimostrare – conformemente con quanto indicato nel sommario della stessa Descrittione – che «la nobiltà di maggior pregio è quella che deriva dalla virtù che dalla chiarezza del sangue de’ maggiori», esaltando i cittadini “virtuosi” di Udine, letterati, prelati, uomini d’arme, dottori, tra cui sono ricordati oltre a Pompeo Caimo o Tiberio Deciani anche lo zio e il fratello, «Fabio della Forza il zio, Virginio della Forza cavagliero il nipote». Potrebbero costituire (probabilmente è una copia ancora in fase di abbozzo) parte del testo che l’autore dice pronto per le stampe. Va ricordato che della Descrittione esiste un’altra copia manoscritta, datata 1680, nel fondo Bartoliniano della Biblioteca arcivescovile udinese. Tale testo però non comprende tutta la materia indicata nei regesti dei capitoli e si conclude con brevi note su una trentina di famiglie al posto delle sessantasei annunciate; potrebbe trattarsi di un abbozzo o di una sintesi. L’invio al Coronelli dell’Informatione e del sommario della Descrittione spiega forse le ragioni della dedica «Agl’illustrissimi signori deputati della città di Udine metropoli della provincia» della carta della Patria del Friuli del Corso geografico universale del 1692 del cosmografo veneziano, riproposta successivamente nel tomo I dell’Isolario (II volume della serie Atlante veneto), dove il Coronelli descrive la Patria del Friuli, soffermandosi – per giustificare la sua inserzione nell’Isolario – sulla descrizione della fascia costiera e delle isole, da Caorle a Marano. Il d.F. morì a Udine nel 1691.

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Bibliografia

Ms BCU, Principale, 1063, F. della Forza, Consulto legale nella lite Bissone-Coletti, [post 1665]; ms BSAU, Bartolini, 75, F. della Forza, Informatione e Descrizione della Patria del Friuli et della città di Udine metropoli d’essa provincia (f. 23-36); mss BCU, CA, C. XV, Descrittione della Provincia del Friuli e della città di Udine e Informatione delle cose del Friuli e della città di Udine (f. 77r-88v) (mss autografi); mss BCU, Principale, 869.2, F. della Forza (Sforza), Origine, prerogative e dignità della città di Udine (copia coeva contenente entrambe le opere con nota di V. Joppi relativa alla necessità di ricerca del testo integrale della Descrittione); ivi, 1033, F. della Forza, Indice delle famiglie nobili udinesi; ivi, 608, F. della Forza [ma sul frontespizio, apografo, V. Della Forza], Dell’origine et antichità della città di Udine [ma è parte di Descrittione della Provincia del Friuli e della città di Udine]; Ibid., della Forza, F. della Forza, Genealogie Joppi e del Torso.

LIRUTI, Notizie delle vite, IV, 178-183; Archivum Civitatis Utini. Catastico e appendice, II, a cura di L. CARGNELUTTI, Udine, Del Bianco, 1991, 39; L. CASELLA, Romanello Manin nell’ambiente culturale del primo Settecento friulano: note su uomini e idee, in Le due nobiltà. Cultura nobiliare e società friulana nei “Dialoghi” di Romanello Manin (1726), a cura di L. CASELLA, Roma, Bulzoni, 1999, 36-42; L. CARGNELUTTI, Il parlamento della Patria del Friuli e la città di Udine: un conflitto giurisdizionale e politico in età veneta, ivi, 66-71; ID., La “Descrittione della provincia del Friuli e della città di Udine” e la “Informatione” di Fabio della Forza per il padre Vincenzo Coronelli (1684), «Metodi e ricerche», 26/2 (2007), 81-106.

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