MISSONI TOMMASO

MISSONI TOMMASO (1761 - 1827)

ecclesiastico, erudito, segretario, letterato

Nato a Moggio Udinese il 6 giugno 1761 da Biagio Eustachio di Giovanni Leonardo – padre e nonno erano stati ambedue notai cancellieri dell’abbazia di Moggio – e da Lucia Battirame (secondo altra fonte il cognome della madre era Antonimi), studiò a Graz. Il 18 dicembre 1782 il padre (col fratello Pietro, pure egli notaio) gli costituirono patrimonio ecclesiastico; il 27 marzo 1784, quando frequentava il secondo corso di morale, fu promosso diacono; venne ordinato sacerdote a Udine nel 1785. Si recò poi a Padova (i “discessi ad annum” sono conservati dal 1788) per studiare teologia – in quell’anno di lui si scrisse «optimo quo pollet ingenio studio sese dedisse» – dove fu allievo, tra gli altri, del giansenista Giuseppe Maria Pujati, che dal 1786 vi insegnava Sacra Scrittura con rigoroso metodo esegetico-patristico. Ritornato in Friuli, si allogò a Tolmezzo come segretario di Lorenzo Luigi Linussio, uno degli eredi della casata degli industriali tessili, aiutandolo nella corrispondenza scientifica che amava tenere con eruditi ed accademici contemporanei, e che sarebbe stata edita nel 1831 col titolo Lettere scientifiche appartenenti alla corrispondenza del dottore Lorenzo Luigi Linussio di Tolmezzo con varii illustri dotti italiani e stranieri. A M. vengono attribuite la lettera in lingua francese a de Saussure ed altre sei in italiano. Approfittando della libreria assai fornita di casa Linussio, M. «‘prese una certa tintura’ negli studi di scienze naturali al suo tempo di moda. Ma sembra che più ancora profittasse della lettura dell’enciclopedia e degli altri libri empi e disonesti del secolo passato, essendo riuscito uomo di vita scorrettissima e senza verun pudore […] e spargendo anche in Moggio quei libri con gran danno di molti». In casa Linussio ebbe modo di incontrare Pujati, che vi era sovente ospite; mantenne rapporti con l’abate Giuseppe Greatti; fu sollecitato dallo studioso di antichità Étienne-Marie Siauve ad intraprendere scavi archeologici a Moggio. Fu autore, a quanto sembra, di numerosi scritti, dei quali furono pubblicati sul «Giornale di Passariano» del 28 gennaio 1808 due brevissimi squarci sulla «pastoriccia». Risulta che egli fosse, fin dal Regno italico (dal 1805) amministratore dei benefici vacanti («del Vacante») per il distretto di Moggio; riconfermato nell’incarico dal governo austriaco – che vedeva volentieri in quel posto gente invisa alla curia – lo tenne fino alla morte, come risulterebbe dalle conferme del 24 novembre 1816 e del 1826. In alcune note autografe del 1820 del vescovo Emanuele Lodi, si afferma che M. «ebbe in addietro pratiche scandalose […] non dice mai messa e credesi neppure l’Ufficio». Morì a Moggio «in casa propria […] di febbre gastrica» il 14 luglio 1827.

Bibliografia

ACAU, Anagrafe, 254, Moggio 1826-1827, Nascite matrimoni morti; BSAU, Biasutti, voce; ms BCU, Principale, 767, lettera all’abate Missoni di Étienne-Marie Siauve del 30 agosto 1808.

A. DI GASPERO, Brevi cenni sul canale del Ferro, «Giornale di Udine», 25-26 gennaio 1876; G. VENTURA, Alcuni atteggiamenti politico-intellettuali del clero udinese di fronte agli avvenimenti del trentennio 1790-1820, «MSF», 48 (1967-1968), 39-105.

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