NICOLETTI MARCANTONIO

NICOLETTI MARCANTONIO (1536 - 1596)

notaio, storico

Nacque a Cividale del Friuli nel 1536 da una famiglia originaria da Venezia, stabilitasi agli inizi del Trecento a Udine con diramazioni anche a Cividale. Notaio e cancelliere del comune e del monastero di S. Maria in Valle, raccolse dagli archivi cittadini una grande quantità di dati e notizie su vicende friulane e cividalesi di età patriarchina. Morì nel 1596, ferito accidentalmente da un colpo di archibugio mentre si verificavano scontri tra fazioni cittadine. I suoi manoscritti, in parte autografi, venuti in possesso di Francesco di Manzano quale erede dell’estinta famiglia Nicoletti, furono da lui ampiamente studiati come fonte per i propri lavori, catalogati in un Indice dalla lettura delle opere di Marcantonio Nicoletti, ora conservato con tutto l’Archivio Manzano nella Biblioteca civica di Udine. Lo stesso di Manzano curò la pubblicazione di brevi lavori del N., Istoria della famiglia e del castello di Soffumbergo (1860), Il castello di Cormons (1880) e appose in appendice al secondo volume dei suoi Annali del Friuli due estratti, da lui giudicati importanti come fonte storica, Le leggi antiche dei Forlani sotto i Patriarchi e I costumi antichi dei Forlani sotto i patriarchi, riediti entrambi nel 1861 sulla «Rivista friulana» di Camillo Giussani. Vincenzo Joppi curò un lavoro di spoglio annalistico del N., raccolto nei due volumi degli Estratti dagli Annali di Cividale del Friuli e Seguito degli estratti degli Annali, il primo comprendente atti dal 1176 al 1385 (edito nel 1862), il secondo dal 1384 al 1419 (edito nel 1864). Successivamente nel 1870 l’«Archeografo triestino» pubblicò Il Patriarcato di Aquileia sotto Volfero di Cologna, primo lavoro di una serie di biografie di patriarchi composte dal N. Seguirono nel 1898 la vita di Gregorio di Montelongo, curata da Ernesto Degani per l’ingresso del vescovo Francesco Isola a Concordia; nel 1903 quella di Pietro Gera, curata da Enrico del Torso; nel 1910 quella di Raimondo della Torre, voluta dai canonici del capitolo di Udine per l’ingresso dell’arcivescovo Anastasio Rossi. Nonostante la valorizzazione del lavoro del N. da parte del di Manzano, che aveva auspicato una maggiore conoscenza dei suoi scritti quale fonte preziosa per la storia del Friuli, fondata su documenti da lui stimati in parte non più reperibili, un primo giudizio negativo fu espresso da Giuseppe Occioni Bonaffons nella Bibliografia storica friulana del 1883, dove, segnalando I costumi e leggi antiche dei Friulani del 1861 lamentò lo scarso ordine espositivo e l’assenza di contestualizzazione caratterizzanti l’opera. ... leggi Riserve erano state e furono anche successivamente espresse da curatori di singole edizioni (Joppi, Degani, del Torso) per l’assenza di citazione della fonte, per ingenuità dovute all’uso acritico di alcune delle stesse fonti, per ineleganze e oscurità dello stile, anche se la pubblicazione degli scritti era giustificata dall’arco cronologico che trattavano, ancora poco esplorato. Degani sottolineava comunque l’importanza del lavoro del N. in quanto raccolta documentaria, concepita secondo un metodo che «nella forma se non nella sostanza» sembrava preludere duecento anni prima la lezione del Muratori, scusando in qualche modo ingenuità ed errori. Radicale fu invece la stroncatura di Pio Paschini, il quale nel recensire il complesso delle vite dei patriarchi mise in luce senza attenuanti come il N. non avesse saputo valutare l’attendibilità delle fonti e le avesse interpretate talvolta in modo erroneo, come dimostrerebbero il riscontro o la collazione con quelle da lui citate e reperite o da lui non esplorate, sottolineando come il Cividalese avesse accettato storia e leggenda, affastellando notizie e infarcendo i testi con digressioni e osservazioni «puerili e adulatorie». Per Paschini, le informazioni del N. sono sempre da accogliere con cautela, così che anche le edizioni critiche dei suoi lavori risulterebbero fatiche inutili per lo storico. Nonostante questo giudizio durissimo, nel 1927 ci fu una ripresa degli scritti del N. a scopo divulgativo per opera del tipografo Pietro Zampa di Pradamano (aveva appena riedito la versione in volgare del 1544 dell’opera di Giovanni Candido Commentarii di Aquileia), che volle proporre una nuova versione di Delle leggi e dei costumi dei Furlani sotto diciotto Patriarchi d’Aquileia, collazionata su apografi settecenteschi della Biblioteca arcivescovile e della Biblioteca civica di Udine non avendo reperito l’originale di cui si era servito di Manzano, pur prendendo atto dei «non pochi difetti» del lavoro. Contemporaneamente la Società filologica friulana ne anticipò alcune pagine tra 1926 e 1927 su «Ce fastu?», iniziando con un estratto in cui si presentava un’ipotesi di origine del friulano da una corruzione del latino a contatto di diverse parlate barbariche così da diventare lingua «dura e aspra» di difficile comprensione. La proposta dello scritto di N. avrebbe potuto sollecitare, secondo la redazione della rivista, una verifica di quanto poco restasse degli usi del passato. Nel 1928 ancora Zampa diede alle stampe Il ducato del Friuli durante la dominazione dei Longobardi e dei Franchi, prendendo nuovamente atto dei «non lievi difetti» del testo, comunque proponendolo come un’opera che avrebbe potuto avvicinare gradevolmente il lettore alla storia locale. Dopo la stroncatura del Paschini, Carlo G. Mor, che pure indica i limiti di una storiografia friulana carente sotto il profilo della critica storica, riconosce qualche aspetto positivo nell’opera del N. per aver tentato – pur svolgendo uno schema storicocronologico «primitivo» – di definire, con le notazioni delle leggi friulane, un ambiente che fa da sfondo ai patriarchi così che questi non sembrerebbero più soltanto i solitari “eroi” della tradizione umanistica. Dopo le edizioni del primo Novecento, altri manoscritti del N., di cui il di Manzano fornisce l’elenco, sono rimasti inediti, conservati in più copie presso la Biblioteca civica Joppi di Udine, la Biblioteca arcivescovile di Udine, il Museo archeologico di Cividale, la Biblioteca Marciana di Venezia, la Biblioteca Guarneriana di San Daniele. Il N. fu anche autore, secondo la moda del tempo, di rime d’occasione; suoi componimenti poetici in onore di Alfonso Belgrado, del patriarca e del provveditore della fortezza di Palma sono raccolti in Poesie diverse volgari et latine per la morte dell’eccellentissimo dottore il signor Alfonso Belgrado e in Ragionamento de l’illustre sig.r Massimiano Montegnaco […] et rime raccolte da Lucio Vanni de gli Honesti. L’attività notarile dal 1564 al 1596, istrumenti e carte processuali, è conservata presso l’Archivio di stato di Udine.

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Bibliografia

Gli scritti del Nicoletti sono conservati nell’Archivio di Manzano in mss BCU, Principale, 1736-1747; l’attività notarile in ASU, NA, M. Nicoletti, 822-826.
M.A. NICOLETTI, Istoria della famiglia e del castello di Soffumbergo, a cura di F. DI MANZANO, Udine, Trombetti-Murero, 1860 (nozze Caimo-Bonamico); ID., Il castello di Cormons, a cura di F. DI MANZANO, Venezia, Visentini, 1880 (nozze Zaiotti-Antonini); ID., I costumi antichi dei Forlani sotto i patriarchi, in DI MANZANO, Annali, II, 106-125 (= «Rivista friulana», 3/22 (2 giugno 1861), 169-172; 3/23 (9 giugno 1861), 177-179; 3/24 (16 giugno 1861), 209-211; 3/25 (23 giugno 1861), 194-195; 3/26 (30 giugno 1861), 201-204; 3/27 (7 luglio 1861), 209-211; 3/28 (14 luglio 1861), 217-218; 3/29 (21 luglio 1861), 225-226; 3/30 (28 luglio 1861), 233-235; 3/31 (4 agosto 1861), 241-242; 3/32 (9 agosto 1861), 249-250) (= Udine, Zampa, 1927); Estratti dagli Annali di Cividale dall’anno 1176 al 1385 fatti da Marcantonio Nicoletti notaio cividalese del secolo XVI, a cura di V. JOPPI, Udine, Trombetti-Murero, 1862 (nozze Florio-di Colloredo Mels); Seguito degli estratti dagli Annali di Cividale del Friuli dal 1384 al 1419 di Marcantonio Nicoletti notaio cividalese del secolo XVI, Udine, Seitz, 1864; Il patriarcato di Aquileia sotto Volfero di Cologna, «Archeografo triestino», s. II, 2 (1870-71), 35-86; Vita del patriarca di Aquileia Gregorio di Montelongo, a cura di E. DEGANI, Udine, Patronato, 1898; Patriarcato di Aquileia sotto Pietro Gera, a cura di E DEL TORSO, Udine, Del Bianco, 1903 (nozze di Colloredo Mels-Vintani); Il patriarcato di Aquileia sotto Raimondo della Torre, Udine, Crociato, 1910; Il ducato del Friuli durante la dominazione dei Longobardi e dei Franchi, Udine-Pradamano, Zampa, 1929; M. NICOLETTI, Il ducato del Friuli durante la dominazione dei longobardi e dei Franchi. ... leggi Historia inedita di Forogiulio ovverosia Cividale, Udine-Pradamano, Zampa, 1929.
DI MANZANO, Cenni, 130-131; F. DI MANZANO, Ricordo storico biografico e genealogico della nobile famiglia de’ Nicoletti di Cividale, «Archeografo triestino», n.s., 19 (1893), 1 (estratto); P. PASCHINI, Marcantonio Nicoletti, «MSF», 9 (1913), 221-222; SOMEDA DE MARCO P., Notariato, 70-72; G.C. MOR, Uno sguardo alla storia della storiografia friulana, «Sot la nape», 24/3 (1972), 16-24.
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