FRANCESCHINIS ANTONIO

FRANCESCHINIS ANTONIO (1437 - 1509)

notaio, storico

Immagine del soggetto

Pagina tratta dagli scherzi di Antonio Franceschinis inviati nel 1489 al Cimbriaco per una revisione (Venezia, Biblioteca nazionale marciana, Lat. 201 [=4255]).

Nacque a Gemona da Nicolò (non da Giorgio come il Baldissera asserisce) nel 1437 secondo il Bini, nel 1446 secondo una genealogia prodotta da Giuseppe Vale, il quale puntualizza anche alcuni passi della biografia del Liruti, secondo la quale il F. avrebbe studiato a Gemona per poi diventare cancelliere della comunità e successivamente della Patria. Il Vale, servendosi di un’affermazione dello stesso F. («[…] fuerim annos circiter viginti Italiam pervagatus et cum urgente aetate ad proprios lares remeaverim […]»), ricorda come questi dopo un lungo soggiorno in Italia fosse ritornato a Gemona in età matura. Cancelliere del comune dal 1470 al 1483, come attestano gli atti da lui sottoscritti, fu poi nominato cancelliere della Patria, carica che ricoprì fino al 1506. Per ragioni connesse all’ufficio, nel 1484 si trasferì a Udine. Sulla base delle lettere di Iacopo di Porcia, il Liruti asserisce che il F. per primo stese una storia del Friuli, lasciata però in «dimenticanza». Si tratta del De Carnica regione illustratio, composta intorno al 1508, così intitolata dal cancelliere della Patria Giovanni Marchettano. Il F. poteva valersi come fonti degli atti parlamentari e di due esperti della storia del patriarcato aquileiese, vale a dire Iacopo Gordino da Marano decano della collegiata di Udine e Paolo Santonino cancelliere patriarcale. ... leggi Tale lavoro fu lodato dal Porcia che ne auspicava la pubblicazione, anche se considerava errore avere citato l’autorità di un letterato da lui considerato un mercenario della cultura quale il Sabellico e rilevava come l’opera necessitasse di una revisione stilistica secondo le regole della retorica classica, consigliando l’intervento di Giovanni Battista e Bartolomeo Uranio, che però non si dichiararono disponibili alla correzione. Il F. morì circa nel 1519 senza avere visto pubblicare la sua opera, che allo stesso Porcia probabilmente sembrò in seguito superata dalla più ampia e organica storia di Giovanni Candido, da lui fortemente sostenuta, uscita nel 1521. Il De Carnica regione illustratio, quasi certamente una delle fonti del Candido attraverso il Porcia, è un breve compendio storico-geografico della provincia del Friuli, delineata nelle sue caratteristiche fisiche, economiche, istituzionali. Del testo, che il Liruti non aveva potuto reperire, non esiste l’originale, ma copie del secolo XVI presso la Biblioteca Marciana (copia del Mar chet tano, 1580, con lettere del Cimbriaco e di Paolo Santonino a F. e di F. a Giovanni Battista Uranio e al Santonino e alcuni “scherzi” del F.), il fondo Bini dell’Archivio arcivescovile di Udine e il fondo Bartolini della Biblioteca arcivescovile di Udine, mentre una copia del sec. XIX di mano del Bianchi è conservata presso la Biblioteca civica di Udine. Il testo del De Carnica regione illustratio con le lettere del manoscritto della Biblioteca Marciana è stato pubblicato nel 1934 dal Vale, che considera l’operetta come la prima storia del Friuli. Andreina Stefanutti ha evidenziato come in essa e nel dibattito che ne scaturì presso i contemporanei si possano cogliere le origini di un conflitto tra città di Udine e Parlamento, una contrapposizione che avrebbe caratterizzato tutta la successiva storia del Friuli di età veneta. La studiosa sottolinea, infatti, come il F. rilevasse l’antichità e l’autonomia, riconosciute dalla Repubblica Marciana, del potere giurisdizionale dei feudatari, quasi fossero principi liberi, un’affermazione che avrebbe sottolineato la peculiarità e la supremazia politica e territoriale di quella nobiltà friulana di cui faceva parte il Porcia, che proprio per questo elogiò l’opera come storicamente veritiera. Per la stessa ragione il Porcia si scagliò contro le citazioni del Sabellico, in quanto questi assegnava a Udine un ruolo e una dignità che si scontravano con gli interessi di altre comunità della Patria e soprattutto del corpo feudale. Il F. scrisse anche De Turcorum in Patriam incursione et depopulatione anno 1477, il cui testo pare sia andato disperso. Si ricordano alcuni suoi scherzi inviati per una revisione nel 1489 a Quinto Emiliano Cimbriaco, conservati nel codice marciano.

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Bibliografia

BNMV, Lat., XIV, 201 (= 4255).

I. DI PORCIA, Epistolarum familiarum, s.n.t. [1507 circa]; LIRUTI, Notizie delle vite, I, 444-447; V. B[ALDISSERA], Degli uomini degni di ricordanza in Gemona. Note biografiche, Gemona, s.n.t., 1888, 18-19; G. VALE, Il più antico manuale di storia del Friuli, «Atti dell’Accademia di Udine», s. VI, 1 (1934-35), 7-55 (con la trascrizione del De Carnica regione illustratio); A. STEFANUTTI, Saggi di storia friulana, a cura di L. CASELLA - M. KNAPTON, Udine, Forum, 2006, 29-30, 48, 56.

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