PALLADIO DEGLI OLIVI LUCREZIO

PALLADIO DEGLI OLIVI LUCREZIO (1697 - 1767)

cronista

Immagine del soggetto

Disegno di Lucrezio Palladio degli Olivi che mostra i danni subiti dal campanile della chiesa udinese di S. Cristoforo durante un temporale nel 1756 (Udine, Biblioteca civica, Principale, 723/d).

Nato a Udine nel 1697 da Alessandro e Isotta della Forza, vi abitava in capo all’androna di San Cristoforo, tra la chiesa e le case dei Caiselli. Visse a Udine dove morì nel 1767. Discendente di Enrico e Giovanni Francesco, coltivò il gusto di una storia divulgativa, interpretata in maniera aneddotica e cronachistica. Raccontò di vicende e personaggi del mondo friulano contemporaneo, di episodi di secoli precedenti, attingendo anche a memorie familiari, tra le quali egli ricorda quelle dell’omonimo nonno Lucrezio, corredando spesso il tutto con illustrazioni (di sua mano o di collaboratore ignoto) dal tratto semplice, ma di efficacia immediata. Vincenzo Joppi annota: «È un danno che la massima parte dei suoi scritti sia andata dispersa». Una sua opera fu edita nel 1889 con il titolo di Memorie udinesi dal 1700 al 1767 sulla base del compendio di Giacomo Caimo, trasmesso dal suo discendente Nicolò Caimo Dragoni a Giuseppe Occioni-Bonaffons. Giacomo Caimo alla fine del lavoro aveva annotato: «1767, 23 gennaio. Finì di vivere in 3 giorni di male impetuoso il signor Lugrezio Palladio, che fu autore di 4 tometti manoscritti, e da lui intitolati Annali dei quali apunto furono per me Giacomo Caymo estratte tutte le fin qui estese memorie quest’anno di nostra salute 1793» (p. 48). I quattro “tometti” originali sono andati dispersi. ... leggi Esistono alcune copie che integrano le notizie riportate nell’edizione a stampa. I conti Gropplero (il cui archivio andò distrutto nell’incendio del palazzo di Udine nel 1938) conservavano una copia, priva però di alcuni episodi di anni centrali, esemplata nel 1916 da Luigi Frangipane, attualmente conservata nell’Archivio privato Frangipane a Ioannis di Aiello (Udine), in due tomi: il primo Memorie udinesi dal 1700 al 1767, il secondo Memorie udinesi dal 1760 al 1767, con indici curati dallo stesso Frangipane. Copia dello stesso manoscritto dei Gropplero è anche quella esemplata dai fratelli Joppi, conservata presso la Biblioteca civica di Udine (Memorie udinesi) dove si trova nel fondo principale un’altra copia manoscritta del secolo XVIII a più mani, priva della trascrizione degli anni 1743-59, dal titolo Cronaca della città di Udine 1700-1767, con allegata la sopra citata nota di V. Joppi. Vi è pervenuta nel 1883 dopo essere stata di proprietà di Francesco di Toppo. Tale copia, oltre a riportare la data di morte del P. annotata dal fratello (Francesco o Gio. Enrico), contiene anche un appunto del 5 luglio 1782. Il P. dedica particolare attenzione alla sorte delle famiglie cittadine, fornendo notizie sulla loro ascesa o decadenza economica, inquadrate annalisticamente nelle vicende della comunità, con notizie sul contesto europeo delle guerre di successione: il viaggio a Vienna di Francesco e Daniele Florio per difendere il patriarcato di Aquileia, la sua soppressione, i diritti della città di fronte ai poteri del luogotenente, la catasticazione del 1740 condotta da Nicolò Tiepolo, dando rilievo alla vicenda di Malta, all’opera svolta da Antonio di Montegnacco e riferendo in maniera attenta sulla visita a Udine dei due delegati dell’ordine melitense per verificare le prove di nobiltà, vicenda del tutto trascurata invece da un altro cronista settecentesco, Antonio della Forza, nel suo Diario udinese (1740-1800). I fratelli Joppi riferiscono che presso i Gropplero si conservavano due altre opere del P. illustrate da disegni a inchiostro: un manoscritto di storie «tragiche e curiose avvenute in Friuli ai tempi dell’autore», un altro di storie di famiglie udinesi. Di quest’ultimo esiste una copia, esemplata da Luigi Frangipane nel 1915-16 dall’originale dell’Archivio Gropplero, Delle famiglie nobili estinte nel secolo decimosettimo et altre notitie particolari con 94 disegni, conservato nell’Archivio Frangipane di Ioannis di Aiello (Udine). Il P. racconta le vicende delle famiglie udinesi aggregate all’ordine nobile tra XVII e XVIII secolo, con ritratti, con pianta e disegni del demolito palazzo Marchesi-Torriani di Udine. Alcune di queste illustrazioni, ma senza il testo di corredo, insieme con altre firmate da Giuseppe e Luigi Puppi, si trovano in copia presso la Biblioteca civica di Udine, Ritratti di personaggi di varie famiglie udinesi, dono del 1885 di Margherita di Toppo. Alcune delle «storie tragiche e curiose» possono essere ricondotte ai fascicoli dei Fatti storici friulani del sec. XVII e XVIII narrati ed illustrati da disegni dal nob. Lucrezio Palladio di Udine, acquistati nel 1888 dalla Biblioteca civica Joppi. Le cronache, corredate da disegni, narrano un episodio di banditi a Gradiscutta del 1582, la morte per annegamento di tre sorelle Belgrado del 1680, un’altra morte per annegamento di madre e figlia Bortolussi del 1711, il restauro del campanile della chiesa di S. Cristoforo danneggiato da un fulmine nel 1756, la morte del conte Francesco d’Arcano del 1727 (quest’ultima copia del secolo XIX senza illustrazioni). Alcuni di questi testi, ma senza il corredo iconografico, furono pubblicati tra 1889 e 1890 su «Pagine friulane» a cura di Vincenzo Joppi. Alla stessa serie si possono ricondurre le storie illustrate di alcuni fascicoli raccolti in un tomo della Biblioteca del Museo Correr di Venezia. Tranne il primo fascicolo, che per motivi cronologici è posteriore al periodo di attività del P. (Nave perduta li 21 marzo 1768, f. 1-6), gli altri sviluppano vicende friulane e lo stile dei disegni ricorda quello di altri episodi attribuiti al P.: Discors de sar Lenard Lesagne capo dai plazzarui di Udin a sar Bastian Maruffe priul dai bevadors con la risposta Rispueste di sar Bastian Baruffe capo dai bevadors a ser Lenart Lesagne capo de baronie di Udin (in versi, f. 17-22); Udine saccheggiata l’anno 1511 e Morte di Antonio Savorgnan detto il traditore (f. 24-31); Torre di San Vitto acesa dal folgore circa l’anno 1722 (f. 33-41); seguono, senza disegni, le Serie delli logotenenti e Obligo delle militie tiene la Patria in tempo de guerra (f. 107-110). A un’altra storia illustrata del P. dà spazio Giuseppe Vale su «La Panarie» nel 1929, Istoria della Chiesa Aquileiese ridotta in ristretto con la serie de’ patriarchi dal signor Lucrezio Palladio nobile cittadino udinese nel anno 1760, all’epoca conservata dal signor Attilio Facini di Gris, ora pervenuta all’Archivio di stato di Udine con il fondo Ciceri. Vale sottolinea come l’autore abbia voluto ricordare la storia della chiesa e del territorio di Aquileia, sia pure senza rigore di critica storica, ma compendiando i più «accreditati scrittori», immediatamente dopo la soppressione del patriarcato. I disegni accentuano il carattere divulgativo del testo. Presso la Biblioteca civica Joppi si conserva nel fondo mappe un disegno sciolto attribuibile al P., raffigurante le case Palladio nell’androna di San Cristoforo: Descrizione dell’Androna per fianco della chiesa di S. Christofforo in Udine, senza data. Potrebbe essere copia o forse una delle tavole di un codice, registrato come mancante, (manoscritto 220 del fondo Joppi) che, in base all’inventario, consisteva in una genealogia iconografica di 16 tavole con le case, le ville dei Palladio e i ritratti dei principali membri della famiglia. I disegni del P., in particolare il palazzo Torriani, il restauro del campanile di S. Cristoforo, le vicende del 1511, l’androna di San Cristoforo, sono stati utilizzati come apparato illustrativo a corredo di varie pubblicazioni.

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Bibliografia

Mss BCU, Principale, 642, Cronaca della città di Udine 1700-1767; ivi, 541, Ritratti di personaggi di varie famiglie udinesi; ivi, 723/a, b, c, d, e, Fatti storici friulani del sec. XVII e XVIII narrati ed illustrati da disegni dal nob. Lucrezio Palladio di Udine; Ibid., Joppi, 94, Memorie udinesi; Archivio Frangipane (Ioannis di Aiello), Memorie udinesi dal 1700 al 1767, e Memorie udinesi dal 1760 al 1767; ms Ibid., Delle famiglie nobili estinte nel secolo decimosettimo et altre notitie particolari con 94 disegni; ms BMCV, Correr, 963.
V. JOPPI, Nota sulla vita e sulle opere di L. Palladio in L. PALLADIO DEGLI OLIVI, Cronaca della città di Udine, ms BCU, Principale, 642. A e V. JOPPI, Di Lucrezio Palladio nobile udinese e delle sue memorie, in L. PALLADIO DEGLI OLIVI, Memorie udinesi dal 1700 al 1767, compendiate dal conte G. CAIMO DRAGONI, con pref. di G. OCCIONI BONAFFONS, Udine, Doretti, 1889, 7-8; G. VALE, Un curioso libro del Settecento, «La Panarie», 6/31 (1929), 43-50.

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